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Espulsione dello straniero: obbligatoria la verifica del giudice

Il Procuratore Generale ha impugnato la sentenza di patteggiamento con cui il Giudice per le indagini preliminari ha condannato Il Cittadino Straniero a quattro anni di reclusione per reati di droga, omettendo però di disporre l’espulsione dello straniero dal territorio dello Stato. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che per i reati in materia di stupefacenti l’applicazione della misura di sicurezza dell’espulsione è obbligatoria, a condizione che il giudice accerti in concreto la pericolosità sociale del condannato. Di conseguenza, la Suprema Corte ha annullato la sentenza limitatamente alla mancata decisione sulla misura di sicurezza, rinviando gli atti al giudice di merito per effettuare questa specifica valutazione.

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Pubblicato il 11 luglio 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Riferimento Sentenza di Cassazione Penale Sez. 6 Num. 1191 Anno 2022 (Cass. pen. sez. 6 n. 1191/2022)

L’espulsione dello straniero dopo la condanna per droga

Quando un cittadino straniero commette un reato grave in Italia, la legge prevede conseguenze che vanno oltre la semplice pena detentiva. Tra queste, l’espulsione dello straniero rappresenta una misura di sicurezza personale di fondamentale importanza, specialmente nei casi legati al traffico di sostanze stupefacenti. Una recente decisione della Corte di Cassazione ha chiarito i confini di questa misura, stabilendo che il giudice non può ignorare l’applicazione dell’allontanamento dal territorio nazionale quando ricorrono determinati presupposti di gravità e pericolosità sociale.

Il caso concreto e l’omissione del giudice

La vicenda nasce dalla condanna di un cittadino straniero da parte del Giudice per le indagini preliminari. Il giudice ha applicato la pena di quattro anni di reclusione e una multa di oltre diciassettemila euro per reati legati agli stupefacenti, attraverso lo strumento del patteggiamento (un accordo sulla pena tra accusa e difesa). Tuttavia, nel redigere la sentenza, il magistrato ha omesso di disporre la misura di sicurezza dell’allontanamento dello straniero dal territorio dello Stato. Il Procuratore Generale ha quindi proposto ricorso in Cassazione, contestando proprio questa grave omissione e chiedendo l’annullamento della decisione sul punto.

Quando scatta l’obbligo di espulsione dello straniero

La legge italiana prevede regole precise per l’applicazione di questa misura. In particolare, il codice penale stabilisce che il giudice ordina l’espulsione dello straniero quando questi riceve una condanna alla reclusione superiore a due anni. Inoltre, la normativa speciale sugli stupefacenti rafforza questo principio, prevedendo che lo straniero condannato per reati di droga debba essere espulso a pena espiata. Questa misura non opera però in modo automatico. Il giudice deve sempre verificare se il soggetto rappresenta ancora un pericolo per la collettività, valutando la sua condotta e il rischio che possa commettere nuovi reati in futuro.

Le motivazioni della Cassazione sull’accertamento della pericolosità

Nelle motivazioni della sentenza, i giudici di legittimità hanno evidenziato che l’espulsione dello straniero per reati di droga costituisce una misura di sicurezza obbligatoria. Tuttavia, questa obbligatorietà è subordinata a una condizione essenziale: il giudice deve accertare in concreto la pericolosità sociale del condannato. Questo accertamento richiede una motivazione logica e coerente, basata sulla gravità del fatto e sulla personalità del reo (l’autore del reato). La Cassazione ha chiarito che il giudice non può semplicemente ignorare la questione, ma deve affrontare espressamente la valutazione della pericolosità già durante la fase di cognizione (il processo in cui si decide la colpevolezza) e non rimandarla alla successiva fase di esecuzione della pena.

Le conclusioni della Suprema Corte sul rinvio al giudice di merito

Nelle conclusioni della decisione, la Corte di Cassazione ha accolto il ricorso presentato dal Procuratore Generale. I giudici hanno annullato la sentenza del Tribunale limitatamente alla mancata decisione sulla misura di sicurezza. La Suprema Corte ha quindi disposto il rinvio degli atti al Giudice per le indagini preliminari dello stesso Tribunale. Questo giudice dovrà ora avviare un nuovo esame per valutare specificamente la pericolosità sociale del condannato e decidere, con adeguata motivazione, se applicare la misura dell’espulsione dello straniero dal territorio italiano una volta espiata la pena detentiva.

Quando è obbligatoria l’espulsione dello straniero condannato?
L’espulsione è prevista per condanne superiori a due anni e per specifici reati gravi, come il traffico di stupefacenti, ma richiede sempre una valutazione concreta della pericolosità sociale del soggetto da parte del giudice.

Cosa succede se il giudice omette di decidere sull’espulsione nella sentenza?
La sentenza può essere impugnata davanti alla Corte di Cassazione, la quale annullerà la decisione limitatamente a questo punto e rinvierà gli atti al giudice di merito per effettuare la valutazione omessa.

Chi valuta la pericolosità sociale dello straniero da espellere?
La valutazione spetta innanzitutto al giudice di merito durante il processo di cognizione e, successivamente, può essere riesaminata dal magistrato di sorveglianza durante la fase di esecuzione della pena.

Termini giuridici

Misura di sicurezza
Provvedimento speciale volto a prevenire la commissione di nuovi reati da parte di soggetti ritenuti socialmente pericolosi.
Pericolosità sociale
La probabilità concreta che un soggetto, avendo già commesso un reato, possa compierne altri in futuro.
Patteggiamento
Accordo tra l'imputato e il pubblico ministero sull'applicazione di una pena ridotta, che deve essere ratificato dal giudice.
Giudizio di cognizione
La fase del processo penale in cui il giudice accerta la responsabilità dell'imputato e decide la pena.
Giudice di merito
Il magistrato che esamina i fatti e le prove di una causa, a differenza della Cassazione che valuta solo la corretta applicazione della legge.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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