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Demolizione opere abusive: il termine di 90 giorni

La Corte di Cassazione ha confermato la revoca della sospensione condizionale della pena per una persona che non aveva rispettato l’obbligo di demolizione opere abusive. La Corte ha chiarito che il termine per adempiere non è quello generico di cinque anni, ma quello specifico di 90 giorni dal passaggio in giudicato della sentenza, come previsto dalla normativa urbanistica (d.P.R. 380/2001).

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Pubblicato il 29 gennaio 2026 in Diritto Penale, Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Demolizione Opere Abusive: la Cassazione fissa il termine a 90 giorni

Quando la sospensione condizionale della pena è legata alla demolizione opere abusive, qual è il termine per adempiere? La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 28727 del 2024, interviene per fare chiarezza su un punto cruciale, distinguendo tra la norma generale e la disciplina speciale in materia urbanistica. La decisione sottolinea che, in assenza di un termine fissato dal giudice, non si applica il termine generale di cinque anni, bensì quello specifico di 90 giorni previsto dalla legge.

I Fatti del Caso

Una persona veniva condannata con una sentenza divenuta irrevocabile il 15 gennaio 2019. La pena le veniva sospesa a condizione che provvedesse alla demolizione delle opere edilizie abusive oggetto della condanna. La Corte d’appello, in funzione di giudice dell’esecuzione, revocava il beneficio. Secondo i giudici di merito, il termine per adempiere era quello generale di cinque anni previsto dall’art. 163 del codice penale, che sarebbe scaduto il 15 gennaio 2024. Poiché la decisione di revoca veniva presa il 10 gennaio 2024, la Corte riteneva impossibile per la condannata provvedere alla demolizione nei soli cinque giorni rimanenti.

La condannata proponeva quindi ricorso per cassazione, contestando la valutazione di impossibilità e il rigetto della sua richiesta di rinvio per poter eseguire spontaneamente la demolizione.

La Decisione della Corte e il termine per la demolizione opere abusive

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la revoca della sospensione condizionale, ma con una motivazione giuridica diversa e più corretta rispetto a quella della Corte d’appello. I giudici supremi hanno stabilito che il ragionamento della Corte territoriale era errato nell’applicare il termine di cinque anni.

Le Motivazioni

La Suprema Corte ha chiarito che, sebbene le Sezioni Unite (sentenza Liguori n. 37503/2022) abbiano stabilito che in mancanza di un termine fissato dal giudice per l’adempimento di un obbligo risarcitorio si applica il termine di cinque o due anni dell’art. 163 c.p., questo principio non vale per la demolizione opere abusive.

In materia urbanistica, infatti, esiste una norma speciale, l’art. 31 del d.P.R. 380/2001 (Testo Unico dell’Edilizia), che prevale su quella generale. Tale articolo stabilisce espressamente che la demolizione deve essere eseguita entro 90 giorni dal passaggio in giudicato della sentenza di condanna.

Questo termine non è suppletivo, ma è fissato direttamente dalla legge e si applica automaticamente quando il giudice omette di indicarne uno diverso. Pertanto, la Corte d’appello ha sbagliato a fare riferimento al termine di cinque anni. Il termine corretto era di 90 giorni, decorrente dal 15 gennaio 2019. Essendo questo termine ampiamente scaduto al momento della decisione, la revoca del beneficio era pienamente legittima, seppur per ragioni diverse da quelle indicate dai giudici di merito.

Le Conclusioni

La sentenza stabilisce un principio fondamentale: nel caso di sospensione condizionale della pena subordinata alla demolizione di un manufatto abusivo, se il giudice non fissa un termine specifico, si applica quello di 90 giorni previsto dall’art. 31 del d.P.R. 380/2001. Questo termine decorre dal momento in cui la sentenza di condanna diventa definitiva. Il mancato rispetto di questa scadenza comporta la revoca del beneficio della sospensione della pena, poiché l’inadempimento della condizione imposta è conclamato. Questa pronuncia offre un importante chiarimento per operatori del diritto e cittadini, definendo con certezza i tempi e le conseguenze legati agli obblighi derivanti da reati edilizi.

Qual è il termine per la demolizione di opere abusive se la sentenza di condanna non ne fissa uno specifico?
Il termine è di 90 giorni, decorrenti dal momento in cui la sentenza diventa definitiva (passaggio in giudicato). Questo termine è stabilito dall’art. 31 del d.P.R. 380/2001 e prevale sul termine generale di cinque anni previsto per altri obblighi.

Perché la Cassazione ha rigettato il ricorso pur correggendo la motivazione della Corte d’appello?
Perché, sebbene la Corte d’appello avesse sbagliato a individuare il termine di cinque anni, la conclusione finale (la revoca della sospensione della pena) era comunque corretta. Il termine di 90 giorni, applicabile al caso, era già ampiamente decorso, rendendo la condannata inadempiente e giustificando la revoca del beneficio.

Cosa accade se non si rispetta il termine di 90 giorni per la demolizione?
Il mancato rispetto del termine di 90 giorni per la demolizione, quando questa è una condizione per la sospensione della pena, comporta la revoca del beneficio. Di conseguenza, la pena originariamente sospesa diventa esecutiva.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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