Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 25674 Anno 2024
Penale Ord. Sez. 7 Num. 25674 Anno 2024
Presidente: COGNOME NOME
Relatore: COGNOME
Data Udienza: 24/05/2024
ORDINANZA
sul ricorso proposto da:
NOME (CODICE_FISCALE) nato il DATA_NASCITA
avverso la sentenza del 04/10/2023 della CORTE APPELLO di MILANO
dato avviso alle parti;
udita la relazione svolta dal Consigliere COGNOME;
Rilevato che NOME è stato condannato alle pene di legge per il reato dell’art. 73, comma 1, d.P.R. n. 309 del 1990 e per il reato degli art. 81 cpv, 61, primo comma, n. 2 e 337 cod. pen.,
Rilevato che l’imputato lamenta la violazione di legge e il vizio di motivazione in ordine al mancata qualificazione della prima condotta ai sensi del quinto comma dell’art. 73 d.P.R. n. 309 del 1990 (primo motivo) e in ordine al diniego della continuazione tra la detenzione della cocaina a fini di spaccio e la resistenza a pubblico ufficiale (secondo motivo),
Rilevato, con riferimento al primo motivo, che i Giudici di merito hanno escluso il quinto comma in ragione del numero di dosi droganti di cocaina, pari a 418, del possesso di plurimi mezzi di confezionamento e del possesso di quattro cellulari, per cui la motivazione risponde appieno ai criteri di valutazione delle Sezioni Unite Murolo (sent. n. 51063 del 27/09/2018, Rv. 27407601),
Rilevato, con riferimento al secondo motivo, che la Corte territoriale ha negato la continuazione in assenza del medesimo disegno criminoso, atteso che resistenza era dipesa da una reazione estemporanea al controllo ed era consistita in una fuga rocambolesca protrattasi per lungo percorso con due incidenti stradali (uno nei confronti di veicolo fermo, l’altro di veicolo transito),
Rilevato che r anche sotto questo profilo t la motivazione è coerente con i principi affermati dalla giurisprudenza di legittimità: si veda in termini, Sez. 3, n. 896 del 17/11/2015, dep. 2016 COGNOME, Rv. 266179 – 01, Sez. U, n. 28659 del 18/05/2017, COGNOME, Rv. 27007401, resa in un caso del tutto sovrapponibile al presente, secondo cui ai fini della configurabili della unicità del disegno criminoso è necessario che le singole violazioni costituiscano parte integrante di un unico programma deliberato fin dall’inizio per conseguire un determinato fine, con la conseguenza che tale unicità è da escludere quando la successione degli episodi criminosi, malgrado la contiguità spazio-temporale e il nesso funzionale riscontrabile tra i distinti reati,
Ritenuto, pertanto, che il ricorso debba essere dichiarato inammissibile e rilevato che alla declaratoria dell’inammissibilità consegue, a norma dell’art. 616 cod. proc. pen., l’onere dell spese del procedimento nonché quello del versamento della somma, in favore della Cassa delle ammende, equitativamente fissata in tremila euro.
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende.
Così deciso in Roma, il 24 maggio 2024
Il Consigliere estensore
Il Presidente