Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 50593 Anno 2023
Penale Ord. Sez. 7 Num. 50593 Anno 2023
Presidente: COGNOME
Relatore: COGNOME
Data Udienza: 12/10/2023
ORDINANZA
sul ricorso proposto da:
NOME COGNOME nato a CALTAGIRONE il DATA_NASCITA
avverso l’ordinanza del 27/04/2023 della CORTE APPELLO di CALTANISSETTA
dato avviso alle parti;
udita la relazione svolta dal Consigliere NOME COGNOME;
RITENUTO IN FATTO e IN DIRITTO
Rilevato che, con l’ordinanza impugnata, la Corte di appello di Caltanissetta, in funzione d giudice dell’esecuzione, ha dichiarato inammissibile l’istanza, proposta nell’interesse di NOME COGNOME, di procedere alla correzione dell’errore materiale di cui alla sentenza n. 521/20, resa in data 23 settembre 2020, che lo condannava alla pena di anni due e mesi sette di reclusione.
Considerato che il motivo dedotto, a mezzo del difensore, AVV_NOTAIO (inosservanza degli artt. 99 cod. pen. e 130 cod. proc. pen.) è manifestamente infondato, posto che si tratta di richiesta proposta in relazione alla ritenuta recidiva in sede di cognizione, ove, a parere del ricorrente, questa circostanza aggravante è stata applicata in assenza di presupposti di legge (i lon risultando COGNOME, all’epoca della decisione di merito, condannato per delitto non colposo o per altro reato).
Ritenuto che si devolve vizio della motivazione della sentenza indicata come priva di argomentazione sul punto del riconoscimento della recidiva, invece reputata insussistente, altresì chiedendo la rideterminazione della pena, previa esclusione della circostanza, così introducendo dinanzi al giudice adito, ex art. 130 cod. proc. pen., un profilo valutativo (esclusione della recidiva) sul quale non può intervenire il giudice dell’esecuzione in sede di correzione di errore materiale.
Reputato, infatti, che si tratta di vizio che andava devoluto attraverso gli ordinari rimedi impugnatori avverso la sentenza resa all’esito del giudizio di cognizione, tenuto conto che, secondo la costante giurisprudenza di legittimità, non costituisce errore materiale, riparabile con la procedura prevista dall’art. 130 cod. proc. pen., ma errore giuridico emendabile all’esito di impugnazione, l’affermazione della recidiva nonostante che l’imputato sia incensurato (tra le altre, Sez. 1, n. 12911 del 14/03/2013, COGNOME, Rv. 255133 – 01, fattispecie in cui la recidiva erroneamente ritenuta era stata oggetto di valutazione nel giudizio di comparazione con circostanze attenuanti).
Considerato che deriva, da quanto sin qui esposto, l’inammissibilità del ricorso, cui segue la condanna al pagamento delle spese processuali e al versamento di una somma, in favore della Cassa delle ammende, determinata equitativamente nella misura di cui al dispositivo
P.Q.M.
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende.
Così deciso il 12 ottobre 2023 Il Consigliere estensore COGNOME
Il Presidente