Furto di Energia Elettrica: Quando il Ricorso in Cassazione è Inammissibile
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha ribadito i severi criteri di ammissibilità dei ricorsi, specialmente in casi come il furto di energia elettrica. Questa decisione sottolinea come la genericità dei motivi di appello possa portare non solo al rigetto, ma anche a sanzioni economiche significative per il ricorrente. Analizziamo insieme i dettagli di questa pronuncia per comprenderne la portata e le implicazioni pratiche.
I Fatti del Caso
Il caso ha origine da una condanna emessa dal Tribunale e successivamente confermata dalla Corte d’Appello. Una donna era stata giudicata colpevole del reato di furto aggravato per aver sottratto energia elettrica a una società fornitrice. La pena inflitta era di sei mesi di reclusione e 600 euro di multa. Non soddisfatta della decisione di secondo grado, la donna ha proposto ricorso per Cassazione, affidandosi a un unico motivo: un presunto vizio di motivazione nella sentenza d’appello che affermava la sua responsabilità.
Le Motivazioni della Cassazione sulla Condanna per furto di energia elettrica
La Suprema Corte ha esaminato i motivi del ricorso e li ha giudicati ‘manifestamente infondati’. Secondo i giudici, le argomentazioni della ricorrente erano del tutto generiche e non si confrontavano in modo critico e specifico con le ragioni esposte nella sentenza impugnata. In altre parole, l’appello mancava di una vera e propria analisi censoria, limitandosi a una doglianza astratta.
La Corte ha richiamato un importante principio, consolidato anche dalle Sezioni Unite (sent. Galtelli, n. 8825/2016), secondo cui un ricorso è inammissibile se non è scandito da una critica necessaria e puntuale alle argomentazioni che fondano la decisione contestata. Il ragionamento del giudice d’appello è stato invece ritenuto coerente con le risultanze processuali, logico e privo di vizi evidenti. Pertanto, si sottraeva a qualsiasi sindacato di legittimità.
Le Conclusioni: Inammissibilità e Conseguenze Economiche
Sulla base di queste considerazioni, la Cassazione ha dichiarato l’inammissibilità del ricorso. Questa decisione comporta, per legge, delle conseguenze precise. La ricorrente è stata condannata non solo al pagamento delle spese processuali, ma anche al versamento di una somma di tremila euro in favore della Cassa delle Ammende.
La Corte ha giustificato questa ulteriore sanzione evidenziando il ‘palese carattere dilatorio’ e la ‘palese inammissibilità’ del ricorso. L’implicazione pratica è chiara: presentare un appello superficiale, non adeguatamente argomentato e con finalità meramente dilatorie non è una strategia priva di rischi. Anzi, può comportare un notevole aggravio economico, oltre alla conferma definitiva della condanna.
Perché il ricorso contro la condanna per furto di energia elettrica è stato dichiarato inammissibile?
Il ricorso è stato dichiarato inammissibile perché i motivi presentati erano manifestamente infondati, generici e non contenevano una critica specifica e argomentata contro le motivazioni della sentenza di condanna precedente.
Quali sono le conseguenze economiche per chi presenta un ricorso inammissibile in questo caso?
La ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese processuali e al versamento di un’ulteriore somma di 3.000 euro alla Cassa delle Ammende, a causa del carattere palesemente dilatorio e inammissibile del suo appello.
Quale requisito fondamentale deve avere un ricorso in Cassazione per essere esaminato nel merito?
Per essere esaminato nel merito, un ricorso in Cassazione non deve essere generico, ma deve contenere una critica puntuale e specifica delle argomentazioni della sentenza impugnata, analizzando in dettaglio i presunti errori, secondo quanto stabilito dalla giurisprudenza consolidata.
Testo del provvedimento
Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 23816 Anno 2024
Penale Ord. Sez. 7 Num. 23816 Anno 2024
Presidente: COGNOME NOME
Relatore: COGNOME NOME
Data Udienza: 15/05/2024
ORDINANZA
sul ricorso proposto da:
COGNOME NOME NOME a MARIGLIANO il DATA_NASCITA
avverso la sentenza del 16/01/2023 della CORTE APPELLO di NAPOLI
dato avviso alle parti;
udita la relazione svolta dal Consigliere NOME COGNOME;
t.
MOTIVI DELLA DECISIONE
1.Con la sentenza in epigrafe, la Corte di appello di Napoli ha confermato IJO<Adecisione del Tribunale dì a.o i in data jantilbilliff con la quale COGNOME NOME era statct condanNOME-alla pena di mesi sei di reclusione ed euro 600 di multa relazione al reato di cui agli artt. 624 e 625 comma 1 n.2 cod.pen., per la sottr di energia elettrica all'RAGIONE_SOCIALE.
La ricorrente deduce vizio di motivazione in relazione all'affermazione responsabilità nei suoi confronti.
Ebbene, ritiene il Collegio che i motivi sopra richiamati siano manifestamen infondati in quanto in fatto, generici, privi di confronto con la decisione impu non scanditi da necessaria critica alle argomentazioni poste a fondamento de decisione (Cass., sez. U, n.8825 del 27/10/2016, COGNOME) e privi di analisi ce degli argomenti posti a fondamento del giudizio di responsabilità del ricorrente.
Il ragionamento sviluppato dal giudice distrettuale risulta coerente c risultanze processuali e non si risulta altresì manifestamente illogico e si pertanto al sindacato di questo giudice di legittimità
Evidenziato che all'inammissibilità del ricorso segue per legge la condanna d ricorrente al pagamento delle spese processuali ed al versamento di una somma i favore della cassa delle ammende che, avuto riguardo al palese carattere dilat del ricorso e alla palese inammissibilità del ricorso, appare conforme a gius stabilire nella misura indicata in dispositivo.
P.Q.M.
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna la ricorrente al pagamento del spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle Ammende
Così deciso in Roma il 15 maggio 2024