Difetto di Querela: Quando una Riforma Legislativa Annulla una Condanna
Una recente sentenza della Corte di Cassazione ha riaffermato un principio fondamentale del diritto processuale penale, evidenziando gli effetti della Riforma Cartabia sulla procedibilità di alcuni reati. Il caso in esame dimostra come la mancanza di un atto formale, a seguito di una modifica normativa, possa portare all’annullamento di una condanna per furto aggravato. L’analisi di questa decisione è cruciale per comprendere l’impatto del difetto di querela nel sistema giudiziario attuale.
I Fatti del Caso
Due soggetti erano stati ritenuti responsabili, in concorso tra loro, del reato di furto aggravato ai sensi degli articoli 624 e 625 del codice penale. La loro condanna era stata confermata dalla Corte d’Appello di Bologna. A seguito di questa decisione, la difesa ha proposto ricorso per Cassazione, basando la propria argomentazione su un unico, ma decisivo, motivo.
Il Ricorso in Cassazione e il difetto di querela
Il fulcro del ricorso era l’impatto del decreto legislativo n. 150 del 2022 (nota come Riforma Cartabia) sul reato contestato. La difesa ha sostenuto che, a seguito di tale riforma, il reato di furto aggravato per cui i suoi assistiti erano stati condannati è diventato procedibile esclusivamente a querela della persona offesa. Nel caso di specie, tale querela non era mai stata presentata.
Il difetto di querela, dunque, rappresentava secondo i ricorrenti un ostacolo insormontabile alla prosecuzione dell’azione penale e, di conseguenza, alla validità della stessa condanna.
L’Intervento Normativo
La Riforma Cartabia ha modificato il regime di procedibilità per numerosi reati, con l’obiettivo di deflazionare il carico giudiziario e di valorizzare la volontà della persona offesa. Per diverse fattispecie di reato, precedentemente procedibili d’ufficio (cioè su iniziativa autonoma dello Stato), è stata introdotta la necessità della querela come condizione per l’esercizio dell’azione penale.
Le Motivazioni della Decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato. I giudici hanno verificato che, effettivamente, la nuova normativa ha reso il reato contestato procedibile a querela e che, agli atti, mancava tale condizione di procedibilità. La querela non è un mero atto formale, ma il presupposto stesso che legittima lo Stato a procedere penalmente. La sua assenza rende l’azione penale “improcedibile”.
Pertanto, la Suprema Corte ha stabilito che la sentenza di condanna doveva essere annullata senza rinvio. Questa formula significa che la decisione è definitiva: il caso non verrà nuovamente discusso da un altro giudice, poiché l’ostacolo procedurale (il difetto di querela) non può essere sanato.
Conclusioni
La sentenza analizzata è un chiaro esempio delle conseguenze pratiche delle riforme legislative sul processo penale. L’introduzione della procedibilità a querela per reati come il furto aggravato modifica profondamente l’approccio giudiziario, subordinando l’intervento penale alla volontà della vittima. Questo caso sottolinea che le condizioni di procedibilità devono sussistere per tutta la durata del processo e, se vengono a mancare, anche a seguito di una legge sopravvenuta più favorevole all’imputato (favor rei), l’esito non può che essere l’annullamento della condanna e la chiusura del procedimento.
Cosa succede se una persona è condannata per un reato che una nuova legge rende procedibile solo su querela, e questa manca?
La condanna viene annullata in via definitiva. La Corte di Cassazione, nel caso specifico, ha dichiarato il reato improcedibile per difetto di querela, annullando la sentenza senza disporre un nuovo processo.
La Riforma Cartabia (d.lgs. 150/2022) si applica anche ai processi già in corso per fatti commessi in precedenza?
Sì, le norme che modificano il regime di procedibilità, essendo più favorevoli all’imputato, si applicano retroattivamente. Come dimostra questa sentenza, anche se la condanna era già stata pronunciata, la nuova regola sulla necessità della querela è stata applicata dalla Cassazione.
Qual è la conseguenza giuridica diretta di un difetto di querela?
Il difetto di querela rende l’azione penale improcedibile. Ciò significa che il procedimento non può essere iniziato o, se già avviato, non può proseguire, portando all’annullamento di qualsiasi provvedimento di condanna.
Testo del provvedimento
Sentenza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 38069 Anno 2025
Penale Sent. Sez. 7 Num. 38069 Anno 2025
Presidente: COGNOME NOME
Relatore: COGNOME NOME
Data Udienza: 28/10/2025
SENTENZA
sui ricorsi proposti da: COGNOME NOME nato il DATA_NASCITA COGNOME NOME nato a BOLOGNA il DATA_NASCITA
avverso la sentenza del 04/02/2025 della CORTE APPELLO di BOLOGNA
dato avviso alle parti;
udita la relazione svolta dal Consigliere NOME COGNOME;
RITENUTO IN FATTO E CONSIDERATO IN DIRITTO
Visti gli atti e la sentenza impugnata;
esaminati i ricorsi proposti a mezzo del comune difensore da NOME ed COGNOME NOME, ritenuti responsabili, in concorso tra loro, del reato di cu agli artt. 624, 625, comma 1, n. 4 cod. pen..
Considerato che, nell’unico motivo di ricorso proposto, la difesa lamenta che il reato de quo, a seguito della riforma introdotta con il d.lgs. n. 150 del 2022, è divenuto procedibile a querela di parte, non proposta dalla parte offesa;
Ritenuta la fondatezza del rilievo, poiché manca in atti la querela necessaria ai fini della procedibilità del reato.
Considerato, pertanto, che la sentenza deve essere annullata senza rinvio, in quanto il reato è improcedibile per difetto di querela.
P.Q.M.
Annulla la sentenza impugnata, perchè il reato è improcedibile per difetto di querela.
Così deciso il 28 ottobre 2025
Il Consigliere estensore