Sentenza di Cassazione Penale Sez. 6 Num. 39011 Anno 2025
Penale Sent. Sez. 6 Num. 39011 Anno 2025
Presidente: COGNOME NOME
Relatore: NOME COGNOME NOME
Data Udienza: 06/11/2025
SENTENZA
sul ricorso proposto da:
NOME, nato in Marocco il DATA_NASCITA CUI 037KEQ6 avverso l’ordinanza del 07/07/2025 del Tribunale di Verona;
visti gli atti, il provvedimento impugnato ed il ricorso; udita la relazione svolta dalla AVV_NOTAIO NOME COGNOME; letta la requisitoria del Pubblico Ministero, in persona del AVV_NOTAIO generale NOME COGNOME, che ha concluso chiedendo dichiararsi l’inammissibilità del ricorso.
RITENUTO IN FATTO
A seguito di convalida dell’arresto in flagranza di NOME, per il reato di evasione dalla detenzione domiciliare, ex art. 47-ter I. n. 354 del 1975, commesso il 5 luglio 2025, il Tribunale di Verona, ai sensi dell’art. 444 cod. proc. pen., ha applicato all’imputato la pena di 8 mesi di reclusione, sostituita con la detenzione domiciliare.
Con un unico atto ricorre per cassazione il difensore di NOME COGNOME formulando due motivi, uno relativo all’ordinanza di convalida dell’arresto e l’a relativo alla sentenza del Tribunale di Verona.
2.1. Con il primo motivo deduce violazione di legge e vizio della motivazione per erronea convalida dell’arresto in assenza della fattispecie di evasione esse noto alla polizia giudiziaria procedente che NOME dal 23/12/2024, momento dell’arresto, si trovasse non in detenzione domiciliare, ai sensi dell’ 47-ter I. n. 354 del 1975, ma in detenzione domiciliare sostitutiva, ai sensi dell’ 56 I. n. 689 del 1981, con autorizzazione ad allontanarsi dal domicilio dalle 8 12, tanto da doversi applicare l’art. 72, comma 1 I. n. 689/1981, con conseguen inconfigurabilità del reato.
2.2. Con il secondo motivo deduce violazione di legge per erronea qualificazione giuridica del fatto da parte del Tribunale in quanto ai sensi del 72, comma 1 I. n. 689/1981, come modificato dall’art. 71, c. 1, lett. v) del d n. 150/2022 l’allontanamento dal luogo di detenzione domiciliare non si è protrat oltre le dodici ore (così, testualmente, il ricorso) tanto da non sussistere il
CONSIDERATO IN DIRITTO
1. Il ricorso è fondato.
Va premesso che il ricorso impugna il provvedimento di convalida dell’arresto dell’imputato avvenuto per il delitto di evasione in forza dell’er presupposto che NOME al momento dell’accertamento si trovasse in detenzione domiciliare ai sensi dell’art. 47-ter I. n. 354 del 1975.
2.1. Dalla lettura degli atti, consentita in ragione del vizio denunciato, r che il ricorrente alla data dell’arresto era in regime di “detenzione domici sostitutiva”, ex art. 56 I. n. 689 del 1981, disposta con sentenza del 9 settembre 2024 del Tribunale di Verona, definitiva il 25 ottobre 2024, come risulta dal decre n. 2025/2092 del Magistrato di sorveglianza di Verona, richiamato dal capo di imputazione, che lo aveva autorizzato ad allontanarsi dal domicilio in precisi gio e orari.
2.2. Ne consegue che, attesa l’identità lessicale dei due istituti (deten domiciliare), in sede di convalida è stato erroneamente applicato il regime de detenzione domiciliare in fase di espiazione della pena, previsto dall’ordinamen penitenziario, anziché quello delle sanzioni sostitutive, previsto dalla legg depenalizzazione, che configura il reato solo quando l’allontanamento dal luogo d “detenzione domiciliare sostitutiva” si sia protratto oltre dodici ore.
2.3. Poiché, nella specie, l’arresto è stato eseguito alle ore 18:00 di saba luglio 2025 e NOME era autorizzato dal Magistrato di sorveglianza a uscire dalle 8 alle 12 il termine di 12 ore, previsto dall’art. 72 I. n. 689 del 1981, modificato dagli artt. 71, comma 1, lett. v), d.lgs. 10 ottobre 2022, n. 150 comma 1, lett. b), d.lgs. 19 marzo 2024, n. 31, non era decorso e dunque non era configurabile il delitto di evasione per il quale il ricorrente, invece, era arrestato.
3.Dagli argomenti che precedono consegue l’annullamento senza rinvio dell’ordinanza di convalida dell’arresto.
P.Q.M.
Annulla senza rinvio l’ordinanza impugnata.
Così deciso il 06/11/2025