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Danneggiamento aggravato: quando è procedibile d’ufficio

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 48284/2023, ha chiarito che il reato di danneggiamento aggravato su cose esposte alla pubblica fede (come un’auto parcheggiata in strada) rimane procedibile d’ufficio anche dopo la Riforma Cartabia. Sebbene abbia accolto il ricorso del PM contro una decisione del Tribunale di Bergamo che richiedeva la querela, la Corte ha annullato la sentenza senza rinvio, dichiarando il reato estinto per prescrizione.

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Pubblicato il 23 febbraio 2026 in Diritto Penale, Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Danneggiamento aggravato e Riforma Cartabia: serve sempre la querela?

La recente Riforma Cartabia ha modificato il regime di procedibilità per molti reati, introducendo la necessità della querela di parte dove prima si procedeva d’ufficio. Tuttavia, la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 48284 del 2023, ha fatto chiarezza su un punto cruciale: il danneggiamento aggravato di cose esposte alla pubblica fede, come un’auto in sosta, resta perseguibile d’ufficio. Analizziamo questa importante pronuncia.

Il caso in esame: l’errore del Tribunale di Bergamo

Il procedimento nasce da un ricorso del Procuratore Generale di Brescia contro una sentenza del Tribunale di Bergamo. Quest’ultimo aveva dichiarato il non doversi procedere nei confronti di un imputato per i reati di danneggiamento di un’autovettura e minaccia continuata, a causa della mancanza di una querela da parte della persona offesa. Il Tribunale riteneva che, a seguito delle modifiche introdotte dal d.lgs. n. 150/2022 (Riforma Cartabia), anche questa specifica forma di danneggiamento aggravato fosse diventata procedibile solo su querela.

La disciplina del danneggiamento aggravato dopo la riforma

Il Procuratore ha contestato questa interpretazione, sostenendo che la modifica legislativa non avesse intaccato la procedibilità d’ufficio per il danneggiamento di cose esposte per necessità, consuetudine o destinazione alla pubblica fede. La Corte di Cassazione ha accolto pienamente questa tesi.
La Riforma Cartabia ha introdotto il quinto comma all’art. 635 del codice penale, stabilendo la regola della procedibilità a querela. Tuttavia, questa regola è espressamente limitata ai ‘casi previsti dal primo comma’, ovvero il danneggiamento commesso con violenza alla persona o con minaccia.
Per tutte le altre ipotesi di danneggiamento aggravato, contemplate dal secondo comma dell’art. 635 c.p. (che richiama le aggravanti dell’art. 625 c.p.), la procedibilità resta d’ufficio. Tra queste ipotesi rientra, appunto, quella prevista al n. 7 dell’art. 625: il fatto commesso su ‘cose esposte per necessità o per consuetudine o per destinazione alla pubblica fede’.

Le motivazioni della Corte

La Suprema Corte ha spiegato che la scelta del legislatore è logica e coerente. Le ipotesi del primo comma dell’art. 635 c.p. presentano un’offesa di natura prevalentemente patrimoniale e privatistica. Al contrario, le ipotesi contemplate nei commi successivi, come il danneggiamento di beni pubblici o di cose esposte alla pubblica fede, ledono anche un interesse pubblico alla sicurezza e all’integrità dei beni che si trovano in luoghi accessibili a tutti. Di qui l’opportunità di conservare la procedibilità d’ufficio, che consente allo Stato di perseguire il reato a prescindere dalla volontà della vittima.
Pertanto, il Tribunale di Bergamo ha commesso un errore di diritto nel ritenere necessaria la querela per un reato che, per sua natura, continua a essere perseguibile d’ufficio.

Le conclusioni: reato estinto per prescrizione, ma principio affermato

Nonostante l’accoglimento del ricorso del Procuratore, la Corte di Cassazione ha annullato la sentenza impugnata senza rinvio. La ragione è puramente procedurale: il reato, commesso nel dicembre 2015, si era nel frattempo estinto per prescrizione nel giugno 2023. Essendo trascorso il tempo massimo per poter perseguire penalmente l’imputato, sarebbe stato inutile rinviare il processo al Tribunale di Bergamo. La pronuncia resta però fondamentale per aver stabilito un principio di diritto chiaro: il danneggiamento di un’auto in sosta, o di qualsiasi altro bene esposto alla pubblica fede, è e rimane un reato procedibile d’ufficio.

Il reato di danneggiamento aggravato di un’auto parcheggiata in strada richiede la querela della vittima?
No. La Corte di Cassazione ha stabilito che il danneggiamento di ‘cose esposte per necessità o per consuetudine o per destinazione alla pubblica fede’, come un’automobile in sosta, rimane un reato procedibile d’ufficio anche dopo la Riforma Cartabia.

Quali tipi di danneggiamento sono diventati procedibili a querela con la Riforma Cartabia?
La procedibilità a querela è stata introdotta per le ipotesi previste dal primo comma dell’art. 635 del codice penale, cioè quando il danneggiamento è commesso con violenza alla persona o con minaccia, salvo specifiche eccezioni (es. vittima incapace).

Perché la Corte di Cassazione ha annullato la sentenza senza un nuovo processo, pur dando ragione all’accusa?
Perché, nel corso del procedimento, è maturato il termine di prescrizione del reato. Essendo trascorso il tempo massimo stabilito dalla legge (in questo caso, sette anni e sei mesi) dalla commissione del fatto, il reato si è estinto e non era più possibile procedere penalmente contro l’imputato.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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