LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Espulsione straniero con permesso UE: le regole

La Corte di Cassazione ha annullato un provvedimento di espulsione straniero emesso nei confronti di un cittadino extracomunitario titolare di un permesso di soggiorno rilasciato da un altro Stato dell’Unione Europea (Spagna). La Corte ha stabilito che la semplice omissione della dichiarazione di presenza sul territorio italiano comporta solo una sanzione amministrativa e non giustifica l’espulsione automatica. Per procedere all’espulsione è necessario seguire una procedura specifica, che include un’intimazione a lasciare il Paese e la violazione di tale ordine, passaggi che nel caso di specie erano stati omessi.

Prenota un appuntamento

Per una consulenza legale o per valutare una possibile strategia difensiva prenota un appuntamento.

La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza.

02.37901052
8:00 – 20:00
(Lun - Sab)
Pubblicato il 31 dicembre 2025 in Diritto Penale, Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

L’espulsione dello straniero con permesso UE non è automatica

Una recente sentenza della Corte di Cassazione chiarisce i limiti e le procedure per l’espulsione straniero quando quest’ultimo è in possesso di un permesso di soggiorno valido rilasciato da un altro Stato membro dell’Unione Europea. La Corte ha stabilito che la semplice mancata dichiarazione di presenza in Italia non è una causa sufficiente per l’allontanamento forzato, ribadendo la necessità di rispettare una procedura garantista prevista dalla legge.

I fatti di causa

Il caso riguarda un cittadino extracomunitario, arrestato per reati legati agli stupefacenti. Durante la detenzione, gli veniva notificato un provvedimento di cumulo pene relativo a una condanna precedente. Successivamente, il Magistrato di Sorveglianza, rilevando un residuo di pena inferiore a due anni, disponeva la sua espulsione come misura alternativa alla detenzione, ai sensi dell’art. 16 del Testo Unico sull’Immigrazione.

L’interessato si opponeva al provvedimento, sostenendo la sua illegittimità per due motivi principali: era titolare di un regolare permesso di soggiorno rilasciato dalla Spagna e valido ancora per diversi mesi; inoltre, mancava il necessario nulla osta dell’autorità giudiziaria che procedeva nei suoi confronti per il nuovo reato. Il Tribunale di Sorveglianza rigettava l’opposizione, ritenendo che l’omessa dichiarazione di presenza in Italia entro i termini di legge giustificasse l’espulsione.

La normativa sull’espulsione straniero con permesso di soggiorno UE

Il ricorrente, tramite il suo difensore, ha portato il caso davanti alla Corte di Cassazione, lamentando la violazione e l’errata interpretazione dell’art. 5 del d.lgs. 286/1998. Questa norma regola l’ingresso e il soggiorno in Italia dei cittadini extracomunitari che sono già titolari di un’autorizzazione al soggiorno in un altro Paese UE. La legge prevede che:

1. Lo straniero è tenuto a dichiarare la propria presenza al Questore entro un breve termine dall’ingresso.
2. La mancata dichiarazione non comporta l’espulsione, ma solo una sanzione amministrativa pecuniaria (da 103 a 309 euro).
3. Se lo straniero si trattiene per più di tre mesi, il Questore deve intimargli di recarsi nello Stato UE che ha rilasciato il permesso.
4. L’espulsione vera e propria può essere disposta solo se lo straniero viola questa intimazione.

Le motivazioni

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, annullando la decisione del Tribunale di Sorveglianza. I giudici supremi hanno chiarito che la procedura seguita era illegittima. L’espulsione non può essere una conseguenza automatica della mancata dichiarazione di presenza. Tale omissione, come detto, è punita con una semplice multa.

Il provvedimento di allontanamento è una misura che può essere adottata solo all’esito di un percorso a tappe ben definito: il superamento dei tre mesi di soggiorno, l’intimazione a lasciare l’Italia per tornare nello Stato membro che ha concesso il permesso e, infine, l’inadempimento a tale ordine. Nel caso specifico, nessuno di questi passaggi era stato rispettato: al ricorrente non era mai stata notificata alcuna intimazione e, di conseguenza, non poteva averla violata. Pertanto, mancava il presupposto fondamentale per poter disporre legittimamente l’espulsione.

La Corte ha inoltre sottolineato che, anche quando l’espulsione è disposta dal magistrato di sorveglianza come misura alternativa alla detenzione, devono essere rispettate le garanzie procedurali specifiche previste per i titolari di un titolo di soggiorno europeo.

Le conclusioni

Questa sentenza riafferma un principio di garanzia fondamentale per i cittadini di paesi terzi che si muovono legalmente all’interno dell’Unione Europea. L’espulsione straniero non può essere una misura arbitraria, ma deve sempre fondarsi su presupposti chiari e seguire un iter procedurale stabilito dalla legge. La titolarità di un permesso di soggiorno rilasciato da uno Stato membro conferisce una protezione rafforzata, che non può essere bypassata neanche nel contesto dell’esecuzione di una pena. Il caso è stato rinviato al Tribunale di Sorveglianza, che dovrà riesaminare la questione attenendosi ai principi di diritto enunciati dalla Cassazione.

Un cittadino straniero con permesso di soggiorno di un altro Stato UE può essere espulso dall’Italia solo per non aver dichiarato la sua presenza?
No. La Corte di Cassazione ha chiarito che l’omessa dichiarazione di presenza entro i termini di legge comporta esclusivamente l’applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria e non può, da sola, giustificare un provvedimento di espulsione.

Qual è la procedura corretta per l’espulsione di uno straniero titolare di permesso di soggiorno UE che si trattiene in Italia per più di tre mesi?
La procedura prevede tre passaggi: 1) il Questore deve prima intimare allo straniero di recarsi, entro sette giorni, nello Stato membro che ha rilasciato il permesso di soggiorno; 2) solo in caso di violazione di tale intimazione, può essere adottato il provvedimento di espulsione; 3) l’allontanamento, di norma, viene eseguito verso lo Stato membro che ha rilasciato il permesso.

L’espulsione disposta dal magistrato di sorveglianza come misura alternativa alla detenzione deve seguire le stesse regole?
Sì. Anche se l’espulsione è disposta ai sensi dell’art. 16, comma 5, d.lgs. 286/1998 (come misura alternativa alla detenzione), quando il destinatario è un cittadino extracomunitario munito di permesso di soggiorno UE, si deve applicare la specifica e più garantista disciplina prevista dall’art. 5 dello stesso decreto legislativo.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

Desideri approfondire l'argomento ed avere una consulenza legale?

Prenota un appuntamento. La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza / conerence call e si svolge in tre fasi.

Prima dell'appuntamento: analisi del caso prospettato. Si tratta della fase più delicata, perché dalla esatta comprensione del caso sottoposto dipendono il corretto inquadramento giuridico dello stesso, la ricerca del materiale e la soluzione finale.

Durante l’appuntamento: disponibilità all’ascolto e capacità a tenere distinti i dati essenziali del caso dalle componenti psicologiche ed emozionali.

Al termine dell’appuntamento: ti verranno forniti gli elementi di valutazione necessari e i suggerimenti opportuni al fine di porre in essere azioni consapevoli a seguito di un apprezzamento riflessivo di rischi e vantaggi. Il contenuto della prestazione di consulenza stragiudiziale comprende, difatti, il preciso dovere di informare compiutamente il cliente di ogni rischio di causa. A detto obbligo di informazione, si accompagnano specifici doveri di dissuasione e di sollecitazione.

Il costo della consulenza legale è di € 150,00.
02.37901052
8:00 – 20:00 (Lun - Sab)

Articoli correlati