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Danneggiamento ambientale: stop alla pesca di datteri

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di tre imputati condannati per **danneggiamento ambientale** legato alla pesca illegale di datteri di mare. La difesa lamentava il mancato rinvio dell’udienza per astensione del difensore e l’assenza di prove dirette sulla distruzione del fondale. La Suprema Corte ha chiarito che, in regime di trattazione scritta, l’astensione non dà diritto al differimento se la presenza fisica non è obbligatoria. Inoltre, il possesso di datteri e martelletti costituisce prova logica della frantumazione della roccia marina, configurando pienamente il reato.

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Pubblicato il 2 aprile 2026 in Diritto Penale, Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Danneggiamento ambientale: la Cassazione sulla pesca di datteri

Il tema del danneggiamento ambientale torna al centro dell’attenzione della Suprema Corte con una sentenza che ribadisce la linea dura contro il prelievo illegale di specie protette. La decisione analizza il nesso inscindibile tra l’estrazione dei datteri di mare e la distruzione dell’ecosistema marino, confermando le condanne penali per i responsabili.

Il caso della pesca illegale e la prova del danno

La vicenda riguarda tre soggetti sorpresi a bordo di un gommone con un ingente quantitativo di datteri di mare occultati in un doppiofondo. Oltre al pescato, sono stati rinvenuti strumenti da scasso come martelletti e attrezzatura subacquea. La difesa ha contestato la condanna per danneggiamento ambientale, sostenendo che la semplice detenzione dei molluschi non provasse l’effettiva distruzione del fondale marino.

I giudici di legittimità hanno però respinto questa tesi. È stato infatti ribadito che l’estrazione del dattero di mare richiede necessariamente la frantumazione della roccia calcarea in cui il mollusco vive. Tale operazione, che avviene tramite l’uso di martelli, comporta un deterioramento irreversibile dell’habitat marino. Il possesso degli strumenti e del pescato fresco costituisce dunque una prova logica e schiacciante della condotta illecita.

Astensione del difensore e processi scritti

Un profilo procedurale di grande rilievo affrontato nella sentenza riguarda il diritto all’astensione degli avvocati. La difesa aveva richiesto il rinvio del processo a causa dell’adesione a uno sciopero nazionale della categoria. La Corte ha tuttavia confermato la legittimità del diniego opposto dai giudici di merito.

Secondo la Cassazione, quando il giudizio si svolge con rito a trattazione scritta (come previsto dalle normative emergenziali), non è prevista la presenza fisica del difensore. Di conseguenza, l’adesione all’astensione non configura un legittimo impedimento idoneo a bloccare il procedimento, poiché manca il presupposto della comparizione necessaria o obbligatoria in aula.

Le motivazioni

La Corte ha fondato la sua decisione sulla manifesta infondatezza dei motivi di ricorso. In primo luogo, ha evidenziato come la ricostruzione dei fatti operata nei gradi di merito fosse coerente e priva di vizi logici. Il rinvenimento dei datteri e dei martelletti è stato considerato un elemento fattuale insuperabile per dimostrare il danneggiamento ambientale.

In secondo luogo, la sentenza ha chiarito che la recidiva era stata correttamente contestata e motivata, tenendo conto della continuità dei precedenti penali degli imputati. La mancanza di specificità dei motivi d’appello su questo punto ha reso inammissibile ogni ulteriore doglianza in sede di legittimità.

Le conclusioni

Questa sentenza riafferma un principio fondamentale: la tutela dell’ambiente non richiede necessariamente la prova visiva dell’atto distruttivo se gli elementi circostanziali sono univoci. Il danneggiamento ambientale causato dalla pesca dei datteri è un fatto notorio che non necessita di ulteriori accertamenti tecnici quando gli strumenti del reato sono rinvenuti nella disponibilità dei soggetti. La decisione sottolinea inoltre l’efficienza del processo penale moderno, dove le garanzie difensive devono coordinarsi con le modalità di trattazione scritta previste dalla legge.

Cosa rischia chi viene trovato in possesso di datteri di mare?
Oltre alle sanzioni amministrative, si rischia una condanna penale per danneggiamento aggravato, poiché l’estrazione di questi molluschi comporta la distruzione della roccia marina.

L’avvocato può sempre ottenere il rinvio per sciopero?
No, nei procedimenti a trattazione scritta dove non è prevista la presenza fisica del difensore, l’adesione all’astensione non obbliga il giudice a rinviare l’udienza.

Come si prova il danno al fondale marino?
Il danno può essere provato indirettamente attraverso il possesso di strumenti come martelletti e il rinvenimento di molluschi appena pescati, che implicano necessariamente la frantumazione del fondale.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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