Furto in abitazione: i limiti del ricorso in Cassazione
Il reato di furto in abitazione rappresenta una fattispecie penale posta a tutela non solo del patrimonio, ma anche dell’inviolabilità del domicilio. Una recente ordinanza della Corte di Cassazione ha affrontato il tema della distinzione tra questo reato e la ricettazione, chiarendo i rigorosi limiti di ammissibilità dei ricorsi in sede di legittimità.
I fatti e il procedimento
La vicenda trae origine dalla condanna di due individui per il delitto di furto in abitazione aggravato, confermata dalla Corte di Appello. Secondo la ricostruzione dei giudici di merito, gli imputati erano stati intercettati poco dopo l’allontanamento precipitoso da un’abitazione depredata. La difesa ha tentato di sostenere che la condotta dovesse essere inquadrata come ricettazione, ipotizzando che i soggetti avessero solo ricevuto i beni già sottratti da terzi.
La decisione della Corte di Cassazione
La Suprema Corte ha dichiarato i ricorsi inammissibili per diverse ragioni procedurali e sostanziali. In primo luogo, è stata rilevata la tardività di una memoria difensiva, depositata senza rispettare il termine di quindici giorni liberi prima dell’udienza. Nel merito, i giudici hanno evidenziato come le doglianze dei ricorrenti fossero prive di specificità, limitandosi a riproporre argomenti già ampiamente smentiti nelle fasi precedenti.
Le motivazioni
Le motivazioni della Corte si fondano sulla natura del giudizio di legittimità. Il primo motivo di ricorso, volto a ottenere la riqualificazione in ricettazione, è stato giudicato manifestamente infondato. La Corte ha sottolineato che il limitato intervallo temporale tra il furto e il controllo delle forze dell’ordine rendeva logicamente incompatibile l’ipotesi della ricettazione, confermando invece la partecipazione diretta al furto in abitazione.
Inoltre, la contestazione relativa alla natura del luogo (se fosse o meno una privata dimora) è stata dichiarata inammissibile poiché non era stata dedotta come motivo di appello. Secondo il codice di procedura penale, non è possibile sottoporre al vaglio della Cassazione questioni che non sono state preventivamente affrontate nel secondo grado di giudizio.
Le conclusioni
In conclusione, la sentenza ribadisce che il ricorso per Cassazione non può trasformarsi in un terzo grado di merito. Per contestare efficacemente una condanna per furto in abitazione, è necessario che i motivi di ricorso siano specifici, argomentati e che non si limitino a una pedissequa reiterazione di quanto già discusso. La mancata osservanza dei termini per il deposito degli atti e l’omessa contestazione di punti chiave nei gradi precedenti precludono definitivamente ogni possibilità di riforma della sentenza.
È possibile riqualificare un furto in abitazione in ricettazione in Cassazione?
Solo se si dimostra un vizio logico o una violazione di legge nella sentenza impugnata, ma non se la richiesta si basa su una semplice rilettura dei fatti già valutati dai giudici di merito.
Cosa accade se un motivo di ricorso non è stato presentato in appello?
Il motivo è dichiarato inammissibile in Cassazione, poiché la legge impedisce di sollevare per la prima volta in sede di legittimità questioni che potevano essere dedotte precedentemente.
Qual è il termine per depositare memorie difensive in Cassazione?
Le memorie devono essere depositate almeno quindici giorni liberi prima della data dell’udienza per non essere considerate tardive.
Testo del provvedimento
Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 41279 Anno 2023
Penale Ord. Sez. 7 Num. 41279 Anno 2023
Presidente: COGNOME NOME COGNOME
Relatore: COGNOME NOME
Data Udienza: 13/09/2023
ORDINANZA
sui ricorsi proposti da: COGNOME NOME nato a AVERSA il DATA_NASCITA COGNOME NOME nato a PIEDIMONTE MATESE il DATA_NASCITA
avverso la sentenza del 20/10/2022 della CORTE APPELLO di NAPOLI
dato avviso alle parti;
udita la relazione svolta dal Consigliere NOME COGNOME;
Rilevato che la memoria presentata dal ricorrente è tardiva perché depositata in violazione del rispetto dei termini di quindici giorni “liberi” prima dell’udienza, previsti dall’art. proc. pen.;
Rilevato che gli imputati NOME COGNOME e NOME COGNOME ricorrono avverso la sentenza con cui la Corte di Appello di Napoli ha confermato la sentenza del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere di condanna per il delitto di furto in abitazione aggravato;
Rilevato che il primo motivo di ricorso -con cui i ricorrenti deducono violazione di legge vizio di motivazione in relazione alla mancata riqualificazione dell’ipotesi delittuosa in quell cui all’art. 648 comma 2 cod. pen. – è manifestamente infondato ed é indeducibile perché fondato su motivi che si risolvono nella pedissequa reiterazione di quelli già dedotti in appell puntualmente disattesi dalla corte di merito (si veda il ragionamento circa il limitato temporale tra l’allontanamento precipitoso dei ladri e il controllo effettuato sugli operanti compatibilità di tale intervallo di tempo con quello occorrente per giungere, dall’abitazio depredata, al luogo dove avvenne il controllo), dovendosi gli stessi considerare non specific ma soltanto apparenti, in quanto omettono di assolvere la tipica funzione di una critic argomentata avverso la sentenza oggetto di ricorso;
Rilevato che il secondo motivo di ricorso – con cui i ricorrenti deducono violazione di legge e vizio di motivazione in relazione alla riconducibilità del locus commissi delicti alla nozion luogo di privata dimora – non è consentito in sede di legittimità perché la censura non risul essere stata previamente dedotta come motivo di appello secondo quanto è prescritto a pena di inammissibilità dall’art. 606 comma 3 cod. proc. pen.;
Rilevato, pertanto, che i ricorsi devono essere dichiarati inammissibili, con condanna dei ricorrenti al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende.
P. Q. M.
Dichiara inammissibili i ricorsi e condanna i ricorrenti al pagamento delle spes processuali e della somma di Euro tremila in favore della Cassa delle ammende. Così deciso in Roma, il 13 settembre 2023.