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Farmacista pubblico ufficiale: tra falso e vaccini

La Corte di Cassazione ha stabilito che un farmacista pubblico ufficiale, incaricato di inserire dati nel sistema sanitario nazionale, risponde di falso ideologico. Tuttavia, la Corte ha annullato la condanna per somministrazione pericolosa di medicinali, poiché l’uso scorretto di una siringa non altera la natura del farmaco secondo quanto previsto dall’articolo 445 del codice penale.

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Pubblicato il 21 marzo 2026 in Diritto Penale, Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Farmacista pubblico ufficiale: la responsabilità penale nel periodo emergenziale

Il ruolo dei professionisti sanitari durante le crisi epidemiologiche ha sollevato questioni giuridiche di grande rilievo, in particolare riguardo alla qualifica di farmacista pubblico ufficiale. Una recente sentenza della Corte di Cassazione ha analizzato i confini della responsabilità penale di chi, operando in regime di convenzione, gestisce dati sensibili e procedure di vaccinazione.

La qualifica di farmacista pubblico ufficiale e i test antigenici

Secondo la Suprema Corte, il professionista che esegue tamponi e somministra vaccini, provvedendo all’inserimento dei risultati nelle piattaforme informatiche nazionali, agisce in qualità di farmacista pubblico ufficiale. Questa conclusione deriva dal fatto che l’attività non è meramente materiale, ma comporta l’esercizio di poteri certificativi delegati dallo Stato. L’inserimento dei dati nel sistema “Tessera Sanitaria” produce effetti giuridici immediati, come il rilascio di certificazioni verdi, incidendo direttamente sui diritti fondamentali dei cittadini e sulla tutela della salute pubblica.

La distinzione tra funzione pubblica e servizio di necessità

La difesa aveva sostenuto che il professionista dovesse essere considerato un semplice esercente un servizio di pubblica necessità. Tuttavia, i giudici hanno ribadito che la disciplina emergenziale ha attribuito ai farmacisti una vera e propria potestà amministrativa e certificativa. Non è necessario un rapporto di dipendenza organica con la Pubblica Amministrazione per rivestire la qualifica di pubblico ufficiale; è sufficiente che l’attività sia disciplinata da norme di diritto pubblico e miri a finalità statali.

Limiti del reato di somministrazione pericolosa per il farmacista pubblico ufficiale

Un punto centrale della decisione riguarda l’applicazione dell’articolo 445 del codice penale. Nel caso in esame, l’imputato era accusato di aver utilizzato la stessa siringa per più pazienti, sostituendo solo l’ago. Sebbene tale condotta sia estremamente pericolosa e censurabile sotto il profilo sanitario e deontologico, la Cassazione ha chiarito che non configura automaticamente il reato di somministrazione di medicinali in modo pericoloso per la salute pubblica.

Modalità di somministrazione e natura del farmaco

La norma penale in questione punisce chi somministra medicinali diversi per specie, qualità o quantità da quelli dichiarati o pattuiti. Nel caso del farmacista pubblico ufficiale, l’uso promiscuo della siringa attiene alle modalità di esecuzione del trattamento e non alla sostanza del farmaco. Poiché il vaccino iniettato era quello corretto e nella dose prescritta, la condotta non rientra nella forma vincolata prevista dal legislatore per quel reato specifico.

le motivazioni

La decisione poggia sulla necessità di distinguere tra la funzione certificativa e l’atto materiale della somministrazione. Per quanto riguarda il falso, la motivazione risiede nel valore probatorio che l’ordinamento assegna ai dati inseriti dal farmacista nelle piattaforme nazionali. Tale attività è volta a formare la volontà della pubblica amministrazione in materia sanitaria. Sul fronte della somministrazione pericolosa, la Corte ha adottato un’interpretazione rigorosa del dato letterale della norma: l’articolo 445 c.p. è un reato di pericolo presunto a forma vincolata che non permette estensioni analogiche a modalità di somministrazione scorrette se la sostanza del medicinale rimane invariata. Eventuali lesioni derivanti da tali pratiche dovrebbero essere perseguite sotto altre fattispecie di reato contro la persona.

le conclusioni

In conclusione, la Cassazione ha confermato la responsabilità per i reati di falso ideologico, ribadendo la natura di pubblico ufficiale del farmacista operante nel sistema sanitario. Al contempo, ha annullato senza rinvio la condanna relativa alla somministrazione pericolosa, stabilendo che il fatto non sussiste in quanto la condotta non integra gli estremi tipici della norma incriminatrice. La sentenza ha inoltre disposto il rinvio alla Corte d’appello per rideterminare la pena e valutare la richiesta di sostituzione della detenzione con il lavoro di pubblica utilità, precedentemente ignorata dai giudici di merito.

Perché un farmacista può essere considerato un pubblico ufficiale?
Perché quando inserisce i risultati di tamponi o vaccini nel database nazionale esercita poteri certificativi e amministrativi che incidono sui diritti dei cittadini per finalità di salute pubblica.

L’uso della stessa siringa per più pazienti costituisce reato di somministrazione pericolosa?
No, secondo la Cassazione l’articolo 445 c.p. punisce la diversità del farmaco e non la modalità scorretta di iniezione, sebbene tale condotta possa configurare altri reati.

È possibile sostituire la pena detentiva con il lavoro di pubblica utilità?
Sì, l’imputato ha diritto a che il giudice valuti e motivi espressamente sulla richiesta di sostituzione della pena con i lavori socialmente utili.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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