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Danno di speciale tenuità e rapina: la Cassazione

La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di un imputato condannato per tentata rapina aggravata. La Corte ha stabilito che il nuovo termine di 40 giorni per la comparizione in appello (Riforma Cartabia) si applica solo ai ricorsi proposti dal 1° luglio 2024. Inoltre, ha negato l’attenuante per danno di speciale tenuità, sottolineando che nella rapina tentata la valutazione deve considerare sia il potenziale danno patrimoniale che la violenza sulla persona, e non si può presumere una lieve entità del danno quando l’oggetto è una borsa.

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Pubblicato il 20 gennaio 2026 in Diritto Penale, Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Danno di Speciale Tenuità: Quando si Applica alla Rapina Tentata?

La recente sentenza n. 28561/2024 della Corte di Cassazione offre importanti chiarimenti su due temi di grande attualità: l’applicazione temporale delle nuove norme procedurali introdotte dalla Riforma Cartabia e la concessione dell’attenuante per danno di speciale tenuità nel caso di rapina tentata. Questa pronuncia ribadisce principi fondamentali per la valutazione della gravità del reato, bilanciando l’offesa al patrimonio con quella alla persona.

I Fatti del Caso: Un Tentativo di Rapina e l’Appello in Cassazione

Il caso trae origine dalla condanna, confermata in appello, di un individuo per concorso in tentata rapina aggravata. La difesa ha presentato ricorso in Cassazione basandosi su due principali motivi. Il primo, di natura procedurale, lamentava la violazione del termine a comparire nel giudizio d’appello, sostenendo che dovesse essere applicato il nuovo termine di 40 giorni previsto dalla Riforma Cartabia, invece dei 20 giorni concessi. Il secondo motivo, di natura sostanziale, contestava il mancato riconoscimento della circostanza attenuante del danno di speciale tenuità, previsto dall’art. 62 n. 4 del codice penale. Secondo la difesa, poiché la vittima non aveva specificato il contenuto di valore della borsa oggetto del tentativo di rapina, il potenziale danno sarebbe stato minimo.

La Decisione della Corte di Cassazione

La Suprema Corte ha rigettato entrambi i motivi di ricorso, ritenendoli infondati. Vediamo nel dettaglio le argomentazioni per ciascun punto.

La Questione Procedurale: I Termini a Comparire della Riforma Cartabia

Sul primo punto, la Cassazione ha fatto riferimento a una recentissima pronuncia delle Sezioni Unite (27 giugno 2024), che ha risolto il contrasto giurisprudenziale sul tema. È stato stabilito che la nuova disciplina dell’art. 601 cod.proc.pen., che estende il termine a comparire da 20 a 40 giorni, si applica esclusivamente agli atti di impugnazione proposti a partire dal 1° luglio 2024. Poiché nel caso di specie l’appello era stato depositato nell’aprile 2022, la Corte ha concluso che correttamente era stato applicato il termine previgente di 20 giorni.

L’Attenuante del Danno di Speciale Tenuità nella Rapina Tentata

Il cuore della sentenza riguarda il secondo motivo. La Corte ha spiegato perché l’attenuante del danno di speciale tenuità non poteva essere concessa. La valutazione in casi di reati tentati come la rapina o l’estorsione deve essere complessiva. Non si può considerare solo il potenziale danno economico, ma bisogna tenere conto anche degli effetti lesivi derivanti dalla violenza o minaccia esercitata sulla vittima. La rapina è un reato plurioffensivo, che lede non solo il patrimonio ma anche la libertà e l’integrità fisica della persona. La Corte d’Appello, secondo i giudici di legittimità, aveva correttamente escluso la lieve entità del fatto considerandolo nel suo complesso.

Le Motivazioni della Sentenza

Le motivazioni della Corte si fondano su principi consolidati. Viene richiamata la giurisprudenza delle Sezioni Unite (sentenza Zonni, 2013), secondo cui l’attenuante del danno di speciale tenuità è applicabile al delitto tentato solo quando sia possibile desumere con certezza, tramite un giudizio ipotetico basato sulle modalità del fatto, che il danno patrimoniale sarebbe stato di minima rilevanza se il reato fosse stato portato a compimento.
Nel caso specifico, l’oggetto del tentativo di rapina era una borsa. La Corte ha ritenuto logica e corretta la valutazione del giudice di merito, secondo cui una borsa è destinata per sua natura alla custodia di mezzi di pagamento o altri oggetti di valore. Di conseguenza, non era possibile affermare con certezza che il danno sarebbe stato minimo, escludendo così la possibilità di concedere l’attenuante. Il giudizio della Corte d’Appello è stato ritenuto ampiamente giustificato e privo di illogicità, e quindi non sindacabile in sede di legittimità.

Conclusioni: Implicazioni Pratiche della Pronuncia

La sentenza consolida due importanti principi. Sul piano processuale, fornisce una data certa (1° luglio 2024) per l’applicazione dei nuovi termini a comparire in appello, garantendo uniformità interpretativa. Sul piano sostanziale, ribadisce che nei reati contro la persona e il patrimonio, come la rapina, la valutazione della gravità non può limitarsi a una sterile quantificazione economica. La violenza e la minaccia sono elementi centrali che devono essere ponderati, rendendo difficile, se non impossibile, il riconoscimento dell’attenuante del danno di speciale tenuità quando l’azione criminosa manifesta una significativa pericolosità e lesività per la vittima.

A partire da quando si applica il nuovo termine di 40 giorni per la comparizione in appello previsto dalla Riforma Cartabia?
Secondo una recente decisione delle Sezioni Unite della Cassazione, il nuovo termine di 40 giorni si applica esclusivamente agli atti di impugnazione proposti a far data dal 1° luglio 2024.

È possibile applicare l’attenuante del danno di speciale tenuità a un tentativo di rapina?
Sì, in linea teorica è possibile, ma solo a condizione che si possa desumere con assoluta certezza, dalle modalità del fatto e attraverso un giudizio ipotetico, che il danno patrimoniale, se il reato fosse stato completato, sarebbe stato di minima rilevanza.

Perché nel caso di un tentativo di furto di una borsa è stata negata l’attenuante del danno di speciale tenuità?
È stata negata perché, oltre a considerare la violenza intrinseca del reato di rapina, la Corte ha ritenuto che una borsa sia un oggetto tipicamente utilizzato per custodire denaro, carte di pagamento o altri beni di valore. Pertanto, non era possibile stabilire con certezza che il danno patrimoniale sarebbe stato minimo.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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