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Falso in assegno: non è reato se non trasferibile

La Corte di Cassazione ha annullato una condanna per ricettazione e falso in assegno. La Corte ha stabilito che, a seguito di una depenalizzazione, la falsificazione di un assegno non trasferibile non costituisce più reato, ma un illecito civile. Inoltre, il reato di ricettazione è stato dichiarato estinto per prescrizione, essendo trascorso il tempo massimo previsto dalla legge per la sua punibilità.

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Pubblicato il 9 febbraio 2026 in Diritto Penale, Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Falso in Assegno Non Trasferibile: Quando Non è Reato

Una recente sentenza della Corte di Cassazione ha chiarito un punto fondamentale in materia di falso in assegno, stabilendo che la falsificazione di un assegno bancario con clausola di non trasferibilità non costituisce più reato. Questa decisione, insieme all’applicazione del principio della prescrizione per un’accusa di ricettazione, ha portato all’annullamento completo di una condanna. Analizziamo insieme i dettagli di questo caso e le sue importanti conseguenze pratiche.

La Vicenda Processuale

Il caso ha origine da una condanna emessa dal Tribunale di Napoli nel 2015 a carico di un individuo per i reati di ricettazione e falso in assegno, commessi quasi sei anni prima, nel dicembre 2009. In seguito, la Corte di Appello di Napoli, nel giugno 2023, aveva parzialmente riformato la sentenza, riducendo la pena ma confermando la responsabilità penale dell’imputato.

La difesa ha quindi presentato ricorso alla Corte di Cassazione, basandosi su tre motivi principali:
1. L’intervenuta prescrizione per entrambi i reati alla data della sentenza d’appello.
2. La depenalizzazione del reato di falso in assegno a seguito del D.Lgs. n. 7 del 2016.
3. Un vizio di notifica del decreto di citazione per il giudizio di appello.

Le Motivazioni della Corte di Cassazione

La Suprema Corte ha ritenuto il ricorso fondato, accogliendolo e annullando la sentenza impugnata senza rinvio. Le motivazioni si concentrano sui primi due punti sollevati dalla difesa, ritenuti assorbenti rispetto al terzo.

Il Falso in Assegno Depenalizzato

Il punto cruciale della decisione riguarda il reato di falso in assegno (capo b dell’imputazione). La Corte ha richiamato un’importante sentenza delle Sezioni Unite (n. 40256/2018), la quale ha stabilito che, dopo l’abrogazione dell’art. 485 c.p. (Falso in scrittura privata) e la modifica dell’art. 491 c.p. ad opera del D.Lgs. 7/2016, la condotta di falsificazione di un assegno bancario non trasferibile non è più penalmente rilevante.

Oggi, tale comportamento integra unicamente un illecito civile. La rilevanza penale permane solo per i falsi in titoli di credito che sono “trasmissibili per girata”. Poiché nel caso di specie si trattava di un assegno con clausola di non trasferibilità, il fatto non è più previsto dalla legge come reato. Di conseguenza, la Corte ha annullato la condanna per questo capo d’imputazione.

L’Estinzione del Reato di Ricettazione per Prescrizione

Anche il primo motivo di ricorso, relativo alla prescrizione del reato di ricettazione (capo a), è stato accolto. La Corte ha osservato che i fatti risalivano al dicembre 2009. Al momento della pronuncia della sentenza d’appello, nel giugno 2023, il termine massimo di prescrizione di dieci anni era ampiamente decorso.

I giudici hanno specificato che la contestazione di una recidiva semplice, peraltro già esclusa in primo grado, non aveva alcun effetto sul calcolo dei termini. Pertanto, anche per il reato di ricettazione, la Corte ha dovuto prendere atto dell’estinzione del reato e annullare la relativa condanna.

Le Conclusioni

La sentenza si conclude con un dispositivo netto: l’annullamento senza rinvio della sentenza impugnata. Questo significa che la vicenda processuale per l’imputato si chiude definitivamente. La decisione ha due importanti implicazioni pratiche. In primo luogo, ribadisce che la falsificazione di un assegno non trasferibile non è più un illecito penale, ma solo civile, con conseguenze limitate al risarcimento del danno. In secondo luogo, sottolinea l’importanza della prescrizione come istituto di garanzia, che impedisce la prosecuzione di processi penali oltre un ragionevole limite di tempo, assicurando la certezza del diritto.

La falsificazione di un assegno bancario è sempre un reato?
No. Secondo la sentenza, a seguito della riforma del 2016, la falsificazione di un assegno bancario con clausola di non trasferibilità non è più un reato penale, ma integra un illecito civile. La rilevanza penale rimane solo per i falsi in titoli di credito trasmissibili per girata.

Cosa accade se un reato si prescrive prima della sentenza di appello?
Se il termine massimo di prescrizione matura prima della sentenza di appello, la Corte deve dichiarare il reato estinto. Come avvenuto in questo caso per il delitto di ricettazione, ciò comporta l’annullamento della condanna.

Perché la Corte di Cassazione ha annullato la sentenza “senza rinvio”?
La Corte ha annullato senza rinvio perché non erano necessari ulteriori accertamenti di fatto. Per il reato di falso, il fatto non è più previsto dalla legge come reato; per la ricettazione, il reato era chiaramente estinto per prescrizione. In questi casi, la decisione della Cassazione è definitiva e chiude il processo.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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