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Fatto di lieve entità stupefacenti negato per 279 dosi

Le forze dell’ordine hanno fermato un furgone con tre persone a bordo, rinvenendo oltre cinquantacinque grammi di cocaina, pari a duecentosettantanove dosi, gettati a terra durante il controllo. All’interno del veicolo gli agenti hanno sequestrato materiale da confezionamento, un bilancino e un coltello. Il conducente ha richiesto la derubricazione dell’accusa in fatto di lieve entità stupefacenti, sostenendo di usare gli strumenti per vendere spezie e di avere un ruolo marginale. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dell’imputato. I giudici hanno confermato la condanna, escludendo il fatto di lieve entità stupefacenti a causa dell’ingente quantitativo e della pianificazione dell’attività illecita.

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Pubblicato il 31 agosto 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

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Riferimento Sentenza di Cassazione Penale Sez. 4 Num. 45917 Anno 2022 (Cass. pen. sez. 4 n. 45917/2022)

Il controllo del veicolo e il fatto di lieve entità stupefacenti

Le forze dell’ordine hanno intimato l’alt a un furgone con tre occupanti a bordo di ritorno da un viaggio. Durante il controllo, uno dei passeggeri ha gettato a terra un involucro contenente oltre cinquantacinque grammi di cocaina. Gli agenti hanno subito perquisito l’abitacolo del mezzo, trovando materiale per confezionare le dosi ricavato dal kit di primo soccorso, un bilancino di precisione e un coltello. Tale scenario ha portato all’arresto dei soggetti per detenzione illecita di droga in concorso.

Il conducente del mezzo ha tentato di ottenere la riqualificazione dell’accusa nel più favorevole fatto di lieve entità stupefacenti. La difesa ha sostenuto che l’uomo commerciava spezie e aromi, giustificando in questo modo il possesso della bilancia e della carta argentata. Inoltre, la difesa ha evidenziato l’assenza di un possesso materiale diretto della sostanza da parte del guidatore al momento del fermo.

I criteri per riconoscere la minore gravità del reato

La legge punisce severamente il traffico di sostanze proibite, ma prevede una corsia sanzionatoria attenuata per gli episodi di minima portata offensiva. Il giudice concede questa attenuazione soltanto dopo un esame globale di tutti gli elementi concreti dell’azione criminale.

Non basta la semplice richiesta difensiva basata sulla modica quantità apparente. L’autorità giudiziaria analizza congiuntamente i mezzi impiegati, le modalità del trasporto, la purezza della sostanza e il numero potenziale di acquirenti finali. Se emergono segnali chiari di organizzazione commerciale o di continuità nello smercio, la condotta perde ogni carattere di occasionalità ed esclude automaticamente i benefici di legge.

Le motivazioni: il diniego del fatto di lieve entità stupefacenti

I Supremi Giudici hanno confermato la decisione della Corte territoriale, ritenendo del tutto logica la ricostruzione dei fatti. La quantità di cocaina sequestrata consentiva di ricavare ben duecentosettantanove dosi medie singole, un numero incompatibile con il concetto normativo di minima offensività.

La presenza sul veicolo di strumenti per il taglio, la pesatura e l’imballaggio ha dimostrato l’esistenza di un’attività pianificata e strutturata. Il viaggio mirato per l’approvvigionamento dello stupefacente ha smentito la tesi dell’episodio casuale o improvvisato. I giudici hanno chiarito che il dato quantitativo elevato, sommato all’attrezzatura da spaccio, impedisce categoricamente l’applicazione della fattispecie attenuata.

Le conclusioni: la conferma della condanna penale

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato dal conducente del veicolo. La pronuncia ha reso definitiva la condanna a due anni e otto mesi di reclusione, oltre al pagamento di dodicimila euro di multa.

L’imputato deve inoltre versare le spese del procedimento e una sanzione di tremila euro in favore della Cassa delle Ammende. La sentenza ribadisce che la presenza di strumenti per il frazionamento e l’ingente volume di dosi precludono qualunque sconto sanzionatorio per lieve entità.

Quando un reato di droga viene considerato di lieve entità
Il giudice riconosce la lieve entità solo quando i mezzi, le modalità dell’azione e la ridotta quantità di sostanza evidenziano una minima pericolosità e l’assenza di organizzazione.

Il possesso di un bilancino incide sulla gravità dell’accusa
Sì, la presenza di bilancini, coltelli per il taglio e materiale da imballaggio indica un’attività di spaccio strutturata e impedisce l’applicazione dell’ipotesi lieve.

Chi guida un mezzo con droga a bordo risponde del reato anche se la sostanza è in mano al passeggero
Sì, il conducente risponde a titolo di concorso se gli elementi raccolti dimostrano la sua consapevolezza e partecipazione all’acquisto o al trasporto dello stupefacente.

Termini giuridici

Fatto di lieve entità
Ipotesi di reato attenuata che punisce lo spaccio con pene ridotte quando mezzi, modalità e modesta quantità indicano un pericolo sociale minimo.
Derubricazione
Modifica formale dell'accusa penale verso una fattispecie meno grave con sanzioni più miti.
Dose media singola
Quantità media di principio attivo necessaria per produrre l'effetto drogante in un assuntore.
Inammissibilità del ricorso
Provvedimento con cui il giudice respinge l'impugnazione senza esaminarla nel merito per vizi formali o manifesta infondatezza.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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