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Confisca allargata e giustificazione con evasione

La Corte di Cassazione ha annullato con rinvio un’ordinanza del Tribunale del Riesame riguardante un sequestro preventivo finalizzato alla confisca allargata. Il nodo centrale della vicenda riguarda la possibilità per l’indagato di giustificare la sproporzione patrimoniale attraverso proventi derivanti da evasione fiscale. Sebbene la legge del 2017 vieti tale giustificazione, le Sezioni Unite hanno recentemente individuato una specifica finestra temporale (2014-2017) in cui tale divieto non opera retroattivamente. La mancanza di un accertamento temporale preciso sull’acquisto dei beni ha reso necessaria una nuova valutazione nel merito.

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Pubblicato il 27 marzo 2026 in Diritto Penale, Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Confisca allargata: la giustificazione con evasione fiscale

Il tema della confisca allargata rappresenta uno dei pilastri della lotta alla criminalità economica, ma pone complessi interrogativi sulla tutela del patrimonio e sulla retroattività delle norme. Una recente sentenza della Corte di Cassazione chiarisce i limiti entro cui un indagato può giustificare il possesso di beni sproporzionati rispetto al reddito, specialmente quando tali somme derivano da proventi non dichiarati al fisco.

I fatti e il contesto del sequestro

La vicenda trae origine da un decreto di sequestro preventivo emesso nei confronti di un soggetto indagato per reati gravi, tra cui l’estorsione e l’intermediazione illecita. Il provvedimento mirava a colpire disponibilità finanziarie per un valore di quasi mezzo milione di euro, ritenute sproporzionate rispetto alle capacità reddituali dichiarate. L’indagato aveva tentato di giustificare parte di queste somme sostenendo che derivassero da canoni di locazione regolarmente percepiti ma non dichiarati, configurando quindi un’ipotesi di evasione fiscale.

La decisione della Corte di Cassazione

La Suprema Corte ha accolto il ricorso dell’indagato, evidenziando un difetto di analisi da parte dei giudici del merito. Il punto focale non è solo la sussistenza della sproporzione, ma l’applicazione temporale delle norme che vietano di sanare tale sproporzione invocando l’evasione fiscale. La confisca allargata segue regole rigide, ma l’evoluzione normativa richiede un’applicazione precisa dei criteri di successione delle leggi nel tempo.

Il ruolo delle Sezioni Unite sulla Confisca allargata

Le Sezioni Unite sono intervenute per dirimere un contrasto interpretativo fondamentale. Se è vero che la legge n. 161 del 2017 ha introdotto il divieto di giustificare la provenienza dei beni con i proventi dell’evasione fiscale, è altrettanto vero che tale divieto non può essere applicato indiscriminatamente a tutti i beni acquistati in passato. Esiste infatti una “finestra temporale” specifica che va dal 29 maggio 2014 al 19 novembre 2017.

Le motivazioni

La Corte ha rilevato che il Tribunale del Riesame non ha effettuato una verifica cronologica sugli acquisti dei beni oggetto di sequestro. Secondo il principio espresso dalle Sezioni Unite, per i beni acquistati nel lasso temporale tra il 2014 e il 2017, il criterio della retroattività della presunzione di illiceità non è applicabile. Di conseguenza, il giudice di merito avrebbe dovuto accertare se le somme in questione fossero state accumulate proprio in quel periodo, permettendo potenzialmente all’indagato di fornire la prova della loro origine (seppur derivante da evasione).

Le conclusioni

In conclusione, il provvedimento di sequestro è stato annullato con rinvio affinché il Tribunale rivaluti la sproporzione patrimoniale alla luce della corretta finestra temporale. Questa sentenza ribadisce che, nonostante il rigore delle misure di prevenzione patrimoniale, il diritto di difesa e il principio di legalità impongono un accertamento rigoroso delle date di acquisizione dei cespiti. La confisca allargata rimane uno strumento potente, ma la sua applicazione deve sempre rispettare i limiti temporali definiti dalla giurisprudenza di legittimità per evitare automatismi punitivi non previsti dalla legge al momento del fatto.

Si può giustificare un patrimonio sproporzionato con l’evasione fiscale?
In linea generale la legge lo vieta per i reati che prevedono la confisca allargata, impedendo di sanare la sproporzione dichiarando proventi non tassati.

Il divieto di giustificazione tramite evasione è sempre retroattivo?
No, le Sezioni Unite hanno stabilito che per i beni acquistati tra il 29 maggio 2014 e il 19 novembre 2017 tale divieto non si applica retroattivamente.

Cosa deve verificare il giudice prima di confermare il sequestro?
Il giudice deve accertare con precisione la data di acquisto dei beni per determinare quale regime normativo applicare alla giustificazione della sproporzione.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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