Furto con Destrezza: La Sottile Linea tra Abilità e Semplice Occasione
L’ordinanza in esame della Corte di Cassazione offre un’importante delucidazione su un tema classico del diritto penale: il furto con destrezza. La pronuncia chiarisce in modo netto la differenza tra l’approfittare passivamente di una distrazione altrui e il creare attivamente, con astuzia, le condizioni per commettere il reato. La vicenda, che vede protagonista un uomo e una richiesta apparentemente innocua, diventa l’occasione per ribadire un principio giuridico consolidato.
Il Caso in Esame: La Tattica del Panino
I fatti alla base della decisione sono semplici ma emblematici. Un individuo entra in un esercizio commerciale e, per poter agire indisturbato, chiede al titolare di preparargli un panino. Mentre la vittima è impegnata e distratta dalla preparazione, l’uomo ne approfitta per sottrarre un numero consistente di biglietti di una lotteria istantanea esposti nel locale.
Condannato sia in primo grado che in appello, l’imputato ha proposto ricorso per Cassazione, contestando la sussistenza dell’aggravante della destrezza. A suo dire, non vi sarebbe stata alcuna particolare abilità nella sua condotta, ma solo un approfittamento di una situazione favorevole.
La Decisione della Corte sul Furto con Destrezza
La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ritenendolo una mera riproposizione di argomentazioni già correttamente valutate e respinte dalla Corte d’Appello. I giudici di legittimità hanno sottolineato come la condotta dell’imputato non si sia limitata a sfruttare un’occasione, ma sia stata caratterizzata da una precisa strategia finalizzata a distrarre la vittima.
La richiesta del panino non è stata un atto casuale, ma un pretesto ingegnoso, un’azione studiata per allontanare l’attenzione del negoziante e garantirsi il tempo necessario per impossessarsi della refurtiva. Questo comportamento, secondo la Corte, integra pienamente la nozione di “destrezza” richiesta dalla norma.
L’Aggravante del Furto con Destrezza: La Giurisprudenza
La Corte, nel motivare la sua decisione, richiama un principio consolidato, espresso anche dalle Sezioni Unite. L’aggravante del furto con destrezza sussiste quando l’autore del reato pone in essere, prima o durante l’impossessamento, una condotta caratterizzata da particolare abilità, astuzia o avvedutezza, idonea a sorprendere, attenuare o eludere la sorveglianza del detentore sul bene.
Al contrario, l’aggravante non si configura se il ladro si limita ad approfittare di situazioni di disattenzione o di momentaneo allontanamento della vittima che non sono state da lui provocate. La linea di demarcazione risiede quindi nel ruolo attivo del reo: se è lui a creare la distrazione, la sua condotta è “destra”; se si limita a sfruttare una circostanza fortuita, il furto resta semplice.
Le Motivazioni
Le motivazioni della Corte si fondano sulla corretta applicazione di questi principi. I giudici hanno ritenuto che la condotta dell’imputato fosse connotata da “particolare abilità e astuzia”, poiché ha deliberatamente distratto la vittima con una scusa per approfittare della sua assenza e sottrarre i beni. La pronuncia evidenzia come la Corte territoriale abbia adeguatamente vagliato le doglianze, rendendo il ricorso una mera reiterazione di motivi già respinti. La decisione di inammissibilità comporta, come previsto dalla legge, la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende.
Le Conclusioni
Questa ordinanza riafferma un concetto chiave per distinguere il furto semplice da quello aggravato dalla destrezza. La “destrezza” non richiede necessariamente gesti da prestigiatore o abilità fisiche eccezionali, ma può consistere anche in un’astuzia psicologica, in un comportamento ingannevole volto a manipolare la situazione a proprio vantaggio. La richiesta di un panino, in questo contesto, diventa uno strumento del piano criminoso, un’azione che qualifica la condotta e giustifica un trattamento sanzionatorio più severo. La decisione serve da monito: qualsiasi stratagemma utilizzato per abbassare le difese della vittima può trasformare un furto in un reato più grave.
Quando un furto è considerato aggravato dalla ‘destrezza’?
Un furto è aggravato dalla destrezza quando chi lo commette utilizza una particolare abilità, astuzia o avvedutezza per sorprendere la vittima, oppure per attenuare o eludere la sua sorveglianza sul bene, prima o durante l’impossessamento.
Distrarre la vittima per rubare costituisce l’aggravante della destrezza?
Sì, secondo la sentenza, se è l’autore del reato a creare attivamente la situazione di distrazione (ad esempio, chiedendo di preparare un panino), la sua condotta integra l’aggravante della destrezza. Non è sufficiente, invece, approfittare di una disattenzione della vittima non provocata dal ladro.
Cosa succede se un ricorso in Cassazione si limita a ripetere le stesse argomentazioni già respinte in appello?
In tal caso, il ricorso viene dichiarato inammissibile. Ciò significa che la Corte non entra nel merito della questione e il ricorrente viene condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di una somma alla Cassa delle ammende.
Testo del provvedimento
Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 39875 Anno 2025
Penale Ord. Sez. 7 Num. 39875 Anno 2025
Presidente: COGNOME NOME
Relatore: COGNOME NOME
Data Udienza: 25/11/2025
ORDINANZA
sul ricorso proposto da:
NOME nato a PRATO il DATA_NASCITA
avverso la sentenza del 11/02/2025 della CORTE APPELLO di BOLOGNA
dato avviso alle parti;
udita la relazione svolta dal Consigliere NOME COGNOME;
MOTIVI DELLA DECISIONE
Con la sentenza indicata in epigrafe, la Corte di appello di Bologna confermato la sentenza emessa dal Tribunale di Bologna in data 12.06.2023 che aveva condannato COGNOME NOME alla pena di mesi 6 di reclusione ed euro 200,00 di multa per il reato di cui agli artt. 624, 625, n. 4 co L’imputato ha proposto ricorso avverso la sentenza della Corte di appel lamentando vizio di motivazione in ordine alla ritenuta sussisten dell’aggravante della destrezza ex art. 625, n.4 cod.pen.
Il motivo si risolve nella mera reiterazione di doglianze già adeguatamen vagliate dalla Corte territoriale (pag.3). Sul punto infatti i giudici di sottolineano che la condotta dell’imputato sia stata connotata da partico abilità e astuzia poiché egli ha distratto la vittima chiedendo a quest’ult preparare un panino, per approfittare della sua assenza al fine di sottr numerosi gratta e vinci dall’esercizio commerciale. La pronuncia fa corret applicazione dei principi elaborati in sede di legittimità secondo cui, in di furto, la circostanza aggravante della destrezza sussiste qualora l’a abbia posto in essere, prima o durante l’impossessamento del bene mobile altrui, una condotta caratterizzata da particolari abilità, astuzia o avved ed idonea a sorprendere, attenuare o eludere la sorveglianza del detento sulla “res”, non essendo invece sufficiente che egli si limiti ad approfitt situazioni, non provocate, di disattenzione o di momentaneo allontanamento del detentore medesimo (S.U., n. 34090 del 27/04/2017, Rv. 270088; Sez.4, n. 139 del 18/12/2019, Rv. 277952).
Per tali ragioni il ricorso deve essere dichiarato inammissibile, c conseguente condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e, non sussistendo ipotesi di esonero, al versamento di una somma alla Cassa delle ammende, determinabile in euro tremila, ai sensi dell’art. 616 cod. p pen.
P.Q.M.
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento del spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa de ammende.
Così deciso in Roma, in data 25 novembre 2025.