Danneggiamento Aggravato: La Cassazione sulla Procedibilità d’Ufficio dopo la Riforma Cartabia
La recente ordinanza della Corte di Cassazione (n. 44781/2023) offre un importante chiarimento sulla disciplina del danneggiamento aggravato a seguito della Riforma Cartabia (d.lgs. n. 150/2022). La pronuncia riguarda il caso di un individuo condannato per aver danneggiato un’ambulanza e sottolinea come, per determinati beni, la tutela penale resti massima, con procedibilità d’ufficio.
I Fatti del Caso
Un soggetto veniva ritenuto responsabile, nei precedenti gradi di giudizio, del reato di danneggiamento per aver colpito il portellone e il cofano di un’autoambulanza in sosta sulla pubblica via. A seguito della condanna pronunciata dalla Corte d’Appello, l’imputato proponeva ricorso per Cassazione, basando la sua difesa principalmente su due motivi. Il primo, ritenuto manifestamente infondato dalla Suprema Corte, contestava la ricostruzione dei fatti. Il secondo, di maggiore interesse giuridico, verteva sulla procedibilità del reato alla luce delle recenti modifiche normative.
Il Cuore della Questione: Danneggiamento Aggravato e Riforma Cartabia
Il punto centrale del ricorso si basava sull’impatto del d.lgs. n. 150 del 2022, la cosiddetta Riforma Cartabia, che ha modificato il regime di procedibilità per il reato di danneggiamento previsto dall’art. 635 del codice penale. Secondo la tesi difensiva, la nuova normativa avrebbe esteso la procedibilità a querela di parte a tutte le fattispecie di danneggiamento. Di conseguenza, in assenza di una querela, l’azione penale non avrebbe dovuto essere esercitata.
La Corte di Cassazione ha rigettato categoricamente questa interpretazione, giudicandola manifestamente infondata. Gli Ermellini hanno fornito una lettura chiara e sistematica della norma, distinguendo nettamente tra le diverse ipotesi di reato.
Le Motivazioni della Decisione
La Suprema Corte ha motivato la sua decisione di inammissibilità del ricorso specificando che la Riforma Cartabia ha reso procedibile a querela di parte esclusivamente l’ipotesi di danneggiamento prevista dal primo comma dell’art. 635 c.p., ovvero quella relativa al fatto commesso con violenza alla persona o con minaccia. Questa fattispecie, spiegano i giudici, ha una natura spiccatamente patrimoniale e privatistica.
Al contrario, le ipotesi previste nei commi successivi, che costituiscono il danneggiamento aggravato, continuano a essere procedibili d’ufficio. Tra queste rientrano i casi di danneggiamento di beni pubblici o, come nel caso di specie, di beni di interesse o utilità pubblica. Danneggiare un’ambulanza non è un’offesa al solo patrimonio del proprietario, ma un’azione che lede l’intera collettività, mettendo a rischio un servizio essenziale.
A sostegno della propria interpretazione, la Corte ha richiamato la stessa relazione illustrativa al d.lgs. n. 150/2022, la quale chiarisce che l’intento del legislatore era proprio quello di conservare la procedibilità d’ufficio per i casi di danneggiamento di beni pubblici o di pubblica utilità, data l’opportunità di mantenere una tutela rafforzata per tali beni.
Conclusioni
Con questa ordinanza, la Corte di Cassazione conferma un principio fondamentale: la Riforma Cartabia, pur mirando a deflazionare il carico giudiziario, non ha indebolito la tutela penale dei beni che rivestono un interesse per la collettività. Il danneggiamento aggravato di un bene come un’ambulanza resta un reato grave, perseguito dallo Stato in modo automatico, senza necessità di un’istanza da parte della persona offesa. La decisione ha comportato la dichiarazione di inammissibilità del ricorso e la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria, riaffermando la solidità dell’impianto normativo a protezione del patrimonio pubblico.
Il danneggiamento di un’ambulanza è sempre procedibile d’ufficio?
Sì. Secondo la Corte di Cassazione, il danneggiamento di un’ambulanza, in quanto bene di pubblica utilità, rientra nelle ipotesi di danneggiamento aggravato e conserva la procedibilità d’ufficio anche dopo la Riforma Cartabia.
La Riforma Cartabia (d.lgs. 150/2022) ha reso tutti i reati di danneggiamento procedibili a querela?
No. La riforma ha introdotto la procedibilità a querela solo per l’ipotesi base di danneggiamento prevista dal primo comma dell’art. 635 c.p. (commesso con violenza alla persona o minaccia). Le ipotesi aggravate, come quelle che riguardano beni pubblici o di pubblica utilità, restano procedibili d’ufficio.
Cosa succede quando un ricorso in Cassazione viene dichiarato inammissibile?
Quando un ricorso è dichiarato inammissibile, la Corte non esamina il merito della questione. Il ricorrente viene condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di una somma di denaro alla cassa delle ammende, come sanzione per aver proposto un ricorso senza colpa nella determinazione della causa di inammissibilità.
Testo del provvedimento
Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 44781 Anno 2023
Penale Ord. Sez. 7 Num. 44781 Anno 2023
Presidente: COGNOME NOME
Relatore: COGNOME COGNOME
Data Udienza: 13/10/2023
ORDINANZA
sul ricorso proposto da:
COGNOME NOME NOME NOME MESAGNE il DATA_NASCITA
avverso la sentenza del 30/11/2022 della CORTE APPELLO di LECCE
dato avviso alle parti; udita la relazione svolta dal Consigliere COGNOME;
letto il ricorso proposto nell’interesse di NOME COGNOME avverso la sentenza i epigrafe;
esaminati gli atti e il provvedimento impugNOME;
ritenuto che il ricorso è inammissibile perché: a) il primo motivo è manifestamente infondato avendo la sentenza impugnata argomentato, con motivazione immune da vizi logici o giuridici, in ordine alla configurabilità del reato ascritto; b) parimenti manifestamente infondato secondo motivo di ricorso atteso che il d.lgs. n. 150 del 2022 ha previsto la procedibilità a quer di parte esclusivamente per le fattispecie previste dal primo comma dell’art. 635 cod. pen. mentre nel caso in esame l’imputato è stato ritenuto responsabile del reato previsto dal secondo comma della medesima norma, avendo danneggiato il portellone ed il cofano di un’autoambulanza in sosta sulla pubblica via;
considerato, infatti, che la stessa relazione illustrativa al d.lgs. n. 150 del 2022 ha ch che 1″intervento normativo ha reso procedibile a querela di parte il delitto di danneggiamento limitatamente all’ipotesi prevista dal primo comma dell’art. 635 (fatto commesso con violenza alla persona o con minaccia). Si precisa, infatti, che «mentre nel primo comma viene in riliev un’offesa di natura spiccatamente patrimoniale e privatistica, oltre che personal (violenza/minaccia), nei successivi commi dell’art. 635 c.p. vengono in rilievo ipotesi danneggiamento di beni pubblici o, comunque, di interesse o utilità pubblica. Di qui l’opportunit di conservare la procedibilità d’ufficio in tali casi.»
Ritenuto che all’inammissibilità del ricorso consegue la condanna del ricorrente a pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila da versare in favore della cassa delle ammende, non potendosi ritenere che lo stesso abbia proposto il ricorso senza versare in colpa nella determinazione della causa di inammissibilità (Corte cost. n. 186 del 2000)
P. Q. M.
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende.
Così deciso il 13 ottobre 2023
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Il Consigliere estensore
Il Presidente