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Esercizio abusivo della professione: i rischi legali

La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per un soggetto accusato di esercizio abusivo della professione odontoiatrica e falso materiale. L’imputato aveva prodotto falsi certificati di iscrizione all’albo e di abilitazione professionale per operare in uno studio medico. La Suprema Corte ha ribadito che l’esercizio abusivo della professione si configura anche in assenza di iscrizione all’albo, necessaria per l’attività stabile. Inoltre, è stato escluso il falso grossolano poiché i documenti avevano tratto in inganno esperti del settore, richiedendo accertamenti specifici per essere smascherati.

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Pubblicato il 29 marzo 2026 in Diritto Penale, Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Esercizio abusivo della professione: i rischi legali

L’esercizio abusivo della professione rappresenta una violazione grave che mette a rischio la salute pubblica e l’integrità degli ordini professionali. Una recente sentenza della Corte di Cassazione ha analizzato il caso di un falso odontoiatra, confermando che la mancanza di iscrizione all’albo e la produzione di documenti contraffatti integrano reati non trascurabili. La decisione offre spunti fondamentali per comprendere quando una condotta professionale sconfina nell’illegalità penale.

Il caso del falso odontoiatra e la contraffazione

La vicenda riguarda un individuo che operava come dentista senza possedere i titoli necessari. Per legittimare la propria posizione presso uno studio medico, il soggetto aveva creato certificati falsi relativi all’iscrizione all’ordine professionale e all’abilitazione universitaria. La difesa ha tentato di sostenere l’ipotesi del falso grossolano, ovvero una contraffazione talmente maldestra da non poter ingannare nessuno, ma i giudici hanno respinto tale tesi.

Quando il falso non è considerato innocuo

Secondo la giurisprudenza, un falso è innocuo o grossolano solo se è riconoscibile ictu oculi da qualsiasi persona di comune discernimento. Nel caso in esame, i documenti erano stati ritenuti validi persino dai titolari dell’ambulatorio, dimostrando una capacità ingannatoria reale. Per smascherare l’inganno sono stati necessari accertamenti specifici presso gli uffici competenti, escludendo quindi l’irrilevanza penale della condotta.

Esercizio abusivo della professione e requisiti obbligatori

Un punto centrale della sentenza riguarda la necessità dell’iscrizione all’albo. Anche qualora un soggetto avesse conseguito laurea e abilitazione (circostanza comunque smentita nel caso specifico), lo svolgimento dell’attività di odontoiatra in modo stabile e continuativo richiede tassativamente l’iscrizione all’ordine professionale dei medici e odontoiatri. Senza questo requisito formale, si configura pienamente il reato di esercizio abusivo della professione.

Le motivazioni

Le motivazioni della Suprema Corte si fondano sulla protezione dell’interesse pubblico alla correttezza delle prestazioni professionali protette. La Corte ha rilevato che il delitto di falsità materiale commessa dal privato in certificati amministrativi si consuma nel momento stesso della formazione del documento falso. Non è necessario l’uso effettivo per far scattare il reato, a differenza di quanto avviene per le scritture private. Inoltre, il rigetto delle attenuanti generiche è stato motivato dal pessimo vissuto criminale dell’imputato, gravato da precedenti penali per reati di estrema gravità, che precludono un giudizio di benevolenza da parte del magistrato.

Le conclusioni

Le conclusioni dei giudici di legittimità blindano la condanna, dichiarando il ricorso inammissibile. Viene ribadito che la competenza territoriale non può essere messa in discussione se non sollevata nei tempi corretti durante le fasi precedenti del processo. La sentenza sottolinea che chiunque eserciti una professione protetta senza i requisiti di legge non solo commette un illecito amministrativo, ma incorre in sanzioni penali severe, aggravate se accompagnate dalla falsificazione di atti pubblici. La tutela della fede pubblica e della salute dei cittadini prevale su ogni tentativo di giustificazione basato sulla presunta evidenza del falso.

Quando si configura il reato di esercizio abusivo della professione medica?
Il reato scatta quando l’attività è svolta senza la necessaria iscrizione all’albo professionale, requisito fondamentale per operare in modo stabile e continuativo secondo la legge.

Cosa si intende per falso grossolano in ambito penale?
Si parla di falso grossolano solo quando la contraffazione è immediatamente riconoscibile da chiunque a prima vista, senza necessità di verifiche tecniche o competenze specifiche.

È possibile contestare la competenza territoriale in Cassazione?
No, l’eccezione di incompetenza territoriale deve essere sollevata entro termini precisi stabiliti dal codice di procedura penale, pena la decadenza dal diritto di farla valere.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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