Estinzione Reato Morte del Reo: La Cassazione Annulla la Condanna
L’estinzione del reato per morte del reo rappresenta un principio cardine del nostro ordinamento giuridico penale, secondo cui la responsabilità penale è strettamente personale e non può sopravvivere al suo autore. Una recente sentenza della Corte di Cassazione, la n. 15979 del 2024, offre un chiaro esempio di applicazione di tale principio, portando all’annullamento definitivo di una condanna. Analizziamo insieme i dettagli di questa importante decisione.
I Fatti del Processo
Il caso trae origine da un ricorso presentato alla Corte di Cassazione da un individuo, condannato dalla Corte di Appello di Roma per un reato previsto dalla legge sugli stupefacenti (art. 73, comma 5, d.P.R. 309/1990). L’imputato, attraverso il suo difensore, contestava la sentenza di secondo grado, lamentando una violazione di legge e un vizio di motivazione riguardo al trattamento sanzionatorio applicato.
L’evento sopravvenuto: il decesso dell’imputato
Durante il corso del giudizio di legittimità, è emerso un fatto nuovo e decisivo. Il difensore del ricorrente ha comunicato, tramite posta elettronica certificata, l’avvenuto decesso del suo assistito. A supporto di tale comunicazione, è stato acquisito agli atti un estratto per riassunto dell’atto di morte rilasciato dall’Ufficio di Stato Civile, che attestava la morte dell’imputato in un momento successivo alla sentenza d’appello ma precedente all’udienza fissata in Cassazione.
La disciplina sull’estinzione del reato per morte del reo
Il Codice Penale stabilisce chiaramente che la morte del reo, avvenuta prima di una condanna definitiva, estingue il reato. Questo principio si fonda sulla natura personale della responsabilità penale: la pena ha una funzione rieducativa e sanzionatoria che può essere rivolta unicamente verso la persona che ha commesso il fatto. Con la morte dell’autore del reato, ogni finalità della pena viene meno. Di conseguenza, lo Stato perde il suo interesse a perseguire l’azione penale o a far eseguire una condanna non ancora passata in giudicato.
La Decisione della Corte di Cassazione
Preso atto della documentazione che provava in modo inconfutabile il decesso dell’imputato, la Suprema Corte non ha potuto fare altro che applicare il principio di legge. I giudici hanno quindi dichiarato l’annullamento senza rinvio della sentenza impugnata. Questa formula significa che la decisione della Corte d’Appello è stata cancellata in via definitiva, senza la necessità di un nuovo processo, poiché la questione è stata risolta in modo conclusivo.
Le motivazioni
La motivazione alla base della decisione è tanto semplice quanto perentoria. La morte dell’imputato rappresenta una causa di estinzione del reato. Poiché il decesso è avvenuto prima che la sentenza di condanna diventasse definitiva, il procedimento penale non poteva più proseguire. L’accertamento della morte, supportato da un atto ufficiale dello stato civile, ha reso superfluo l’esame dei motivi del ricorso originario. La Corte ha quindi proceduto a dichiarare l’estinzione del reato e, di conseguenza, ad annullare la sentenza di condanna.
Le conclusioni
Questa sentenza ribadisce un caposaldo del diritto penale: la responsabilità penale si estingue con la morte del suo autore. La decisione dimostra come un evento naturale e incontrovertibile, quale il decesso, abbia un impatto immediato e risolutivo sul processo penale, prevalendo su ogni altra questione di merito o di legittimità. Per gli operatori del diritto, questo caso serve come promemoria dell’importanza di comunicare tempestivamente al giudice ogni evento che possa incidere sullo stato e sul grado del procedimento, come appunto l’estinzione del reato per morte del reo, al fine di evitare inutili attività processuali.
Cosa succede a un processo penale se l’imputato muore?
Se l’imputato muore prima che la sentenza di condanna diventi definitiva, il reato si estingue. Di conseguenza, la Corte di Cassazione annulla la sentenza impugnata senza bisogno di un nuovo processo, ponendo fine al procedimento.
Quale prova è necessaria per dimostrare la morte dell’imputato?
Nel caso analizzato, il difensore ha presentato un estratto per riassunto dell’atto di morte rilasciato dall’Ufficio di Stato Civile. Questo documento ufficiale è stato considerato prova sufficiente per accertare il decesso e dichiarare l’estinzione del reato.
Per quale reato era stato condannato l’imputato?
L’imputato era stato condannato dalla Corte di Appello per il reato previsto dall’articolo 73, comma 5, del d.P.R. 309/1990, che riguarda la legislazione in materia di sostanze stupefacenti.
Testo del provvedimento
Sentenza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 15979 Anno 2024
Penale Sent. Sez. 7 Num. 15979 Anno 2024
Presidente: COGNOME NOME
Relatore: COGNOME NOME COGNOME
Data Udienza: 09/02/2024
SENTENZA
sul ricorso proposto da:
COGNOME NOME NOME a ROMA il DATA_NASCITA
avverso la sentenza del 23/06/2023 della CORTE APPELLO di ROMA
dato avviso alle parti;
udita la relazione svolta dal Consigliere NOME COGNOME;
COGNOME NOME ricorre per cassazione avverso la sentenza in epigrafe indicata con la Corte di appello di Roma lo ha condanNOME per il reato di cui all’art. 73 d.P.R.309/1990, deducendo, con unico motivo di ricorso, violazione di legge e vizio motivazione in ordine al trattamento sanzioNOMErío.
Con memoria trasmessa via pec in data 16/01/2024, il difensore del ricorrente ha rappres che COGNOME NOME NOME deceduto in RAGIONE_SOCIALE in data 07/10/2023. E’ stato acquisito estr riassunto di atto di morte n.2427 del 2023, Registro 07, parte 2 Serie B, rilasciato dall’RAGIONE_SOCIALE del RAGIONE_SOCIALE.
Va dunque dichiarato l’annullamento della sentenza impugnata per essere il reato esti morte del reo.
P.Q.M.
Annulla senza rinvio la sentenza impugnata per essere il reato estinto per morte dell’i Così deciso in Roma, il 9 febbraio 2024
Il Presidente