LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Confisca profitto reato: obbligatoria nel patteggiamento

Un’imprenditrice ha ottenuto un finanziamento COVID illecitamente e ha patteggiato la pena. Il giudice, però, ha omesso di disporre la confisca del profitto del reato. La Procura ha fatto ricorso e la Corte di Cassazione ha annullato la sentenza sul punto, stabilendo che la confisca del profitto è un atto dovuto e obbligatorio anche in caso di patteggiamento, rinviando il caso al giudice di primo grado per una nuova valutazione.

Prenota un appuntamento

Per una consulenza legale o per valutare una possibile strategia difensiva prenota un appuntamento.

La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza.

02.37901052
8:00 – 20:00
(Lun - Sab)
Pubblicato il 6 febbraio 2026 in Diritto Penale, Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Confisca Profitto Reato: La Cassazione ne Ribadisce l’Obbligatorietà anche nel Patteggiamento

Una recente sentenza della Corte di Cassazione (n. 16971/2024) ha riaffermato un principio cruciale nel diritto penale dell’economia: la confisca profitto reato è una misura obbligatoria anche quando si definisce il procedimento con un’applicazione della pena su richiesta delle parti, comunemente nota come ‘patteggiamento’. Questa decisione chiarisce che l’accordo tra accusa e difesa non può escludere l’applicazione di una misura di sicurezza patrimoniale imposta dalla legge per ristabilire l’ordine economico violato.

I Fatti del Caso: Un Finanziamento COVID Controverso

Il caso ha origine dalla condotta di un’imprenditrice che, durante l’emergenza epidemiologica da COVID-19, aveva presentato un’istanza al Fondo di Garanzia per le PMI. Attraverso questa richiesta, aveva ottenuto un finanziamento di 25.000 euro, omettendo di rispettare le normative che definivano lo ‘status’ di impresa ‘in difficoltà’.

Per questo illecito, qualificabile come indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato (art. 316-ter c.p.), l’imputata aveva concordato con la Procura una pena pecuniaria di seimila euro di multa, ratificata dal Giudice per l’udienza preliminare. Tuttavia, nella sentenza di patteggiamento, il giudice aveva omesso di disporre la confisca dei 25.000 euro, ovvero il profitto diretto del reato commesso.

La Decisione della Cassazione: Perché la Confisca Profitto Reato è Obbligatoria

La Procura Generale ha impugnato la sentenza dinanzi alla Corte di Cassazione, lamentando proprio la mancata statuizione sulla confisca, prevista come obbligatoria dall’art. 322-ter del codice penale per questa tipologia di delitti. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, annullando la sentenza limitatamente a questo punto e rinviando gli atti al giudice di primo grado per un nuovo esame.

Le Motivazioni Giuridiche della Corte

La Corte ha basato la sua decisione su principi consolidati. In primo luogo, ha richiamato una precedente pronuncia delle Sezioni Unite (sentenza Savin, n. 21368/2020), la quale ha stabilito che il ricorso per cassazione contro una sentenza di patteggiamento è sempre ammissibile quando riguarda misure di sicurezza, come la confisca, che non hanno formato oggetto dell’accordo tra le parti. L’accordo tra accusa e difesa, infatti, riguarda solo la pena, non le misure accessorie imposte per legge.

In secondo luogo, e questo è il cuore della decisione, l’art. 322-ter c.p. è inequivocabile: in caso di condanna o patteggiamento per reati contro la Pubblica Amministrazione, come l’indebita percezione di fondi pubblici, ‘è sempre ordinata la confisca dei beni che ne costituiscono il profitto o il prezzo’. L’uso del verbo ‘è sempre ordinata’ non lascia spazio a discrezionalità da parte del giudice. Si tratta di un provvedimento obbligatorio e automatico.

Il profitto, in questo caso, era chiaramente identificabile nella somma di denaro di 25.000 euro erogata, un ‘profitto accrescitivo’ che ha aumentato il patrimonio dell’imputata. Pertanto, il giudice del patteggiamento avrebbe dovuto obbligatoriamente disporne la confisca diretta. La Corte ha precisato che la confisca deve essere disposta anche in assenza di un preventivo sequestro dei beni.

Le Conclusioni e le Implicazioni Pratiche

Questa sentenza rafforza il principio secondo cui la lotta ai reati economici passa anche e soprattutto attraverso l’ablazione dei vantaggi illecitamente conseguiti. La confisca profitto reato non è una sanzione accessoria negoziabile, ma un meccanismo essenziale per ripristinare la legalità e privare l’autore del reato dei frutti della sua condotta.

L’annullamento con rinvio significa che il giudice di primo grado dovrà ora riconsiderare il caso, ma solo per decidere sulle modalità della confisca. Interessante notare che la Cassazione ha anche disposto che il giudice di merito dovrà valutare la documentazione prodotta dalla difesa, che attesterebbe la restituzione del finanziamento in data successiva alla sentenza. Questo aspetto potrebbe incidere sulla concreta applicazione della misura, ma non sull’obbligo originario del giudice di disporla.

È obbligatoria la confisca del profitto del reato in caso di patteggiamento per indebita percezione di erogazioni pubbliche?
Sì, la sentenza afferma che la disposizione dell’art. 322-ter del codice penale è chiara nell’imporre che la confisca sia ‘sempre ordinata’ in caso di applicazione della pena su richiesta delle parti per questo tipo di reato, rendendola un provvedimento obbligatorio e non discrezionale per il giudice.

Può la Procura ricorrere in Cassazione contro una sentenza di patteggiamento per la mancata applicazione della confisca?
Sì. La Corte di Cassazione, richiamando una pronuncia delle Sezioni Unite, ha confermato che il ricorso è ammissibile per le misure di sicurezza, sia personali che patrimoniali (come la confisca), che non hanno formato oggetto dell’accordo tra le parti nel patteggiamento.

Cosa succede se l’imputato ha restituito le somme ottenute illecitamente dopo la sentenza di primo grado?
La sentenza della Cassazione rimette al giudice del rinvio la valutazione della documentazione prodotta dalla difesa che attesta la restituzione dell’importo. Sebbene la confisca fosse obbligatoria al momento della prima sentenza, la successiva restituzione sarà un elemento che il nuovo giudice dovrà considerare nel suo esame.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

Desideri approfondire l'argomento ed avere una consulenza legale?

Prenota un appuntamento. La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza / conerence call e si svolge in tre fasi.

Prima dell'appuntamento: analisi del caso prospettato. Si tratta della fase più delicata, perché dalla esatta comprensione del caso sottoposto dipendono il corretto inquadramento giuridico dello stesso, la ricerca del materiale e la soluzione finale.

Durante l’appuntamento: disponibilità all’ascolto e capacità a tenere distinti i dati essenziali del caso dalle componenti psicologiche ed emozionali.

Al termine dell’appuntamento: ti verranno forniti gli elementi di valutazione necessari e i suggerimenti opportuni al fine di porre in essere azioni consapevoli a seguito di un apprezzamento riflessivo di rischi e vantaggi. Il contenuto della prestazione di consulenza stragiudiziale comprende, difatti, il preciso dovere di informare compiutamente il cliente di ogni rischio di causa. A detto obbligo di informazione, si accompagnano specifici doveri di dissuasione e di sollecitazione.

Il costo della consulenza legale è di € 150,00.
02.37901052
8:00 – 20:00 (Lun - Sab)

Articoli correlati