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Confisca allargata: nuove regole per i reati lievi

La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità della confisca allargata applicata a un soggetto condannato per spaccio di lieve entità. Nonostante in passato tale misura fosse esclusa per i reati minori, la riforma legislativa del 2023 ha esteso l’applicabilità dell’articolo 85-bis d.P.R. 309/1990 anche a queste fattispecie. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile poiché il fatto, avvenuto nel 2025, ricade pienamente sotto la nuova normativa che autorizza il sequestro di beni ingiustificati anche per i piccoli spacciatori.

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Pubblicato il 23 marzo 2026 in Diritto Penale, Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Confisca allargata: la Cassazione conferma l’estensione ai reati lievi

La confisca allargata rappresenta uno degli strumenti più incisivi nel contrasto ai patrimoni illeciti. Recentemente, la Corte di Cassazione ha chiarito come questa misura possa essere applicata anche in casi di spaccio di lieve entità, segnando un punto di svolta rispetto alla prassi precedente e consolidando l’orientamento post-riforma del 2023.

Il caso e la contestazione difensiva

Un imputato ha presentato ricorso contro una sentenza del Tribunale che disponeva la confisca di somme di denaro ritenute ingiustificate. La difesa sosteneva che, trattandosi di un reato di lieve entità ai sensi dell’articolo 73, comma 5 del d.P.R. 309/1990, la confisca allargata non potesse essere applicata. Secondo la tesi difensiva, la norma originaria escludeva espressamente le fattispecie minori dal perimetro delle misure patrimoniali più severe, limitandole ai casi di narcotraffico più gravi.

La decisione della Corte di Cassazione

La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando il provvedimento di sequestro. I giudici hanno rilevato che il quadro normativo è mutato radicalmente nel 2023. Poiché il reato in esame è stato commesso nel 2025, si applica la legge vigente al momento del fatto, che ha rimosso i limiti precedentemente esistenti per l’applicazione della confisca allargata. La Corte ha dunque ribadito che la sproporzione patrimoniale può essere sanzionata indipendentemente dalla gravità del singolo episodio di spaccio, purché sussista una condanna.

Le motivazioni

Le motivazioni della sentenza si fondano sull’analisi del D.L. 123/2023, convertito dalla Legge 159/2023. Questa riforma ha modificato l’articolo 85-bis del Testo Unico Stupefacenti, eliminando l’inciso che escludeva i reati di lieve entità dall’applicazione dell’articolo 240-bis del codice penale. Di conseguenza, la confisca allargata per sproporzione è ora pienamente legittima anche per chi viene condannato per piccoli traffici di droga. La Corte ha sottolineato che la giurisprudenza citata dal ricorrente non era più attuale, in quanto riferita a una versione della norma ormai superata dal legislatore per rafforzare il contrasto economico alla criminalità.

Le conclusioni

In conclusione, la sentenza ribadisce l’inasprimento delle misure patrimoniali nel settore degli stupefacenti. Non esiste più una zona franca per i reati minori: se il condannato possiede beni di valore sproporzionato e non ne giustifica la provenienza, lo Stato può procedere al sequestro. Questa interpretazione rafforza l’efficacia preventiva della norma, colpendo direttamente la convenienza economica del reato. Le implicazioni pratiche sono chiare: ogni condanna per droga, anche lieve, espone ora l’intero patrimonio del soggetto a verifiche fiscali e potenziali confische.

La confisca allargata si applica anche ai piccoli spacciatori?
Sì, a seguito della riforma del 2023, la legge permette di sequestrare beni sproporzionati al reddito anche per i reati di lieve entità legati agli stupefacenti.

Cosa succede se il reato è stato commesso prima della riforma del 2023?
In base al principio del tempo del reato, le nuove norme sulla confisca si applicano solo ai fatti commessi dopo l’entrata in vigore della legge del 2023.

Quali sono le conseguenze di un ricorso dichiarato inammissibile?
Oltre al rigetto delle richieste, il ricorrente viene condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria in favore della Cassa delle ammende.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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