LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Efficacia DASPO e radiazione della squadra di calcio

La Corte di Cassazione ha stabilito che l’efficacia DASPO con obbligo di firma decade se la squadra di calcio viene radiata o fallisce. Nel caso esaminato, un tifoso era soggetto a restrizioni legate a una società poi liquidata. La Suprema Corte ha chiarito che l’obbligo non può essere esteso automaticamente a una nuova realtà sportiva della stessa città, richiedendo un nuovo giudizio sulla pericolosità sociale.

Prenota un appuntamento

Per una consulenza legale o per valutare una possibile strategia difensiva prenota un appuntamento.

La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza.

02.37901052
8:00 – 20:00
(Lun - Sab)
Pubblicato il 21 marzo 2026 in Diritto Penale, Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Efficacia DASPO e radiazione della squadra di calcio

L’efficacia DASPO rappresenta un tema centrale nel diritto sportivo e penale, specialmente quando la compagine societaria di riferimento subisce trasformazioni radicali come il fallimento o la radiazione dal campionato. Una recente sentenza della Corte di Cassazione getta luce sui limiti di queste misure restrittive della libertà personale.

Il caso della radiazione societaria e l’efficacia DASPO

La vicenda trae origine dal ricorso di un tifoso destinatario di un DASPO con obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria (obbligo di firma). Il provvedimento era stato originariamente emesso in relazione alle partite di una specifica società calcistica che, successivamente, era stata dichiarata in liquidazione giudiziale e radiata dal campionato professionistico.

In seguito alla scomparsa della vecchia società, era sorto un nuovo club nella medesima città, partecipante a un campionato dilettantistico regionale. Il giudice di merito aveva inizialmente respinto la richiesta di revoca della misura, ritenendo che il pericolo sociale del tifoso rimanesse invariato nonostante il cambio di categoria e di proprietà della squadra. Tuttavia, la difesa ha eccepito che l’ordine originario si riferisse esclusivamente alle competizioni della società estinta.

La decisione della Suprema Corte sulla durata delle restrizioni

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, annullando l’ordinanza impugnata. Il punto cardine della decisione risiede nel principio di tassatività. Poiché l’obbligo di firma limita la libertà personale, le prescrizioni devono essere specifiche e dettagliate. Se il provvedimento del Questore indica una determinata società sportiva, tale misura non può essere estesa per analogia a una nuova associazione sportiva, anche se operante nella stessa città.

La Corte ha sottolineato che il mutamento della compagine societaria, unito al declassamento della squadra in un campionato non più nazionale, incide profondamente sull’interesse del tifoso e, potenzialmente, sulla sua pericolosità. Non si può presumere che la passione e l’aggressività manifestate verso una società professionistica si trasferiscano automaticamente verso un nuovo soggetto giuridico operante in contesti agonistici differenti.

Le motivazioni

Le motivazioni della Corte si fondano sulla natura delle prescrizioni amministrative imposte dal Questore. Essendo queste invasive della libertà del cittadino, richiedono una corrispondenza rigorosa tra il provvedimento e la realtà dei fatti. Se la squadra originaria cessa di esistere, l’ordinanza perde la sua base fattuale e la sua efficacia. Un’interpretazione estensiva che consenta l’applicazione della misura nei confronti di una società diversa violerebbe i principi fondamentali del nostro ordinamento giuridico. Inoltre, è necessario valutare se il cambiamento radicale del contesto (da campionato nazionale a regionale) riduca o elimini il rischio di disordini che aveva giustificato il DASPO.

Le conclusioni

Le conclusioni della sentenza stabiliscono che, qualora una squadra cessi la propria attività, il provvedimento impositivo perde efficacia. Per rendere nuovamente valida la restrizione, l’Autorità amministrativa (il Questore) deve effettuare un nuovo esame della pericolosità sociale del soggetto, emanando un eventuale provvedimento integrativo o sostitutivo. Tale nuovo atto dovrà poi essere sottoposto a una nuova convalida da parte dell’Autorità giudiziaria, garantendo così il pieno diritto di difesa del destinatario rispetto alle nuove circostanze di fatto.

Cosa succede al DASPO se la squadra di calcio fallisce?
L’obbligo di presentazione decade poiché il provvedimento è riferito a una specifica compagine sociale non più esistente. Non è ammessa un’interpretazione estensiva della misura a una nuova società sportiva sorta successivamente.

È possibile estendere l’obbligo di firma a una nuova squadra della stessa città?
No, il principio di tassatività vieta l’applicazione automatica del DASPO a una società sportiva diversa da quella indicata nel provvedimento originale. È necessario un nuovo e specifico provvedimento amministrativo convalidato dal giudice.

Chi deve valutare la persistenza della pericolosità in caso di nuove società?
Spetta al Questore procedere con un nuovo esame degli elementi di pericolosità. Il G.I.P. deve poi verificare se le condizioni sopravvenute giustifichino ancora la limitazione della libertà personale del tifoso.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

Desideri approfondire l'argomento ed avere una consulenza legale?

Prenota un appuntamento. La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza / conerence call e si svolge in tre fasi.

Prima dell'appuntamento: analisi del caso prospettato. Si tratta della fase più delicata, perché dalla esatta comprensione del caso sottoposto dipendono il corretto inquadramento giuridico dello stesso, la ricerca del materiale e la soluzione finale.

Durante l’appuntamento: disponibilità all’ascolto e capacità a tenere distinti i dati essenziali del caso dalle componenti psicologiche ed emozionali.

Al termine dell’appuntamento: ti verranno forniti gli elementi di valutazione necessari e i suggerimenti opportuni al fine di porre in essere azioni consapevoli a seguito di un apprezzamento riflessivo di rischi e vantaggi. Il contenuto della prestazione di consulenza stragiudiziale comprende, difatti, il preciso dovere di informare compiutamente il cliente di ogni rischio di causa. A detto obbligo di informazione, si accompagnano specifici doveri di dissuasione e di sollecitazione.

Il costo della consulenza legale è di € 150,00.
02.37901052
8:00 – 20:00 (Lun - Sab)

Articoli correlati