Danno di Speciale Tenuità: Quando l’Appello alla Cassazione è Inammissibile
L’ordinamento giuridico italiano prevede meccanismi volti a graduare la pena in base alla gravità del fatto commesso. Tra questi, la circostanza attenuante del danno di speciale tenuità assume un ruolo cruciale nei reati contro il patrimonio. Tuttavia, il suo riconoscimento non è automatico e deve seguire criteri ben precisi, come ribadito da una recente ordinanza della Corte di Cassazione. Il provvedimento in esame chiarisce che un ricorso basato su interpretazioni personali in contrasto con la giurisprudenza consolidata è destinato all’inammissibilità.
I Fatti alla Base del Ricorso
Il caso trae origine dal ricorso presentato da un imputato avverso una sentenza della Corte d’Appello di Bologna. L’unico motivo di doglianza sollevato dal ricorrente riguardava il mancato riconoscimento della circostanza attenuante del danno patrimoniale di speciale tenuità. Secondo la difesa, la corte di merito aveva errato nel non applicare tale sconto di pena, nonostante le caratteristiche del danno causato dal reato.
La Decisione sul danno di speciale tenuità
La Settima Sezione Penale della Corte di Cassazione ha esaminato il ricorso e lo ha dichiarato manifestamente infondato e, di conseguenza, inammissibile. La Corte ha stabilito che le argomentazioni presentate dal ricorrente non potevano essere accolte, in quanto si ponevano in netto contrasto con i principi normativi e con l’orientamento stabile della giurisprudenza di legittimità. A seguito della dichiarazione di inammissibilità, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese del procedimento e al versamento di una somma di tremila euro in favore della Cassa delle ammende.
Le Motivazioni: Il Contrasto con la Giurisprudenza Consolidata
Il fulcro della decisione della Suprema Corte risiede nella manifesta infondatezza del motivo di ricorso. I giudici hanno evidenziato come le tesi del ricorrente fossero basate su ‘enunciati ermeneutici in palese contrasto’ non solo con la legge, ma anche con la giurisprudenza consolidata della stessa Corte (citando specificamente la sentenza n. 50660 del 2017). La Corte d’Appello, nel negare l’attenuante, si era correttamente conformata a tale orientamento consolidato. In sostanza, il ricorso non introduceva elementi di critica validi o nuove prospettive giuridiche, ma si limitava a riproporre una tesi già ampiamente superata e rigettata dalla giurisprudenza. La Cassazione, in qualità di giudice di legittimità, non ha il compito di riesaminare il merito della valutazione fattuale compiuta correttamente dai giudici dei gradi precedenti, ma di assicurare l’esatta osservanza e l’uniforme interpretazione della legge.
Conclusioni: Implicazioni Pratiche
Questa ordinanza ribadisce un principio fondamentale del nostro sistema processuale: non è sufficiente dissentire dalla valutazione di un giudice di merito per ottenere una riforma della sentenza in Cassazione. È necessario che il ricorso si fondi su vizi di legittimità concreti e non su interpretazioni soggettive che si scontrano con orientamenti giurisprudenziali stabili. Proporre un ricorso palesemente infondato non solo non porta al risultato sperato, ma comporta anche conseguenze economiche negative per il ricorrente, quali la condanna alle spese processuali e al pagamento di una sanzione pecuniaria. Pertanto, prima di adire la Suprema Corte, è indispensabile una valutazione attenta della conformità dei propri argomenti alla legge e alla giurisprudenza consolidata.
Cosa significa che un ricorso è ‘manifestamente infondato’?
Significa che le ragioni presentate a sostegno del ricorso sono palesemente prive di qualsiasi fondamento giuridico e in contrasto con la normativa o con l’interpretazione costante fornita dalla giurisprudenza, tanto da non richiedere un esame approfondito nel merito.
Perché il mancato riconoscimento del danno di speciale tenuità ha portato all’inammissibilità?
Perché il ricorrente ha basato il suo appello su argomentazioni che contraddicevano direttamente un orientamento consolidato della Corte di Cassazione. La Corte d’Appello aveva già applicato correttamente tale orientamento, rendendo il ricorso privo di basi legali valide.
Quali sono le conseguenze economiche di un ricorso dichiarato inammissibile in questo caso?
Il ricorrente è stato condannato a pagare sia le spese processuali sostenute per il giudizio in Cassazione, sia una somma aggiuntiva di 3.000 euro a titolo di sanzione, da versare alla Cassa delle ammende.
Testo del provvedimento
Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 44974 Anno 2023
Penale Ord. Sez. 7 Num. 44974 Anno 2023
Presidente: COGNOME NOME
Relatore: COGNOME
Data Udienza: 10/10/2023
ORDINANZA
sul ricorso proposto da:
NOME COGNOME nato a BOLOGNA DATA_NASCITA
avverso la sentenza del 24/11/2022 della CORTE APPELLO di BOLOGNA
dato avviso alle parti;
udita la relazione svolta dal Consigliere NOME COGNOME;
RITENUTO IN FATTO E CONSIDERATO IN DIRITTO
letto il ricorso di NOME COGNOME;
ritenuto che l’unico motivo di ricorso, con cui si deduce violazione di legge in ordine al mancato riconoscimento della circostanza attenuante del danno patrimoniale di speciale tenuità, è manifestamente infondato poiché prospetta enunciati ermeneutici in palese contrasto con il dato normativo e con il consolidato orientamento della giurisprudenza di legittimità (v. Sez. 2, n 50660 del 05/10/2017, Calvio, Rv. 271695), a cui si è correttamente conformata la Corte territoriale (cfr., pag. 2);
rilevato, pertanto, che il ricorso deve essere dichiarato inammissibile, con la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende.
P.Q.M.
dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende.
Così deciso, in data 10 ottobre 2023
Il Consiglier estensore
Il Presidente