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Coordinatore sicurezza: obblighi e prescrizione

Un coordinatore per la sicurezza è stato ritenuto responsabile per non aver sospeso i lavori in un cantiere reso pericoloso da lastre di ghiaccio. La Corte di Cassazione, pur confermando che il coordinatore sicurezza ha il dovere di intervenire in caso di pericolo grave e imminente, anche se non derivante da rischio interferenziale, ha annullato la sentenza di condanna. Il motivo è l’estinzione del reato per intervenuta prescrizione, essendo il ricorso risultato ammissibile.

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Pubblicato il 3 febbraio 2026 in Diritto Penale, Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Obblighi del Coordinatore Sicurezza e Prescrizione: Analisi della Sentenza 18040/2024

La figura del coordinatore sicurezza nei cantieri edili è cruciale per la prevenzione degli infortuni, ma quali sono i confini esatti della sua responsabilità? La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 18040/2024, offre chiarimenti fondamentali, pur concludendo il caso con una declaratoria di prescrizione. La decisione analizza il dovere del coordinatore di intervenire in presenza di un pericolo grave e imminente, anche quando questo non deriva da un classico rischio interferenziale. Esaminiamo i dettagli di questa importante pronuncia.

I Fatti: L’Omissione Contestata al Professionista

Il caso riguarda un coordinatore sicurezza sia in fase di progettazione che di esecuzione dei lavori presso un cantiere situato in una località montana. Al professionista veniva contestato di aver omesso di sospendere le attività lavorative nonostante le condizioni climatiche avverse e la presenza di pericolose lastre di ghiaccio sul percorso del cantiere. Questa omissione, secondo l’accusa, violava le norme sulla sicurezza sul lavoro, in particolare l’obbligo di sospendere i lavori in caso di pericolo grave e imminente.
Il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Como, in sede di giudizio abbreviato, aveva ritenuto il coordinatore responsabile del reato contestatogli.

I Motivi del Ricorso: La Difesa del Coordinatore Sicurezza

L’imputato, tramite il suo difensore, ha presentato ricorso in Cassazione basandosi su tre motivi principali:
1. Errata individuazione della posizione di garanzia: La difesa sosteneva che il ruolo del coordinatore sicurezza si attiva principalmente per gestire il “rischio interferenziale”, ovvero quello derivante dalla compresenza di più imprese. L’obbligo di vigilanza continua sulle singole attività, incluse quelle legate alle condizioni meteorologiche, spetterebbe invece al datore di lavoro dell’impresa esecutrice.
2. Violazione di legge: Secondo il ricorrente, il rischio specifico legato alla presenza di ghiaccio non costituiva un rischio interferenziale. Pertanto, non rientrava nell’ambito di intervento obbligatorio del coordinatore, ma era di esclusiva competenza del datore di lavoro.
3. Vizio di motivazione: Si lamentava che la sentenza di condanna si fosse basata acriticamente su passaggi di un’altra sentenza relativa a un diverso procedimento, violando il principio del ne bis in idem o, comunque, mancando di una motivazione autonoma.

La Decisione della Cassazione: Annullamento per Prescrizione del Reato

La Corte di Cassazione ha dichiarato estinto il reato per intervenuta prescrizione, maturata durante il corso del giudizio di legittimità. Tuttavia, prima di giungere a questa conclusione, la Corte ha dovuto valutare l’ammissibilità del ricorso. Poiché i motivi presentati non sono stati ritenuti manifestamente infondati, si è validamente instaurato il rapporto processuale, consentendo così di rilevare la causa di estinzione. La sentenza di condanna è stata quindi annullata senza rinvio.

Le Motivazioni

Il cuore della sentenza risiede nell’analisi dei doveri del coordinatore sicurezza. La Cassazione chiarisce che, sebbene il compito principale del coordinatore sia legato alla gestione dei rischi interferenziali e non implichi un controllo puntuale e costante di ogni singola lavorazione (demandato ad altre figure come il preposto o il datore di lavoro), la sua responsabilità non si esaurisce qui.
L’art. 92, comma 1, lett. f) del D.Lgs. 81/2008 impone al coordinatore l’obbligo di sospendere i lavori in caso di “pericolo grave e imminente”. La Corte sottolinea un punto cruciale: questo obbligo sussiste a prescindere dal fatto che il pericolo sia correlato a un rischio interferenziale. La norma, infatti, non pone tale limitazione. Di conseguenza, quando il coordinatore viene a conoscenza, o è in condizione di avvedersi, dell’esistenza di un pericolo con tali caratteristiche, deve attivarsi per sospendere le lavorazioni, indipendentemente dalla sua origine.
Nel caso specifico, la presenza di lastre di ghiaccio in un cantiere montano è stata correttamente qualificata dal giudice di merito come un pericolo grave e imminente, che imponeva l’intervento del coordinatore. La Corte ha inoltre ritenuto infondato il terzo motivo, specificando che il Tribunale aveva basato la sua decisione non solo sulla sentenza menzionata, ma anche e soprattutto sugli accertamenti autonomamente valutati dell’autorità sanitaria competente.

Le Conclusioni

La sentenza n. 18040/2024, pur concludendosi con un annullamento per prescrizione, ribadisce un principio di fondamentale importanza pratica per tutti i professionisti del settore. Il coordinatore sicurezza non può considerarsi esente da responsabilità di fronte a un pericolo grave e imminente solo perché questo non rientra strettamente nella categoria dei rischi da interferenza. La sua funzione di alta vigilanza si estende a tutte le situazioni di palese e immediato pericolo che possono essere riscontrate in cantiere. Questa interpretazione rafforza il ruolo del coordinatore come garante ultimo della sicurezza, imponendogli un dovere di intervento attivo e non delegabile ogni qualvolta la vita o l’incolumità dei lavoratori sia messa a serio rischio.

Qual è l’obbligo del coordinatore sicurezza in caso di pericolo grave e imminente?
Secondo la sentenza, il coordinatore per la sicurezza ha l’obbligo di sospendere le singole lavorazioni in caso di pericolo grave e imminente, direttamente riscontrato ed immediatamente percepibile, fino alla verifica degli adeguamenti necessari da parte delle imprese interessate.

La responsabilità del coordinatore sicurezza è limitata solo ai rischi interferenziali?
No. La Corte di Cassazione chiarisce che l’obbligo di intervenire in caso di pericolo grave e imminente, previsto dall’art. 92, comma 1, lett. f) del D.Lgs. 81/2008, non è correlato alla natura del rischio interferenziale. Il coordinatore deve agire a prescindere dal fatto che il pericolo derivi o meno dalla compresenza di più imprese.

Cosa succede se un reato si prescrive durante il ricorso in Cassazione?
Se il ricorso non è inammissibile (cioè, se i motivi non sono manifestamente infondati), la Corte di Cassazione deve dichiarare l’estinzione del reato per prescrizione. Questo comporta l’annullamento senza rinvio della sentenza di condanna impugnata.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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