LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

DASPO e partite amichevoli: la guida della Cassazione

La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità di un DASPO emesso dal Questore e convalidato dal GIP nei confronti di un tifoso coinvolto in una rissa tra opposte fazioni. Il ricorrente lamentava l’omessa valutazione della propria memoria difensiva e l’illegittimità dell’obbligo di firma esteso alle partite amichevoli. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, stabilendo che la pericolosità sociale era adeguatamente motivata dai precedenti penali e dalla presenza sul luogo degli scontri, e che le partite amichevoli rientrano nel divieto se preventivamente programmate e pubblicizzate.

Prenota un appuntamento

Per una consulenza legale o per valutare una possibile strategia difensiva prenota un appuntamento.

La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza.

02.37901052
8:00 – 20:00
(Lun - Sab)
Pubblicato il 28 marzo 2026 in Diritto Penale, Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

DASPO e partite amichevoli: la guida della Cassazione sulla convalida

Il DASPO rappresenta uno degli strumenti principali per il contrasto alla violenza negli stadi, ma la sua applicazione richiede un rigoroso controllo giurisdizionale. Recentemente, la Corte di Cassazione è tornata a pronunciarsi sui presupposti di legittimità di questa misura di prevenzione, focalizzandosi sulla validità del divieto anche per le manifestazioni sportive non ufficiali e sul dovere di motivazione del giudice della convalida.

Il caso: scontri tra tifoserie e provvedimento di DASPO

La vicenda trae origine da un provvedimento del Questore che imponeva a un tifoso le prescrizioni previste dall’art. 6 della legge 401/1989, a seguito di una violenta rissa avvenuta nei pressi di un locale pubblico tra fazioni contrapposte. Il Giudice per le indagini preliminari (GIP) aveva convalidato la misura, ritenendo sussistente la pericolosità del soggetto, già gravato da precedenti specifici e da un precedente divieto biennale. Il tifoso ha proposto ricorso lamentando che la sua presenza sul luogo fosse casuale e che il GIP non avesse considerato la memoria difensiva prodotta, oltre a contestare l’estensione dell’obbligo di firma alle partite amichevoli, ritenute non predeterminate.

La decisione della Cassazione sulla convalida del DASPO

La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso in parte inammissibile e in parte infondato. Gli Ermellini hanno chiarito che l’obbligo di controllo del giudice della convalida deve investire tutti i presupposti di legittimità: la pericolosità del soggetto, le ragioni di necessità e urgenza e la congruità della durata della misura. Nel caso di specie, il percorso argomentativo del GIP è stato ritenuto immune da vizi, poiché basato su accertamenti della Polizia di Stato che collocavano il ricorrente attivamente nel contesto degli scontri.

La questione delle partite amichevoli

Un punto centrale della decisione riguarda l’applicabilità del DASPO agli incontri amichevoli. La Corte ha ribadito che il riferimento normativo alle manifestazioni sportive specificamente indicate include ogni evento individuabile con certezza dal destinatario. Se le partite amichevoli sono preventivamente programmate e pubblicizzate tramite i normali canali di comunicazione, l’obbligo di presentazione in Questura è pienamente esigibile e legittimo.

Le motivazioni

Le motivazioni della sentenza si fondano sulla corretta valutazione della pericolosità sociale del ricorrente. La Corte ha evidenziato come la partecipazione a una rissa, unita a un curriculum criminale caratterizzato da resistenza a pubblico ufficiale e precedenti violazioni in ambito sportivo, giustifichi l’urgenza della misura preventiva. Riguardo alla memoria difensiva, i giudici hanno stabilito che la sua mancata menzione non costituisce vizio se il contenuto è generico o non introduce elementi decisivi capaci di scardinare l’impianto accusatorio. La presenza fisica nel luogo dei disordini, in un contesto di contrapposizione violenta, è stata ritenuta elemento sufficiente per l’attribuzione dei fatti.

Le conclusioni

In conclusione, la Cassazione ha confermato che il sistema di prevenzione del DASPO non richiede una prova certa del reato come in un processo di merito, ma una valutazione prognostica basata su elementi di fatto concreti. La determinabilità delle manifestazioni sportive, incluse le amichevoli, garantisce il rispetto del principio di legalità, rendendo il provvedimento questorile uno strumento flessibile ma controllato. Il rigetto del ricorso comporta inoltre la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali, riaffermando il rigore necessario nella gestione dell’ordine pubblico sportivo.

Il DASPO può essere applicato anche per le partite amichevoli?
Sì, il divieto è valido anche per gli incontri amichevoli purché siano stati preventivamente programmati e pubblicizzati, rendendoli identificabili dal destinatario.

Cosa deve valutare il giudice per convalidare un DASPO?
Il giudice deve verificare la pericolosità sociale del soggetto, la sussistenza di ragioni di necessità e urgenza e la congruità della durata della misura imposta.

L’omessa valutazione di una memoria difensiva annulla sempre il provvedimento?
No, l’omessa valutazione rileva solo se la memoria contiene argomenti decisivi e specifici che avrebbero potuto portare a una decisione diversa.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

Desideri approfondire l'argomento ed avere una consulenza legale?

Prenota un appuntamento. La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza / conerence call e si svolge in tre fasi.

Prima dell'appuntamento: analisi del caso prospettato. Si tratta della fase più delicata, perché dalla esatta comprensione del caso sottoposto dipendono il corretto inquadramento giuridico dello stesso, la ricerca del materiale e la soluzione finale.

Durante l’appuntamento: disponibilità all’ascolto e capacità a tenere distinti i dati essenziali del caso dalle componenti psicologiche ed emozionali.

Al termine dell’appuntamento: ti verranno forniti gli elementi di valutazione necessari e i suggerimenti opportuni al fine di porre in essere azioni consapevoli a seguito di un apprezzamento riflessivo di rischi e vantaggi. Il contenuto della prestazione di consulenza stragiudiziale comprende, difatti, il preciso dovere di informare compiutamente il cliente di ogni rischio di causa. A detto obbligo di informazione, si accompagnano specifici doveri di dissuasione e di sollecitazione.

Il costo della consulenza legale è di € 150,00.
02.37901052
8:00 – 20:00 (Lun - Sab)

Articoli correlati