Continuazione tra Reati: I Criteri della Cassazione per Escluderla
Il concetto di continuazione tra reati è un istituto fondamentale del nostro diritto penale, che consente di mitigare il trattamento sanzionatorio quando più crimini sono riconducibili a un unico progetto. Tuttavia, la sua applicazione non è automatica e richiede una rigorosa valutazione degli elementi di fatto. Una recente ordinanza della Corte di Cassazione chiarisce quali sono i criteri per negare questo beneficio, distinguendo un piano criminale unitario da una mera inclinazione a delinquere.
I Fatti del Caso: Due Reati Distinti
Il caso esaminato dalla Suprema Corte riguarda un ricorso presentato da un individuo condannato per due reati commessi a breve distanza di tempo ma con modalità e contesti molto diversi.
1. Primo episodio (Salerno, giugno 2019): Insieme a un complice, l’imputato aveva scassinato una slot machine all’interno di una sala bingo.
2. Secondo episodio (Milano, luglio 2019): Con un gruppo più numeroso di correi, aveva forzato il bloccasterzo di un motorino parcheggiato sulla pubblica via.
L’imputato sosteneva che i due episodi fossero legati da un unico disegno criminoso e, pertanto, chiedeva l’applicazione della disciplina della continuazione.
La Decisione della Corte di Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la decisione del Tribunale di Salerno. Secondo gli Ermellini, le censure sollevate erano manifestamente infondate e riproducevano argomenti già correttamente disattesi nel precedente grado di giudizio. La Corte ha stabilito che non vi erano elementi sufficienti per configurare l’unicità del disegno criminoso richiesta per la continuazione tra reati.
Le Motivazioni: Perché la Continuazione tra Reati è Stata Esclusa?
La decisione si fonda su un’analisi dettagliata delle differenze sostanziali tra i due episodi delittuosi. Questi elementi, considerati nel loro insieme, hanno portato i giudici a escludere che il secondo reato fosse stato programmato e deliberato insieme al primo.
Diversità di Contesto e Modalità Operative
La Corte ha evidenziato le seguenti divergenze cruciali:
* Contesto territoriale: I reati sono stati commessi in due città diverse e distanti (Salerno e Milano).
* Modalità operative: Il primo reato consisteva nello scassinare una slot machine (un’azione mirata a un bene specifico in un luogo chiuso), mentre il secondo riguardava la forzatura di un veicolo sulla pubblica via.
* Organizzazione: Il primo fatto è stato compiuto da due persone, mentre il secondo ha visto il coinvolgimento di un gruppo più ampio con una diversa ripartizione dei compiti.
* Oggetto del reato e vittime: Gli obiettivi (denaro da una macchina da gioco vs. un motorino) e le persone offese erano completamente diversi.
Mancanza di un Progetto Unitario
Secondo la Corte, l’assenza di un qualsiasi collegamento logico o fattuale tra i due avvenimenti impedisce di presupporre l’esistenza di un progetto criminoso unitario. I giudici hanno ritenuto che le condotte non fossero tappe di un piano prestabilito, ma piuttosto manifestazioni di una generica inclinazione dell’imputato a commettere reati, reiterate in occasioni diverse e non programmate.
Le Conclusioni: Criteri Rigorosi per il “Medesimo Disegno Criminoso”
Questa ordinanza ribadisce un principio consolidato: per il riconoscimento della continuazione tra reati, non basta la vicinanza temporale o una generica omogeneità delle violazioni. È necessario dimostrare, con elementi concreti, che l’agente abbia concepito fin dall’inizio un piano unitario che comprendesse la commissione di tutti i reati. In assenza di tale prova, le diverse condotte vengono considerate come episodi distinti, espressione di una tendenza a delinquere piuttosto che di una singola deliberazione criminosa. La decisione comporta, per il ricorrente, non solo la conferma della pena ma anche la condanna al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende.
Quando si può parlare di “continuazione tra reati”?
Secondo la legge, si ha continuazione quando più reati sono commessi in esecuzione di un “medesimo disegno criminoso”, ovvero quando sono stati programmati e deliberati come parte di un unico piano prima della commissione del primo reato.
Perché la Corte ha escluso la continuazione nel caso specifico?
La Corte l’ha esclusa perché i due reati presentavano troppe differenze: erano avvenuti in città diverse (Salerno e Milano), con modalità operative distinte (scasso di slot machine vs. furto di motorino), con un numero differente di complici e contro vittime diverse. Mancava un collegamento che potesse farli rientrare in un unico progetto.
Cosa succede quando un ricorso in Cassazione viene dichiarato inammissibile?
Quando un ricorso è dichiarato inammissibile, come in questo caso, la Corte non esamina il merito della questione. Il ricorrente viene condannato al pagamento delle spese processuali e, salvo casi di esonero, al versamento di una sanzione pecuniaria alla Cassa delle ammende.
Testo del provvedimento
Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 43502 Anno 2024
Penale Ord. Sez. 7 Num. 43502 Anno 2024
Presidente: FIORDALISI DOMENICO
Relatore: COGNOME
Data Udienza: 24/10/2024
ORDINANZA
sul ricorso proposto da:
COGNOME NOME nato a SALERNO il DATA_NASCITA
avverso l’ordinanza del 13/06/2024 del TRIBUNALE di SALERNO
dato avviso alle parti; udita la relazione svolta dal Consigliere COGNOME;
Rilevato in fatto e considerato in diritto
Rilevato che sono inammissibili le censure dedotte nel ricorso di NOME COGNOME nel quale il difensore si duole della violazione di legge, lamentando che l’ordinanza emessa nei confronti del suddetto ha trascurato gli indici rivelatori dell’unicità de disegno criminoso a fondamento delle condotte delittuose poste in essere – perché manifestamente infondate.
Considerato che dette censure sono, altresì, riproduttive di profili di censura già adeguatamente vagliati e disattesi con corretti argomenti giuridici dal Tribunale di Salerno nel provvedimento impugnato. In esso, invero, si evidenzia, con riguardo alla richiesta continuazione, relativa ai reati di cui a due sentenze esecutive, che: – al di là dell’omogeneità e del breve arco di tempo intercorrente tra le condotte, divergono i contesti territoriali in cui queste sono avvenute (a Salerno il primo episodio nel giugno 2019 e a Milano il secondo nel luglio 2019) e le modalità operative dei fatti, sia in ordine al bene oggetto dell’apprensione sia in relazione ai luoghi in cui l’imputato agiva (scassinando una slot machine di una sala bingo nel primo caso; forzando il bloccasterzo di un motorino sulla pubblica via nel secondo); – differente è anche la concreta organizzazione dei ruoli (essendoci stato nel secondo episodio un numero elevato di correi coinvolti con attribuzione di competenze diverse rispetto al primo che è stato posto in essere unicamente da due persone); – considerando anche che diverse sono le persone offese dai reati, non risulta evidenziabile alcun collegamento tra i diversi avvenimenti delittuosi tale da far presupporre che il ricorrente al momento della prima violazione avesse già deliberato di commettere il successivo fatto; – piuttosto le condotte poste in essere sembrano indici di una generale inclinazione di COGNOME alla reiterazione di condotte illecite. Corte di Cassazione – copia non ufficiale
Osservato, pertanto, che il ricorso deve essere dichiarato inammissibile, con conseguente condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e, non ricorrendo ipotesi di esonero, al versamento di una somma alla Cassa delle ammende, determinabile in tremila euro, ai sensi dell’art. 616 cod. proc. pen.
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende. Così deciso in Roma, il 24 ottobre 2024.