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Danno speciale tenuità: no se rubi un portafogli

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per furto di un portafogli. La Corte ha ribadito che l’attenuante del danno speciale tenuità non si applica in questi casi, a causa del valore non trascurabile dei documenti e del disagio causato alla vittima per la loro duplicazione.

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Pubblicato il 30 novembre 2025 in Diritto Penale, Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Danno speciale tenuità: escluso per il furto di portafogli con documenti

L’applicazione della circostanza attenuante del danno speciale tenuità è un tema di costante dibattito nelle aule di giustizia, specialmente in relazione a reati contro il patrimonio come il furto. Una recente ordinanza della Corte di Cassazione ha ribadito un principio ormai consolidato: se l’oggetto del furto è un portafogli contenente non solo denaro ma anche documenti di identità e carte di pagamento, tale attenuante non può essere concessa. Analizziamo insieme questa importante decisione.

I Fatti del Caso

La vicenda processuale ha origine dalla condanna di un individuo per il reato di furto aggravato, emessa dal Tribunale di Mantova e successivamente confermata dalla Corte di Appello di Brescia. L’imputato, attraverso il proprio difensore, ha proposto ricorso per Cassazione lamentando la violazione di legge e il vizio di motivazione in relazione alla mancata applicazione della circostanza attenuante del danno di speciale tenuità, prevista dall’articolo 62, n. 4 del codice penale.

Il fulcro del ricorso si basava sulla tesi che il valore economico del portafogli sottratto fosse minimo, giustificando così una riduzione di pena. Tuttavia, sia i giudici di merito che, da ultimo, la Suprema Corte hanno rigettato questa interpretazione.

La Questione Giuridica: Il Danno Patrimoniale e le sue Conseguenze

L’attenuante del danno di speciale tenuità è concepita per mitigare la sanzione penale quando il pregiudizio economico causato alla vittima è di entità particolarmente esigua. La difesa dell’imputato ha tentato di circoscrivere la valutazione del danno al solo valore materiale degli oggetti rubati, senza considerare il contenuto del portafogli.

La Corte di Cassazione, tuttavia, ha dovuto rispondere a una domanda cruciale: il danno derivante dal furto di un portafogli si esaurisce nel suo valore venale o include anche il pregiudizio legato alla perdita di documenti e carte?

Le Motivazioni della Corte: un orientamento consolidato sul danno speciale tenuità

La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso manifestamente infondato, ribadendo un principio già ampiamente consolidato nella propria giurisprudenza. I giudici hanno chiarito che, nel caso di furto di un portafogli contenente bancomat e documenti di identità, il danno non può essere considerato di speciale tenuità.

La motivazione si fonda su una valutazione complessiva del pregiudizio subito dalla persona offesa, che va ben oltre il mero valore dello stampato. Il danno, infatti, comprende:

* Valore non determinabile: I documenti di identità e le carte di pagamento hanno un valore funzionale che non è facilmente quantificabile economicamente, ma è certamente di non speciale tenuità.
* Effetti pregiudizievoli ulteriori: La vittima del furto subisce un disagio significativo, che si traduce in una perdita di tempo e in costi per avviare le pratiche di blocco delle carte e di duplicazione dei documenti sottratti.

La Corte ha sottolineato che questi elementi, nel loro insieme, configurano un danno che non si esaurisce nel valore del bene materiale e che, pertanto, impedisce l’applicazione dell’attenuante. La sentenza impugnata è stata quindi ritenuta corretta nell’applicazione di questo principio, che rappresenta un approdo consolidato della giurisprudenza di legittimità.

Le Conclusioni: l’inammissibilità del ricorso

In conclusione, la Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Questa decisione comporta non solo la conferma della condanna, ma anche l’obbligo per il ricorrente di pagare le spese processuali e una somma di tremila euro alla Cassa delle ammende. La pronuncia rafforza l’idea che la valutazione del danno in ambito penale debba tenere conto di tutte le conseguenze negative, dirette e indirette, subite dalla vittima, escludendo automatismi basati unicamente sul valore di mercato del bene sottratto.

Si può applicare l’attenuante del danno di speciale tenuità in caso di furto di un portafogli con documenti e bancomat?
No, secondo la Corte di Cassazione questa attenuante non è applicabile, poiché il danno non si limita al valore materiale del portafogli ma include il pregiudizio derivante dalla perdita di documenti e carte di pagamento.

Perché il valore dei documenti e delle carte viene considerato nel calcolo del danno?
Perché il danno comprende il valore non determinabile dei documenti, il loro mancato utilizzo da parte del proprietario e gli ulteriori effetti pregiudizievoli, quali le pratiche e i costi necessari per la loro duplicazione.

Quali sono le conseguenze per chi presenta un ricorso in Cassazione ritenuto manifestamente infondato?
Il ricorso viene dichiarato inammissibile. Di conseguenza, il ricorrente è condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma di denaro alla Cassa delle ammende, come stabilito dall’art. 616 del codice di procedura penale.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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