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Confisca obbligatoria e patteggiamento: il ricorso del PM

La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di patteggiamento per un reato tributario perché il giudice non aveva disposto la confisca obbligatoria del profitto. Il ricorso del Pubblico Ministero è stato accolto, sottolineando che l’omessa statuizione sulla confisca costituisce un’illegalità della pena, anche in caso di accordo tra le parti.

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Pubblicato il 19 febbraio 2026 in Diritto Penale, Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Confisca Obbligatoria: Perché il Patteggiamento Non Basta

Una recente sentenza della Corte di Cassazione, la n. 44657 del 2023, ha riaffermato un principio fondamentale in materia di reati tributari: l’applicazione della confisca obbligatoria del profitto del reato è un atto dovuto, che non può essere omesso nemmeno in caso di patteggiamento. Questo caso evidenzia come l’accordo sulla pena tra accusa e difesa non possa derogare a statuizioni patrimoniali imposte dalla legge, considerate parte integrante della sanzione.

Il Caso: Patteggiamento per Reato Tributario senza Confisca

Il procedimento nasce da una sentenza di patteggiamento emessa dal Tribunale di merito nei confronti di un imputato per il reato di omesso versamento di ritenute dovute, previsto dall’art. 10 bis del D.Lgs. 74/2000, per l’anno d’imposta 2014. All’imputato era stata applicata una pena di 4 mesi di reclusione, convertita in una multa di 30.000 euro.

Tuttavia, nella sentenza di applicazione della pena, il giudice aveva omesso di disporre la confisca, diretta o per equivalente, delle somme costituenti il profitto del reato.

Il ricorso del Pubblico Ministero

Ritenendo tale omissione un errore di diritto, il Procuratore Generale presso la Corte d’Appello ha proposto ricorso per cassazione. Il motivo del ricorso era chiaro: la mancata applicazione della confisca, prevista come obbligatoria dalla legge, configurava una vera e propria illegalità della pena, rendendo la sentenza viziata.

La Decisione della Cassazione sulla confisca obbligatoria

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato e ha annullato la sentenza impugnata, ma solo limitatamente alla parte relativa all’omessa confisca. Il caso è stato quindi rinviato al Tribunale per un nuovo giudizio su questo specifico punto.

L’illegalità della pena per omessa statuizione

I giudici di legittimità hanno ribadito che il Pubblico Ministero è legittimato a impugnare una sentenza di patteggiamento quando l’omissione di una statuizione obbligatoria per legge, come la confisca in materia di reati tributari, determina un’illegalità della pena. Non si tratta di un errore di calcolo, ma di una componente sanzionatoria che il giudice non ha la discrezionalità di escludere.

Irrevocabilità parziale della sentenza

Un aspetto cruciale della decisione è che l’annullamento è solo parziale. Ai sensi dell’art. 624, comma 2, del codice di procedura penale, l’accertamento della responsabilità penale dell’imputato e la pena patteggiata sono diventati irrevocabili. Il nuovo giudizio avrà quindi il solo scopo di determinare l’ammontare esatto del profitto del reato e disporre la relativa confisca.

Le Motivazioni della Corte

La Corte ha motivato la sua decisione richiamando la normativa specifica e la giurisprudenza consolidata. L’articolo 12-bis del D.Lgs. 74/2000 prevede espressamente la confisca obbligatoria, anche per equivalente, per il reato contestato. La Corte ha precisato che tale misura deve essere disposta anche in assenza di un sequestro preventivo in corso. Sebbene il fatto fosse stato commesso prima dell’entrata in vigore dell’art. 12-bis, la confisca era comunque applicabile grazie al rinvio operato dalla Legge n. 244/2007 all’art. 322-ter del codice penale. L’omissione di questa misura, pertanto, non è una mera dimenticanza, ma una violazione di legge che incide sulla legalità complessiva della sanzione penale.

Le Conclusioni

Questa sentenza invia un messaggio chiaro: il patteggiamento non può essere utilizzato per eludere le conseguenze patrimoniali dei reati tributari. La confisca obbligatoria è una misura inderogabile volta a ripristinare l’ordine economico violato, privando il reo dei vantaggi economici illecitamente conseguiti. La decisione della Cassazione assicura che questo principio venga rispettato, garantendo che l’accordo sulla pena non si traduca in uno sconto ingiustificato sulle sanzioni patrimoniali e riaffermando la centralità del recupero delle somme sottratte all’erario.

È possibile per il Pubblico Ministero ricorrere in Cassazione contro una sentenza di patteggiamento?
Sì, la sentenza stabilisce che il Pubblico Ministero può ricorrere contro una sentenza di patteggiamento quando viene omessa l’applicazione di una misura obbligatoria per legge, come la confisca, poiché tale omissione configura un’illegalità della pena.

La confisca del profitto del reato tributario è sempre obbligatoria anche in caso di patteggiamento?
Sì, la Corte di Cassazione ha confermato che la confisca, anche per equivalente, del profitto del reato è una statuizione che deve essere obbligatoriamente disposta, anche in assenza di un sequestro preventivo e anche nel contesto di una sentenza di applicazione della pena su richiesta delle parti (patteggiamento).

Cosa succede dopo che la Cassazione annulla una sentenza di patteggiamento solo per l’omessa confisca?
La sentenza viene annullata limitatamente al punto dell’omessa confisca e il caso viene rinviato al Tribunale di merito per un nuovo giudizio su quel solo aspetto. Tutte le altre parti della sentenza, come l’accertamento della responsabilità e la pena concordata, diventano irrevocabili e non possono più essere messe in discussione.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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