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Danno di particolare tenuità: quando non si applica

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per furto, che chiedeva l’applicazione della circostanza attenuante del danno di particolare tenuità. La Corte ha stabilito che la valutazione del danno non può limitarsi al solo valore del denaro sottratto, ma deve comprendere tutti i pregiudizi economici subiti dalla vittima, inclusi i danni materiali come la rottura di una porta e il valore del cassetto del registratore di cassa asportato.

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Pubblicato il 29 novembre 2025 in Diritto Penale, Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Danno di Particolare Tenuità: Quando il Danno va Oltre la Refurtiva

L’applicazione della circostanza attenuante del danno di particolare tenuità, prevista dall’articolo 62, n. 4 del codice penale, è spesso oggetto di dibattito nelle aule di giustizia. Questa norma permette una riduzione della pena quando il danno patrimoniale causato dal reato è di minima entità. Una recente ordinanza della Corte di Cassazione offre un importante chiarimento sui criteri di valutazione, stabilendo che il calcolo del danno non può essere limitato al solo valore degli oggetti sottratti, ma deve avere una visione complessiva del pregiudizio subito dalla vittima.

I Fatti del Caso: un Furto con Danni Aggiuntivi

Il caso esaminato dalla Suprema Corte riguarda un ricorso presentato da un individuo condannato in primo e secondo grado per furto aggravato. L’imputato, insieme a un complice, si era introdotto in un esercizio commerciale dopo aver forzato e rotto la porta a vetri d’ingresso. Una volta all’interno, i due avevano asportato il cassetto del registratore di cassa. L’unico motivo di ricorso in Cassazione si basava sulla mancata concessione dell’attenuante del danno di particolare tenuità, sostenendo che la somma di denaro contenuta nel cassetto fosse modesta.

La Valutazione del Danno di Particolare Tenuità secondo la Corte

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, dichiarandolo manifestamente infondato. Gli Ermellini hanno ribadito un principio consolidato in giurisprudenza: la circostanza attenuante in questione può essere applicata solo quando il danno patrimoniale è “pressoché irrilevante”. La valutazione di tale irrilevanza, tuttavia, non deve essere frammentaria.

Le Motivazioni della Decisione

La Corte ha specificato che il pregiudizio economico subito dalla parte offesa deve essere considerato nella sua totalità, come conseguenza diretta e immediata del reato. Nel caso di specie, il danno non poteva essere confinato al solo importo di denaro sottratto. A questo, infatti, si aggiungevano altri due elementi di pregiudizio economico:

1. Il costo per la riparazione della porta a vetri: l’effrazione rappresenta un danno materiale diretto, il cui valore economico deve essere sommato a quello della refurtiva.
2. Il valore del cassetto del registratore di cassa: anche questo oggetto, essendo stato asportato, costituisce una perdita economica per la vittima.

Di conseguenza, la somma di questi elementi (denaro, danno alla porta, valore del cassetto) porta a un pregiudizio complessivo che non può essere qualificato come “irrisorio” o di particolare tenuità. L’omessa motivazione della Corte d’Appello su questo punto è stata ritenuta irrilevante dalla Cassazione, poiché il motivo d’appello era già in origine inammissibile per la sua manifesta infondatezza.

Le Conclusioni: Implicazioni Pratiche

La decisione rafforza un’interpretazione rigorosa dell’attenuante del danno di particolare tenuità. Per ottenerne il riconoscimento, non è sufficiente che il valore della refurtiva sia esiguo; è necessario che l’intera azione criminosa non abbia prodotto ulteriori e significativi effetti pregiudizievoli per la vittima. La sentenza sottolinea inoltre le conseguenze di un ricorso palesemente infondato: l’imputato è stato condannato non solo al pagamento delle spese processuali, ma anche a versare una somma di tremila euro alla Cassa delle ammende, a causa della “colpa” nel proporre un’impugnazione priva di evidente fondamento.

Quando si applica la circostanza attenuante del danno di particolare tenuità?
Si applica solo quando il danno patrimoniale subito dalla parte offesa, considerato come conseguenza diretta e immediata del reato, è di valore economico pressoché irrilevante.

Nel calcolo del danno per un furto, si considera solo il valore della merce rubata?
No, la Corte di Cassazione chiarisce che il calcolo deve includere tutti gli effetti pregiudizievoli subiti dalla vittima, compresi i danni materiali causati per compiere il reato (es. l’effrazione di una porta) e il valore di altri oggetti sottratti (es. il registratore di cassa).

Cosa succede se un ricorso in Cassazione è ritenuto ‘manifestamente infondato’?
Il ricorso viene dichiarato inammissibile. Inoltre, il ricorrente può essere condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di una somma di denaro alla Cassa delle ammende, come sanzione per aver promosso un’impugnazione priva di evidente fondamento.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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