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Falsa testimonianza: quando si valuta la rilevanza?

Due individui sono stati condannati per falsa testimonianza per aver negato di aver visto una persona in un bar. Hanno presentato ricorso, sostenendo che il reato fosse prescritto e la loro testimonianza irrilevante, dato che l’imputato nel processo originario era stato poi assolto. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, specificando che la rilevanza di una testimonianza ai fini del reato di falsa testimonianza deve essere valutata “ex ante”, ovvero sulla base della situazione processuale esistente al momento della deposizione, e non in base all’esito finale del processo.

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Pubblicato il 20 gennaio 2026 in Diritto Penale, Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Falsa Testimonianza: la Rilevanza si Giudica al Momento della Deposizione

Una recente sentenza della Corte di Cassazione, la n. 28422 del 2024, offre un importante chiarimento sul reato di falsa testimonianza. Il principio chiave affermato è che la pertinenza e la rilevanza di una deposizione devono essere valutate con riferimento al momento in cui viene resa (ex ante), e non in base all’esito finale del procedimento in cui è stata raccolta. Analizziamo insieme i dettagli di questa decisione.

La Vicenda Processuale

Due persone vengono condannate in primo e secondo grado per il reato di falsa testimonianza, previsto dall’art. 372 del codice penale. L’accusa era di aver dichiarato il falso durante un processo penale a carico di un terzo soggetto. Quest’ultimo era imputato per la violazione di una misura di prevenzione che gli imponeva di non frequentare persone con precedenti penali.

Nello specifico, i due testimoni avevano negato di aver visto l’imputato all’interno di un bar in compagnia di pregiudicati. La Corte di appello di Palermo aveva confermato la loro condanna, ritenendo le loro dichiarazioni mendaci.

I Motivi del Ricorso in Cassazione

La difesa degli imputati ha presentato ricorso alla Corte di Cassazione basandosi su due principali argomentazioni:

1. Intervenuta Prescrizione: Secondo i ricorrenti, il reato si era già estinto per prescrizione alla data della sentenza d’appello, a causa di un presunto errore nel calcolo dei periodi di sospensione del termine.
2. Violazione di Legge e Vizio di Motivazione: La difesa sosteneva che la testimonianza fosse irrilevante ai fini della decisione del processo originario, soprattutto perché l’imputato di quel procedimento era stato alla fine assolto con formula piena. Di conseguenza, la loro deposizione, anche se falsa, non avrebbe potuto influenzare l’esito del giudizio.

Le Motivazioni della Cassazione sul tema della falsa testimonianza

La Suprema Corte ha dichiarato entrambi i ricorsi inammissibili, respingendo le argomentazioni della difesa con motivazioni chiare e precise.

Sulla Questione della Prescrizione

La Corte ha rigettato il motivo relativo alla prescrizione. Dopo un’attenta analisi dei calcoli, ha confermato che il termine non era ancora decorso al momento della pronuncia d’appello. I giudici hanno specificato che al calcolo dovevano essere aggiunti non solo i giorni di sospensione per rinvii richiesti dalla difesa, ma anche il periodo di sospensione straordinaria introdotto durante l’emergenza Covid-19, per un totale di 64 giorni. Questo ha spostato in avanti la data di estinzione del reato, rendendo la doglianza infondata.

Sulla Rilevanza della Falsa Testimonianza

Questo è il punto centrale della sentenza. La Cassazione ha ribadito un principio consolidato in giurisprudenza: la valutazione sulla pertinenza e rilevanza di una testimonianza deve essere effettuata ex ante.

Cosa significa? Significa che il giudice deve porsi nella situazione processuale esistente al momento in cui il testimone rende la sua dichiarazione. In quel preciso istante, la testimonianza era pertinente, perché riguardava un fatto cruciale per l’accusa: la presenza dell’imputato in un bar con pregiudicati, in violazione della misura di prevenzione.

L’esito successivo del processo, ovvero l’assoluzione dell’imputato, è irrilevante. L’assoluzione potrebbe essere avvenuta per svariate ragioni, incluso un deficit probatorio a cui la stessa falsa testimonianza potrebbe aver contribuito. Il reato di falsa testimonianza si consuma nel momento in cui si dichiara il falso su un fatto rilevante per il processo in corso, indipendentemente da come quel processo si concluderà.

La Corte ha inoltre sottolineato che, date le ridotte dimensioni del locale (descritto come un “piccolo bar”), era oggettivamente inverosimile che i testimoni non avessero notato la presenza della persona in questione, rendendo la loro tesi difensiva infondata.

Le Conclusioni

La sentenza in esame consolida un principio fondamentale in materia di falsa testimonianza: il disvalore del reato risiede nell’intralcio che la dichiarazione mendace arreca all’amministrazione della giustizia nel momento stesso in cui viene resa. La potenziale idoneità a ingannare il giudice e a deviare il corso del processo è ciò che la legge punisce. L’esito finale del giudizio non può sanare retroattivamente la condotta illecita del testimone. Questa decisione serve da monito sull’obbligo di dire la verità in sede processuale, un dovere la cui violazione viene punita a prescindere dalle sorti dell’imputato principale.

Come si valuta la rilevanza di una testimonianza ai fini del reato di falsa testimonianza?
La rilevanza e la pertinenza della testimonianza devono essere valutate “ex ante”, cioè con riferimento alla situazione processuale esistente al momento in cui la deposizione viene resa, e non in base all’esito finale del processo.

L’assoluzione della persona contro cui si è testimoniato il falso rende la testimonianza irrilevante?
No. Secondo la Corte di Cassazione, l’eventuale assoluzione dell’imputato nel processo originario è ininfluente per la configurabilità del reato di falsa testimonianza. Il reato si perfeziona al momento della deposizione falsa su fatti pertinenti al tema d’accusa, indipendentemente dall’esito del giudizio.

Come si calcola il termine di prescrizione in presenza di periodi di sospensione?
Il calcolo deve tenere conto di tutti i periodi di sospensione previsti dalla legge, come quelli dovuti a rinvii su richiesta della difesa o a sospensioni straordinarie (come quella per l’emergenza Covid-19). Questi periodi si sommano al termine di prescrizione ordinario, posticipandone la scadenza.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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