Estinzione del Reato per Morte: La Cassazione Annulla la Sentenza
Il principio della personalità della responsabilità penale è un cardine del nostro ordinamento. Una recente sentenza della Corte di Cassazione, la n. 45459 del 2023, offre un chiaro esempio pratico delle conseguenze di tale principio, affrontando il tema dell’estinzione del reato per morte dell’imputato. Questo provvedimento chiarisce come il decesso dell’accusato, avvenuto durante il giudizio di legittimità, imponga la chiusura definitiva del processo, indipendentemente dai motivi di ricorso presentati.
Il Contesto Processuale
Il caso trae origine da una sentenza della Corte d’Appello che, in parziale riforma di una decisione di primo grado, aveva rideterminato la pena nei confronti di un imputato. La condanna riguardava il delitto di detenzione di munizioni da guerra, specificamente calibri per armi comuni e da guerra.
La Corte territoriale aveva già dichiarato la prescrizione per altri capi d’imputazione, tra cui la detenzione di una baionetta, riqualificata come contravvenzione. Contro questa decisione, l’imputato aveva proposto ricorso per Cassazione, lamentando principalmente due aspetti:
1. Un’errata qualificazione giuridica delle munizioni come ‘da guerra’.
2. Il mancato riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche.
Il processo era quindi giunto all’ultimo grado di giudizio per la valutazione della legittimità della sentenza d’appello.
L’Estinzione del Reato per Morte dell’Imputato
L’elemento decisivo che ha cambiato le sorti del processo è stato un evento sopravvenuto: il decesso dell’imputato. La difesa ha depositato il certificato di morte presso la cancelleria della Corte di Cassazione poco prima dell’udienza fissata per la discussione del ricorso.
Questo fatto ha reso superfluo l’esame dei motivi di ricorso. Il Codice Penale, all’articolo 150, stabilisce infatti in modo inequivocabile che ‘la morte del reo, avvenuta prima della condanna, estingue il reato’.
Le Motivazioni
La Corte di Cassazione ha basato la sua decisione su una constatazione oggettiva e su un’applicazione diretta della legge. I giudici hanno rilevato che la morte dell’imputato costituisce una causa di estinzione del reato che prevale su qualsiasi altra valutazione di merito. Di conseguenza, il compito della Corte non era più quello di analizzare se la Corte d’Appello avesse correttamente qualificato le munizioni o se avesse dovuto concedere le attenuanti, ma semplicemente quello di prendere atto del decesso e dichiarare estinto il reato.
La formula utilizzata è stata quella dell’annullamento senza rinvio della sentenza impugnata. Questo significa che la decisione della Corte d’Appello è stata cancellata in via definitiva e non ci sarà alcun nuovo processo sulla vicenda. Il procedimento penale si è concluso irrevocabilmente con questa pronuncia.
Le Conclusioni
La sentenza in esame ribadisce un principio fondamentale: la responsabilità penale è strettamente personale e non può sopravvivere alla morte del suo autore. Quando un imputato muore prima che la sua condanna sia diventata definitiva, lo Stato perde la sua pretesa punitiva. L’estinzione del reato per morte impedisce qualsiasi ulteriore sviluppo del processo, rendendo irrilevanti i motivi di impugnazione. La decisione della Cassazione di annullare senza rinvio la sentenza di condanna è, pertanto, un atto dovuto che pone fine a ogni aspetto penale della vicenda.
Cosa succede a un processo penale se l’imputato muore prima della sentenza definitiva?
Secondo l’art. 150 del codice penale, la morte dell’imputato estingue il reato. Di conseguenza, il processo si conclude con una declaratoria di estinzione e la sentenza di condanna non definitiva viene annullata.
La Corte di Cassazione esamina i motivi del ricorso se l’imputato è deceduto nel frattempo?
No. La morte dell’imputato è una causa di estinzione del reato che prevale sull’esame dei motivi di ricorso. La Corte si limita a prendere atto del decesso e a dichiarare il reato estinto, annullando la sentenza impugnata.
Cosa significa “annullare senza rinvio” la sentenza in questo specifico caso?
Significa che la Corte di Cassazione ha cancellato la sentenza di condanna in modo definitivo. Il caso è chiuso e non verrà trasmesso a un altro giudice per un nuovo esame, poiché la causa di estinzione (la morte) ha risolto la questione alla radice.
Testo del provvedimento
Sentenza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 45459 Anno 2023
Penale Sent. Sez. 7 Num. 45459 Anno 2023
Presidente: COGNOME
Relatore: COGNOME NOME
Data Udienza: 12/10/2023
SENTENZA
sul ricorso proposto da: COGNOME NOME nato a MESSINA il DATA_NASCITA
avverso la sentenza del 15/12/2022 della CORTE APPELLO di CATANIA
dato avviso alle parti;
udita la relazione svolta dal AVV_NOTAIO NOME COGNOME;
Rilevato che con la sentenza impugnata la Corte di Appello di Catania, in parziale riforma della sentenza del Tribunale di Ragusa del 27/2/2018, ha riqualificato il fatto di detenzione di una baionetta per il reato di cui all’art. 697 cod. pen. e lo ha dichiarato prescritto, ha dichiarato non doversi procedere per sopravventa prescrizione per il reato di cui al capo a) e ha rideterminato la pena confermando nel resto la condanna nei confronti di COGNOME NOME in relazione al delitto di cui all’art. 2 L. 895/1967 per le munizioni cal. 7,62 NATO, cal 30 06 Sterling e per TARGA_VEICOLO;
Rilevato che con il ricorso, in due distinti motivi, si denunciano la violazione di legge e il vizio di motivazione in relazione alla qualifica attribuita alle munizioni oggetto della condanna in quanto queste non sarebbero “munizioni da guerra” e, nel secondo motivo, in ordine al mancato riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche;
Rilevato che in data 10 ottobre 2023 è pervenuto in cancelleria il certificato di morte dell’imputato;
Rilevato che la morte dell’imputato estingue il reato ai sensi dell’art. 150 cod. pen.
P.Q.M.
Annulla senza rinvio la sentenza impugnata per morte dell’imputato. Così deciso il 12/10/2023