Estinzione del Reato per Morte: La Cassazione Annulla la Condanna per Abusi Edilizi
Il principio della personalità della responsabilità penale è un cardine del nostro ordinamento. Ma cosa accade quando l’imputato muore durante il processo? Una recente sentenza della Corte di Cassazione chiarisce che la conseguenza è l’estinzione del reato per morte, un evento che determina l’annullamento della condanna. Questo caso offre uno spunto fondamentale per comprendere come un evento naturale possa porre fine a un procedimento giudiziario penale, cancellando ogni effetto della sentenza impugnata.
I Fatti del Caso
La vicenda processuale ha origine con una sentenza del Tribunale di Cassino, datata 20 ottobre 2022, che condannava un imputato per una serie di violazioni in materia edilizia, specificamente previste dal d.P.R. n. 380 del 2001, e per violazioni paesaggistiche ai sensi dell’art. 181 del d.lgs. 42 del 2004.
Contro questa decisione, l’imputato aveva proposto appello, che è stato successivamente riqualificato come ricorso per cassazione. Nel suo ricorso, egli contestava l’accertamento della sua responsabilità e, in via subordinata, chiedeva una riduzione della pena e la revoca dell’ordine di demolizione delle opere abusive.
La Morte dell’Imputato e l’Estinzione del Reato
Un colpo di scena ha radicalmente cambiato le sorti del processo. Durante la pendenza del ricorso, il difensore ha comunicato alla Corte il decesso del proprio assistito, avvenuto il 24 giugno 2023. A riprova di ciò, è stato depositato un certificato di morte rilasciato dal Comune di Formia.
Questo evento è di fondamentale importanza nel diritto penale. La morte del reo prima che la condanna diventi definitiva costituisce una delle cause di estinzione del reato. Il principio su cui si fonda questa norma è che la responsabilità penale è strettamente personale e non può trasmettersi agli eredi. Di conseguenza, con la morte dell’imputato, lo Stato perde il proprio interesse a perseguire e punire il fatto illecito.
La Decisione della Corte di Cassazione
Preso atto della documentazione prodotta, la Terza Sezione Penale della Corte di Cassazione, con la sentenza n. 28670 del 2024, ha accolto la richiesta della difesa. I giudici hanno stabilito che la sentenza di condanna impugnata doveva essere annullata senza rinvio.
Questa formula significa che la decisione è definitiva: la condanna viene cancellata e il processo si chiude qui, senza che alcun altro giudice debba riesaminare la questione.
Le Motivazioni
La motivazione della Corte è lineare e si basa su un principio consolidato del diritto penale e processuale. Poiché l’imputato era deceduto, come provato dal certificato ufficiale, il reato a lui ascritto si è estinto. L’estinzione del reato per morte dell’imputato è una causa che opera di diritto e impone al giudice di prenderne atto in ogni stato e grado del procedimento. Di conseguenza, l’unica decisione possibile per la Corte era quella di annullare la sentenza di condanna, in quanto il presupposto stesso dell’azione penale, ovvero la punibilità di un soggetto vivente, era venuto meno.
Le Conclusioni
La sentenza analizzata ribadisce un principio fondamentale: la morte del reo estingue il reato e, con esso, ogni effetto penale della condanna non ancora definitiva. L’annullamento senza rinvio cancella la sentenza di primo grado in toto, comprese le pene accessorie come l’ordine di demolizione. Questo significa che, venuta meno la condanna penale, non può più essere eseguito l’ordine di abbattimento che da essa dipendeva. La decisione sottolinea come eventi esterni al processo possano avere un impatto risolutivo sulla vicenda giudiziaria, affermando la natura strettamente personale della sanzione penale.
Cosa succede a una condanna penale se l’imputato muore durante l’appello?
Se l’imputato muore prima che la sentenza diventi definitiva, il reato si estingue. La Corte di Cassazione, come in questo caso, annulla la sentenza di condanna in modo definitivo, senza che il processo prosegua.
L’estinzione del reato per morte cancella anche le pene accessorie, come un ordine di demolizione?
Sì. La sentenza impugnata viene annullata nella sua interezza. Di conseguenza, anche le sanzioni accessorie, come l’ordine di demolizione legato alla condanna per abuso edilizio, perdono la loro efficacia e non possono più essere eseguite.
Quale prova è necessaria per dimostrare la morte dell’imputato e ottenere l’annullamento della sentenza?
Nel caso esaminato, la difesa ha presentato un certificato di morte rilasciato dal Comune di residenza dell’imputato. Questo documento ufficiale è stato ritenuto prova sufficiente dalla Corte per dichiarare l’estinzione del reato.
Testo del provvedimento
Sentenza di Cassazione Penale Sez. 3 Num. 28670 Anno 2024
Penale Sent. Sez. 3 Num. 28670 Anno 2024
Presidente: COGNOME
Relatore: COGNOME
Data Udienza: 19/01/2024
SENTENZA
letta la requisitoria del Pubblico Ministero, in persona del Sostituto Procuratore che ha concluso chiedendo l’inammissibilità del ricorso; letta per l’imputato la memoria dell’AVV_NOTAIO, che ha concluso sul ricorso di NOME NOME, nato a Formia il DATA_NASCITA, avverso la sentenza in data 20/10/2022 del Tribunale di Cassi no, visti gli atti, il provvedimento impugnato e il ricorso; udita la relazione svolta dal consigliere NOME COGNOME; generale, NOME COGNOME, chiedendo l’estinzione del processo per morte del reo
RITENUTO IN FATTO
1.Con sentenza in data 20 ottobre 2022 il Tribunale di Cassino ha condannato l’imputato alle pene di legge per plurime violazioni del d.P.R. n. 380 del 2001 nonché per la violazione dell’art. 181 d.lgs. 42 del 2004.
L’imputato propone appello, riqualificato come ricorso per cassazione, con cui contesta l’accertamento di responsabilità e in subordine chiede il minimo della pena con revoca dell’ordine di demolizione.
Con memoria trasmessa il 16 gennaio 2014 il difensore ha comunicato il decesso del suo assistito.
CONSIDERATO IN DIRITTO
L’imputato risulta deceduto il 24 giugno 2023, come da certificato del Comune di Formia presentato dal difensore, per cui la sentenza impugnata dev’essere annullata senza rinvio perché il reato è estinto per morte dell’imputato.
P.Q.M.
Annulla senza rinvio la sentenza impugnata, perché il reato è estinto per morte dell’imputato
Così deciso, il 19 gennaio 2024
Il Consigliere estensore
Il Presidente