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Evasione e particolare tenuità del fatto: il ricorso inammissibile

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una persona condannata per il reato di evasione. La difesa lamentava la mancata applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. I giudici di legittimità hanno rilevato un vizio formale insuperabile: l’imputata non aveva richiesto questo beneficio per l’evasione nei motivi di appello, limitando l’istanza al reato di danneggiamento, poi escluso. I giudici hanno inoltre escluso la particolare tenuità del fatto nel merito, evidenziando che l’imputata aveva commesso più evasioni nell’arco della stessa giornata oltre a possedere un precedente specifico, integrando così una condotta abituale ostativa alla non punibilità. La Suprema Corte ha confermato la condanna e inflitto una sanzione di tremila euro a favore della Cassa delle ammende.

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Pubblicato il 1 settembre 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

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Riferimento Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 46798 Anno 2022 (Cass. pen. sez. 7 n. 46798/2022)

Il beneficio della particolare tenuità del fatto e i limiti di legge

La richiesta di non punibilità per particolare tenuità del fatto incontra regole precise nel processo penale. Questa specifica causa di esclusione della punibilità non rappresenta una scorciatoia automatica per evitare la condanna. La legge richiede requisiti rigorosi sia sotto il profilo sostanziale sia sotto il profilo delle scadenze processuali.

Il codice penale stabilisce che il beneficio spetta soltanto se l’offesa al bene protetto è minima. La norma esclude categoricamente i soggetti che tengono una condotta abituale. I giudici valutano con rigore il comportamento complessivo dell’imputato.

I fatti e il mancato rispetto delle regole procedurali

La vicenda riguarda una persona imputata per il delitto di evasione e per il reato di danneggiamento aggravato. I giudici territoriali hanno escluso il danneggiamento ma hanno confermato la responsabilità penale per l’evasione dagli arresti domiciliari.

La persona condannata ha presentato ricorso per cassazione lamentando l’omessa applicazione della causa di non punibilità. La Suprema Corte ha riscontrato un vizio procedurale determinante. L’imputata aveva richiesto il beneficio in secondo grado esclusivamente per l’accusa di danneggiamento. La difesa non aveva esteso la richiesta difensiva al reato di evasione durante l’appello. La legge vieta di sollevare questioni nuove per la prima volta davanti ai giudici di legittimità.

Le motivazioni sulla particolare tenuità del fatto

La Corte di Cassazione ha ribadito che la particolare tenuità del fatto resta incompatibile con le condotte reiterate. I giudici di merito avevano motivato ampiamente le ragioni del diniego al beneficio.

La persona imputata presentava un precedente penale specifico per la medesima violazione di legge. La stessa persona aveva commesso plurime violazioni dell’obbligo di permanenza domiciliare nell’arco della stessa giornata. Questa reiterazione costante dimostra una chiara abitualità nel reato. L’abitualità della condotta costituisce un ostacolo insuperabile fissato direttamente dalla legge. Il ricorso non ha contestato in modo logico e puntuale queste ragioni espresse dai magistrati territoriali.

Le conclusioni sul rigetto del ricorso per evasione

La Suprema Corte ha dichiarato l’inammissibilità totale dell’impugnazione. La ricorrente perde definitivamente il giudizio e deve sostenere le spese dell’intero procedimento penale.

I giudici hanno inoltre condannato la parte al versamento di tremila euro alla Cassa delle ammende a causa della manifesta infondatezza delle censure proposte. La decisione conferma che l’evasione plurima giornaliera impedisce qualunque riconoscimento della minima offensività penale.

Quando non si applica la particolare tenuità del fatto?
Il beneficio non si applica se l’autore del reato è un delinquente abituale, ha precedenti specifici o ha commesso più violazioni della stessa indole.

Si può chiedere la particolare tenuità del fatto per la prima volta in Cassazione?
No, se la questione non è stata formulata tempestivamente con i motivi di appello nel secondo grado di giudizio, il motivo risulta inammissibile.

Cosa comporta la dichiarazione di inammissibilità del ricorso?
Comporta la definitività della condanna, l’obbligo di pagare le spese legali del giudizio e una sanzione pecuniaria a favore della Cassa delle ammende.

Termini giuridici

Particolare tenuità del fatto
Causa di non punibilità che esclude la pena quando il reato ha provocato un'offesa minima e la condotta non è abituale.
Inammissibilità
Provvedimento del giudice che rigetta un ricorso per difetti formali o per ragioni procedurali insanabili.
Cassa delle ammende
Fondo statale destinato al reinserimento dei detenuti a cui deve pagare una somma chi presenta un ricorso inammissibile.
Condotta abituale
Reiterazione di comportamenti illeciti che dimostra una tendenza costante a violare la legge.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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