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Doppia incriminazione e mandato di arresto europeo

La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità della consegna di un cittadino straniero alle autorità tedesche in esecuzione di un mandato di arresto europeo per reati legati alla contraffazione di borse di lusso. Il ricorrente contestava la sussistenza della doppia incriminazione, sostenendo che la condotta non fosse punibile in Italia. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, precisando che per la consegna non occorre una perfetta coincidenza tra le norme incriminatrici, ma è sufficiente che il fatto storico sia punibile in entrambi gli ordinamenti, come avviene nel caso di specie attraverso la tutela della proprietà industriale.

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Pubblicato il 24 marzo 2026 in Diritto Penale, Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Doppia incriminazione e Mandato di Arresto Europeo: la guida della Cassazione

Il principio della doppia incriminazione rappresenta uno dei pilastri della cooperazione giudiziaria internazionale, specialmente nell’ambito del Mandato di Arresto Europeo (MAE). Una recente sentenza della Corte di Cassazione ha fornito importanti chiarimenti su come debba essere valutata la punibilità di un fatto quando questo coinvolge ordinamenti giuridici differenti, come quello italiano e quello tedesco.

Il caso: contraffazione e consegna internazionale

La vicenda trae origine dalla richiesta di consegna di un cittadino straniero da parte della Germania. L’uomo era stato condannato per aver ricevuto e commercializzato centinaia di borse di un noto marchio di lusso, risultate contraffatte. La difesa ha impugnato la decisione della Corte di Appello, sostenendo che il fatto non integrasse un reato secondo la legge italiana, mancando così il presupposto fondamentale per l’estradizione semplificata.

La decisione della Suprema Corte

I giudici di legittimità hanno rigettato il ricorso, confermando l’ordine di consegna. La Corte ha ribadito che la verifica della doppia incriminazione non deve trasformarsi in un’analisi accademica sulla perfetta sovrapponibilità delle norme penali. Ciò che conta è il “fatto storico”: se la condotta descritta nel mandato di arresto è punibile in entrambi i Paesi, la consegna deve essere eseguita.

In Italia, la commercializzazione di prodotti con marchi usurpati o contraffatti trova una specifica sanzione nel codice penale, garantendo così il rispetto del requisito richiesto dalla normativa europea. Non rileva, dunque, che il titolo del reato o la pena prevista siano differenti, purché sussista l’offesa a un bene giuridico tutelato.

Le motivazioni

La Corte ha fondato la propria decisione sul consolidato orientamento secondo cui la verifica della doppia incriminazione deve essere effettuata con riferimento al fatto concreto descritto dall’autorità emittente. Non è necessaria una corrispondenza biunivoca tra le fattispecie astratte. Nel caso in esame, la condotta di partecipazione alla commercializzazione di beni contraffatti è stata correttamente ricondotta dai giudici di merito alla violazione delle norme sulla proprietà industriale, specificamente all’art. 517-ter del codice penale italiano. La consapevolezza dell’imputato circa l’assenza di autorizzazioni e la non genuinità dei prodotti rende il fatto penalmente rilevante in entrambi gli Stati, superando le obiezioni difensive basate su una presunta carenza di motivazione.

Le conclusioni

In conclusione, la sentenza riafferma l’efficacia del Mandato di Arresto Europeo come strumento di lotta alla criminalità transnazionale. La doppia incriminazione viene interpretata in senso sostanziale e non formale, impedendo che sottili differenze tecniche tra i codici penali nazionali diventino un ostacolo alla giustizia. Per gli operatori del diritto e per chiunque si trovi coinvolto in procedure di consegna internazionale, emerge chiaramente che la difesa deve concentrarsi sulla rilevanza penale del fatto storico nel suo complesso, piuttosto che sulla ricerca di una mancata corrispondenza letterale tra le leggi dei diversi Stati membri dell’Unione Europea.

Cosa si intende per doppia incriminazione nel mandato di arresto europeo?
È il requisito secondo cui il fatto per il quale è richiesta la consegna deve costituire reato sia nello Stato che emette il mandato sia in quello che lo riceve.

È necessaria una perfetta corrispondenza tra le leggi penali dei due Stati?
No, la Cassazione chiarisce che è sufficiente che il fatto storico sia punibile in entrambi gli ordinamenti, indipendentemente dal nome del reato o dagli elementi costitutivi.

La contraffazione di marchi giustifica la consegna internazionale?
Sì, poiché la tutela della proprietà industriale è presente nella maggior parte degli ordinamenti europei, integrando così il presupposto della punibilità condivisa.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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