Furto di energia elettrica: quando il ricorso è inammissibile
Il reato di furto di energia elettrica rappresenta una fattispecie penale frequente, spesso legata ad allacci abusivi alla rete pubblica. Una recente ordinanza della Corte di Cassazione ha chiarito i limiti entro cui è possibile impugnare una sentenza di condanna, sottolineando l’importanza della precisione tecnica nei motivi di ricorso.
Il caso e la condanna territoriale
La vicenda trae origine dalla condanna di un soggetto per furto aggravato, ai sensi degli articoli 624 e 625 del codice penale. La Corte d’Appello aveva confermato la decisione di primo grado, infliggendo una pena di quattro mesi di reclusione e una multa di 200 euro. La difesa ha tentato la via del ricorso di legittimità, contestando la correttezza della motivazione riguardante l’entità della pena.
Furto di energia elettrica e requisiti del ricorso
Il fulcro della decisione della Suprema Corte ruota attorno all’inammissibilità del ricorso per genericità. Secondo i giudici, l’impugnazione non rispettava i requisiti prescritti dall’articolo 581 del codice di procedura penale. In particolare, la difesa non ha indicato gli elementi specifici su cui fondare la censura, rendendo impossibile per la Cassazione individuare i rilievi mossi alla sentenza impugnata.
La congruità della pena
Un aspetto rilevante analizzato dai giudici riguarda la misura della sanzione. La Corte ha evidenziato come la motivazione della sentenza di appello fosse logicamente corretta e adeguata, specialmente considerando che la pena inflitta era prossima al minimo edittale. In presenza di una sanzione così contenuta, l’onere motivazionale del giudice è meno stringente e la contestazione difensiva deve essere ancora più puntuale per essere accolta.
Le motivazioni
Le motivazioni del rigetto risiedono nell’indeterminatezza del motivo di ricorso. La Corte ha rilevato che la difesa si è limitata a una contestazione astratta, senza confrontarsi realmente con le argomentazioni espresse dai giudici di merito. La mancanza di una correlazione tra le ragioni della decisione e le critiche del ricorrente determina l’impossibilità di esercitare il sindacato di legittimità. Inoltre, la correttezza logica della sentenza impugnata ha reso vano ogni tentativo di revisione in assenza di nuovi e specifici elementi di prova o di diritto.
Le conclusioni
Le conclusioni della Corte sanciscono l’inammissibilità definitiva del ricorso. Oltre alla conferma della condanna per furto di energia elettrica, la ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese del procedimento. A titolo di sanzione per aver proposto un ricorso manifestamente infondato, è stata disposta anche la condanna al versamento di tremila euro in favore della Cassa delle ammende. Questo provvedimento ribadisce che l’accesso alla Suprema Corte richiede una formulazione dei motivi estremamente rigorosa e specifica.
Cosa succede se il ricorso in Cassazione non è specifico?
Il ricorso viene dichiarato inammissibile per genericità, impedendo alla Corte di esaminare i motivi della contestazione e rendendo definitiva la condanna.
Quali sono le sanzioni per un allaccio abusivo alla rete elettrica?
Si configura il reato di furto aggravato, punibile con la reclusione e una multa, oltre all’obbligo di risarcimento del danno al fornitore.
Cosa comporta la condanna alla Cassa delle ammende?
In caso di ricorso inammissibile, il ricorrente deve versare una somma di denaro, solitamente tra i mille e i tremila euro, come sanzione per l’infondatezza dell’impugnazione.
Testo del provvedimento
Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 40569 Anno 2023
Penale Ord. Sez. 7 Num. 40569 Anno 2023
Presidente: COGNOME NOME COGNOME NOME
Relatore: COGNOME
Data Udienza: 27/09/2023
ORDINANZA
sul ricorso proposto da:
NOME CONCETTA nato a PALERMO il DATA_NASCITA
avverso la sentenza del 24/10/2022 della CORTE APPELLO di PALERMO
dato avviso alle parti;
udita la relazione svolta dal Consigliere COGNOME;
RITENUTO IN FATTO E CONSIDERSTO IN DIRITTO
Rilevato che COGNOME NOME ricorre avverso la sentenza con cui la Corte appello di Palermo ha confermato la condanna della predetta alla pena di me quattro di reclusione ed euro 200,00 di multa per il reato di furto aggrava energia elettrica (artt. 624 e 525 n. 2 e n. 7 cod. pen.).
Ritenuto che l’unico motivo di ricorso, che contesta la correttezza d motivazione posta a base della conferma della pena inflitta in primo grado affetto da assoluta genericità per indeterminatezza perché privo dei requ prescritti dall’art. 581, comma 1, lett. c) cod. proc. pen. in quanto, a f una motivazione della sentenza impugnata logicamente corretta, non indica gl elementi che sono alla base della censura formulata, non consentendo al giudi dell’impugnazione di individuare i rilievi mossi ed esercitare il proprio sind e ciò, peraltro, a fronte di motivazione sul punto congrua ed adeguata c evidenzia tra l’altro che la pena inflitta è prossima al minimo edittale.
Rilevato, pertanto, che il ricorso deve essere dichiarato inammissibile, co condanna della ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma d euro tremila in favore della Cassa delle ammende.
P.Q.M.
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna la ricorrente al pagamento dell spese processuali e della somma di euro 3.000,00 in favore della Cassa delle ammende.
Così deciso il 27 settembre 2023.