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DASPO annullato: prova del biglietto decisiva

La Corte di Cassazione ha annullato l’ordinanza di convalida di un DASPO emesso contro un tifoso accusato di aver scavalcato i tornelli senza titolo d’ingresso. La difesa ha dimostrato, attraverso documentazione ufficiale ottenuta dalla società sportiva, che il soggetto aveva regolarmente acquistato e utilizzato il biglietto. Il giudice di merito aveva convalidato la misura senza attendere o valutare tale prova decisiva, nonostante fosse stata preannunciata in una memoria difensiva tempestiva. La decisione sottolinea l’importanza della verifica documentale per legittimare la restrizione della libertà personale legata al DASPO.

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Pubblicato il 28 marzo 2026 in Diritto Penale, Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

DASPO annullato: la prova del biglietto è decisiva per il tifoso

Il provvedimento di DASPO rappresenta una delle misure più incisive per la limitazione della libertà di movimento dei cittadini in ambito sportivo. Recentemente, la Corte di Cassazione ha affrontato un caso emblematico in cui la regolarità dell’accesso allo stadio è stata messa in discussione, portando a un’importante decisione sull’annullamento della misura restrittiva.

I fatti di causa

Un tifoso era stato colpito da un provvedimento del Questore che gli vietava l’accesso alle manifestazioni sportive. L’accusa mossa dall’autorità era quella di aver scavalcato i tornelli d’ingresso in occasione di un incontro di calcio, accedendo alla struttura senza un regolare titolo d’acquisto. Il Giudice per le Indagini Preliminari (GIP) aveva convalidato tale provvedimento, ritenendo sussistenti i presupposti di pericolosità sociale basati sull’accesso irregolare.

La decisione della Corte di Cassazione

La Suprema Corte ha accolto il ricorso presentato dalla difesa del tifoso. Il punto centrale della controversia riguardava la produzione di una prova documentale decisiva: la certificazione della società calcistica che attestava l’acquisto del biglietto e l’avvenuta obliterazione al tornello in un orario compatibile con l’inizio del match. Questa prova, sebbene ottenuta pochi minuti dopo la convalida del GIP, era stata preannunciata dalla difesa in una memoria depositata tempestivamente.

L’analisi del diritto

Il cuore della questione risiede nel dovere del giudice di valutare tutti gli elementi difensivi prima di confermare una misura limitativa. Nel caso di specie, il GIP ha proceduto alla convalida del DASPO ignorando la richiesta della difesa di verificare i registri elettronici della società sportiva. La Cassazione ha stabilito che, a fronte di una prova documentale che smentisce radicalmente il presupposto dell’illecito (lo scavalcamento dei tornelli), il provvedimento non può reggere al vaglio di legittimità.

Le motivazioni

Le motivazioni della sentenza risiedono nel difetto di valutazione degli elementi difensivi da parte del giudice di merito. La Corte ha rilevato che la documentazione prodotta, attestante il regolare passaggio dal tornello alle ore 14:24 con biglietto valido, svuota di significato l’accusa di accesso abusivo. Il GIP avrebbe dovuto attendere o quantomeno considerare la fondatezza della richiesta istruttoria avanzata dalla difesa, specialmente quando questa mira a dimostrare l’assoluta liceità della condotta del tifoso.

Le conclusioni

In conclusione, la Cassazione ha annullato l’ordinanza impugnata, disponendo il rinvio al Tribunale per un nuovo esame che tenga conto della prova del regolare acquisto del biglietto. È stata inoltre sospesa l’efficacia dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Questa sentenza ribadisce che il DASPO non può essere applicato in modo automatico sulla base di semplici segnalazioni, qualora esistano prove oggettive e documentali che dimostrino il rispetto delle regole da parte del cittadino.

Cosa succede se ricevo un DASPO pur avendo il biglietto?
È possibile impugnare il provvedimento dimostrando, tramite i registri elettronici della società sportiva, che il titolo d’ingresso è stato regolarmente acquistato e obliterato al tornello.

Il giudice può convalidare un DASPO senza leggere le memorie difensive?
No, il giudice ha l’obbligo di valutare le memorie difensive tempestivamente depositate, specialmente se contengono indicazioni su prove decisive che potrebbero scagionare l’interessato.

Quali sono i tempi per contestare la convalida di un DASPO?
La convalida deve avvenire entro 96 ore dalla notifica; entro questo termine la difesa deve presentare tutte le prove necessarie per evitare che la misura diventi esecutiva.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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