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Danno di speciale tenuità: quando non si applica

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per furto aggravato. La richiesta di applicazione dell’attenuante per danno di speciale tenuità è stata respinta perché, nonostante il basso valore della refurtiva tentata (19 euro), era stato causato un danno significativo al distributore automatico forzato, un elemento che prevale sul mero profitto dell’illecito.

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Pubblicato il 30 novembre 2025 in Diritto Penale, Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Danno di Speciale Tenuità: Il Danneggiamento Prevale sul Basso Profitto

L’applicazione della circostanza attenuante del danno di speciale tenuità, prevista dall’articolo 62 n. 4 del codice penale, è spesso oggetto di dibattito nelle aule di tribunale. Una recente ordinanza della Corte di Cassazione offre un importante chiarimento su come valutare questo elemento, sottolineando che non basta guardare al valore esiguo della refurtiva, ma occorre considerare il danno complessivo arrecato alla vittima. Analizziamo insieme questa decisione per comprendere meglio i criteri applicati dai giudici.

I Fatti del Caso

Il caso riguarda un uomo condannato in primo e secondo grado per il reato di tentato furto pluriaggravato. L’imputato aveva tentato di impossessarsi del denaro contenuto in un distributore automatico, ma era stato interrotto prima di portare a termine il suo intento. Al momento del fermo, il profitto immediato del tentativo di furto ammontava a soli 19,00 euro. Forte di questo dato, la difesa ha presentato ricorso in Cassazione, lamentando il mancato riconoscimento dell’attenuante del danno di particolare tenuità.

Il Motivo del Ricorso: la Valutazione del Danno

L’unico motivo di ricorso si concentrava sulla presunta erronea applicazione della legge da parte della Corte d’Appello. Secondo il ricorrente, il valore irrisorio della somma recuperata (19,00 euro) avrebbe dovuto comportare automaticamente la concessione dell’attenuante, con una conseguente riduzione della pena. La difesa sosteneva che la valutazione dovesse limitarsi al profitto ottenuto o tentato, senza considerare altri fattori.

Le Motivazioni della Cassazione sul Danno di Speciale Tenuità

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ritenendolo generico e infondato. I giudici hanno ribadito un principio fondamentale: l’attenuante del danno di speciale tenuità fa riferimento al ‘danno patrimoniale’ complessivo cagionato alla persona offesa, e non al ‘semplice profitto’ dell’illecito penale.

Nel caso di specie, la Corte ha evidenziato due elementi cruciali ignorati dalla difesa:

1. Il Danno Potenziale: Se l’azione criminale non fosse stata interrotta, l’imputato si sarebbe impossessato di tutte le monete contenute nel distributore, per un importo certamente superiore ai 19 euro trovati.
2. Il Danno Materiale: L’elemento decisivo è stato il danno cagionato al distributore stesso. Dalle informative dei militari intervenuti e dalla querela del titolare della farmacia, emergeva chiaramente che il distributore era stato ‘fortemente danneggiato’ e che il danno era ‘rilevante’.

La Corte ha specificato che i costi e gli adempimenti necessari per ripristinare la funzionalità dell’apparecchio costituiscono un danno patrimoniale diretto a carico della vittima. Tale danno, essendo stato definito ‘rilevante’, è di per sé ostativo al riconoscimento dell’attenuante, a prescindere dal valore esiguo del denaro che si stava tentando di sottrarre.

Le Conclusioni

Questa ordinanza consolida l’orientamento secondo cui, per la concessione dell’attenuante del danno di speciale tenuità, è necessaria una valutazione globale degli effetti economici negativi subiti dalla vittima. Non si può isolare il solo valore della refurtiva quando l’azione delittuosa comporta danni collaterali significativi ai beni della persona offesa. La decisione serve da monito: la ‘tenuità’ deve caratterizzare l’intera offesa al patrimonio della vittima, e non solo una sua frazione. Pertanto, chi commette un reato causando danni materiali rilevanti non potrà beneficiare di sconti di pena, anche se il bottino è di modico valore.

Per applicare l’attenuante del danno di speciale tenuità, si considera solo il valore della refurtiva?
No, la Corte di Cassazione chiarisce che va considerato il danno patrimoniale complessivo cagionato alla persona offesa dal reato, non il semplice profitto ottenuto o tentato dall’autore dell’illecito.

Il danneggiamento del bene da cui si ruba può escludere l’attenuante del danno lieve?
Sì, il provvedimento afferma che se il danno arrecato al bene (in questo caso, un distributore automatico) è definito ‘rilevante’ o ‘notevole’, questo elemento è certamente ostativo al riconoscimento dell’attenuante, anche a fronte di un profitto immediato esiguo.

Cosa comporta la dichiarazione di inammissibilità di un ricorso in Cassazione?
Come stabilito nella decisione, quando un ricorso è dichiarato inammissibile, il ricorrente viene condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di una somma di denaro in favore della Cassa delle ammende. La sentenza impugnata diventa così definitiva.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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