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Furto aggravato: quando è procedibile d’ufficio?

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per furto di energia elettrica. L’imputato sosteneva che il reato fosse diventato procedibile a querela dopo la Riforma Cartabia. La Corte ha chiarito che, in presenza di specifiche circostanze aggravanti, come la destinazione del bene a pubblico servizio, il furto aggravato rimane procedibile d’ufficio. La decisione sottolinea come la corretta individuazione di tutte le aggravanti contestate sia decisiva per determinare la procedibilità dell’azione penale.

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Pubblicato il 29 novembre 2025 in Diritto Penale, Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Furto aggravato e Riforma Cartabia: quando non serve la querela?

La recente Riforma Cartabia ha modificato le condizioni di procedibilità per molti reati, tra cui il furto. Tuttavia, una recente ordinanza della Corte di Cassazione chiarisce un punto fondamentale: il furto aggravato commesso su beni destinati a pubblico servizio resta procedibile d’ufficio. Questa decisione sottolinea l’importanza di analizzare attentamente tutte le circostanze aggravanti contestate per determinare se sia necessaria o meno la querela della persona offesa.

I Fatti del Caso: Il Ricorso in Cassazione

Un individuo, condannato per il furto di energia elettrica, ha presentato ricorso in Cassazione. La sua difesa si basava sull’entrata in vigore della Riforma Cartabia (d.lgs. 150/2022), sostenendo che il reato fosse ormai perseguibile solo a seguito di una querela formale. L’argomentazione del ricorrente poggiava sul fatto che, a suo dire, il giudice di primo grado avesse riconosciuto unicamente la circostanza aggravante della violenza sulle cose (la rottura dei sigilli del contatore), la quale non sarebbe sufficiente a mantenere la procedibilità d’ufficio.

La Decisione sul Furto Aggravato e le sue Circostanze

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, rigettando completamente la tesi difensiva. Gli Ermellini hanno evidenziato che l’atto di accusa originario contestava non una, ma ben due circostanze aggravanti previste dall’articolo 625 del codice penale:

1. La violenza sulle cose (n. 2), consistita nella manomissione del contatore.
2. L’aver commesso il fatto su cose destinate a pubblico servizio o a pubblica utilità (n. 7), come appunto l’energia elettrica e l’infrastruttura per la sua erogazione.

Sebbene la motivazione della sentenza di primo grado menzionasse esplicitamente solo la prima aggravante, il dispositivo finale faceva riferimento “alle contestate circostanze aggravanti” al plurale. Questo dettaglio, secondo la Cassazione, è stato decisivo per concludere che il giudice avesse ritenuto sussistenti entrambe le aggravanti.

Le Motivazioni della Sentenza

La motivazione della Suprema Corte è chiara e si basa su un principio consolidato, valido anche dopo la Riforma Cartabia. È pacifico in giurisprudenza che la circostanza aggravante della destinazione del bene a un pubblico servizio o a pubblica utilità rende il furto aggravato procedibile d’ufficio. La natura del bene rubato (energia elettrica) e il luogo del fatto (un contatore della rete pubblica) integrano pienamente questa aggravante, che prevale sulle nuove disposizioni in tema di procedibilità.

La Corte ha quindi stabilito che, essendo stata correttamente contestata e implicitamente ritenuta sussistente l’aggravante di cui all’art. 625, n. 7 c.p., l’azione penale non necessitava di alcuna querela per essere avviata e proseguita. Di conseguenza, il ricorso è stato giudicato inammissibile per manifesta infondatezza, con condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.

Conclusioni: L’Impatto della Sentenza sul Furto Aggravato

Questa ordinanza offre un importante promemoria: la Riforma Cartabia, pur avendo ampliato il novero dei reati procedibili a querela, non ha eliminato la procedibilità d’ufficio per i casi di furto aggravato che presentano specifiche circostanze di particolare allarme sociale. Il furto di beni destinati a un servizio pubblico, come l’energia, l’acqua o le infrastrutture di comunicazione, continua a essere perseguito con fermezza dallo Stato, a prescindere dalla volontà della parte offesa. Per gli operatori del diritto, ciò significa che l’analisi dell’atto di imputazione in ogni sua parte è cruciale per definire correttamente la strategia processuale.

Dopo la Riforma Cartabia, il furto aggravato è sempre procedibile solo a querela della persona offesa?
No. La procedibilità d’ufficio è mantenuta se sussistono specifiche circostanze aggravanti, come quella di aver commesso il fatto su cose destinate a un servizio pubblico o a pubblica utilità, come chiarito dalla sentenza in esame.

Quale circostanza aggravante ha reso il reato di furto procedibile d’ufficio in questo caso specifico?
La circostanza aggravante decisiva è stata quella prevista dall’art. 625, n. 7 del codice penale, ovvero l’aver commesso il furto su un bene (energia elettrica e relativo contatore) destinato a un pubblico servizio, oltre a quella della violenza sulle cose.

Cosa succede quando un ricorso in Cassazione viene dichiarato inammissibile?
Quando un ricorso è dichiarato inammissibile, la Corte non esamina il merito della questione. La sentenza impugnata diventa definitiva e il ricorrente, se non si ravvisa un’assenza di colpa, viene condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria a favore della cassa delle ammende.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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