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Confisca per equivalente e reati prescritti

La Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio le statuizioni relative alla Confisca per equivalente applicata a reati dichiarati prescritti. Il caso riguardava una complessa truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche e reati tributari. La Suprema Corte ha stabilito che l’art. 578-bis c.p.p., che consente la confisca anche in presenza di prescrizione, non può essere applicato retroattivamente a fatti commessi prima della sua entrata in vigore nel 2018, data la natura sanzionatoria della misura. Inoltre, è stato chiarito che il momento consumativo della truffa pubblica coincide con la rendicontazione finale, momento in cui il danno per l’ente erogatore diventa definitivo.

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Pubblicato il 29 marzo 2026 in Diritto Penale, Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Confisca per equivalente: i limiti della retroattività

La gestione delle misure patrimoniali nel processo penale rappresenta una delle sfide più complesse per il diritto moderno. Recentemente, la Suprema Corte si è pronunciata su un caso di estrema rilevanza riguardante la Confisca per equivalente applicata a reati ormai estinti per decorso del tempo. La questione centrale ruota attorno alla possibilità di mantenere il vincolo sui beni quando il reato è prescritto, specialmente per fatti avvenuti prima delle riforme legislative del 2018.

Il caso e la Confisca per equivalente

La vicenda trae origine da una serie di contestazioni per truffa aggravata finalizzata all’ottenimento di finanziamenti regionali e vari illeciti tributari. Gli imputati erano stati condannati in primo grado, ma in appello molti reati sono stati dichiarati prescritti. Nonostante l’estinzione del reato, i giudici di merito avevano confermato la Confisca per equivalente del profitto illecito, basandosi sull’articolo 578-bis del codice di procedura penale. Questa norma, introdotta nel 2018, permette infatti al giudice di disporre la confisca anche quando dichiara l’estinzione del reato per prescrizione, purché sia stata accertata la responsabilità dell’imputato.

Il momento consumativo della truffa

Un punto fondamentale del dibattito ha riguardato l’individuazione del momento in cui il reato di truffa per erogazioni pubbliche può dirsi concluso. La difesa sosteneva che la prescrizione fosse maturata molto prima, calcolando il tempo dai singoli versamenti dei finanziamenti. Tuttavia, la Corte ha confermato che, in presenza di un obbligo di rendicontazione, il reato si consuma solo con la presentazione del rendiconto finale. È in quel momento che l’ente pubblico perde definitivamente il controllo sulle somme e il danno patrimoniale si cristallizza.

La decisione della Cassazione sulla Confisca per equivalente

La Suprema Corte ha accolto i ricorsi limitatamente alla questione della Confisca per equivalente. Il principio cardine espresso dai giudici di legittimità riguarda il divieto di retroattività della legge penale più sfavorevole. Poiché la confisca per equivalente ha una natura prettamente sanzionatoria e afflittiva, equiparabile a una vera e propria pena, non può essere applicata a fatti commessi prima dell’entrata in vigore della norma che ne consente l’irrogazione in caso di prescrizione.

Le motivazioni

Le motivazioni della sentenza si fondano sulla sentenza delle Sezioni Unite n. 4145/2022. I giudici hanno chiarito che l’art. 578-bis c.p.p. ha natura sostanziale. Di conseguenza, per tutti i reati commessi prima del marzo 2018, se interviene la prescrizione, la Confisca per equivalente non può essere mantenuta. La Corte ha inoltre sottolineato che la responsabilità dell’amministratore di fatto è configurabile ogni qualvolta vi sia un esercizio continuativo di poteri gestori, ma ciò non basta a superare il limite invalicabile del principio di legalità e irretroattività delle sanzioni.

Le conclusioni

Le conclusioni della Corte portano all’annullamento senza rinvio delle confische per tutti i reati prescritti commessi prima della riforma. Questo provvedimento ribadisce che la tutela del patrimonio dello Stato non può avvenire a scapito dei principi costituzionali. Per i cittadini e le imprese, questa sentenza rappresenta una garanzia fondamentale: le misure sanzionatorie devono essere prevedibili e non possono colpire retroattivamente condotte passate, anche laddove l’accertamento del fatto illecito sia stato compiuto dai giudici di merito.

Si può applicare la confisca se il reato è prescritto?
La confisca per equivalente può essere mantenuta solo per reati commessi dopo l’entrata in vigore dell’art. 578-bis c.p.p. nel 2018. Per i fatti antecedenti, la natura sanzionatoria della misura ne impedisce l’applicazione retroattiva in caso di prescrizione.

Quando si considera consumata una truffa per finanziamenti pubblici?
Il reato si considera consumato al momento della rendicontazione finale e non al momento dell’erogazione delle singole tranches. Solo con il rendiconto il trasferimento del profitto illecito diventa definitivo e il danno per l’ente pubblico si consolida.

Qual è la responsabilità dell’amministratore di fatto nei reati tributari?
L’amministratore di fatto risponde dei reati tributari se esercita in modo continuativo e significativo i poteri di gestione societaria. La sua posizione è equiparata a quella dell’amministratore di diritto ai fini della responsabilità penale.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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