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Condono edilizio: il calcolo della volumetria

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro un ordine di demolizione, nonostante il rilascio di un permesso in sanatoria. Il cuore della vicenda riguarda un condono edilizio negato poiché l’immobile superava il limite legale di 750 mc. La Corte ha stabilito che il calcolo della volumetria deve seguire il criterio vuoto per pieno, includendo piani seminterrati e pilotis anche se resi inaccessibili. Inoltre, interventi di riduzione volumetrica eseguiti dopo la scadenza dei termini di legge non possono rendere condonabile un’opera originariamente abusiva.

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Pubblicato il 24 marzo 2026 in Diritto Penale, Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Condono edilizio: i limiti del calcolo volumetrico e la demolizione

Il tema del condono edilizio rappresenta uno dei nodi più complessi del diritto urbanistico e penale. Una recente sentenza della Corte di Cassazione ha chiarito i criteri rigorosi per il calcolo della volumetria e l’efficacia dei provvedimenti amministrativi di fronte all’ordine di demolizione penale.

I fatti di causa

La vicenda trae origine da una condanna per la realizzazione abusiva di un fabbricato in cemento armato composto da più livelli. Nonostante la presentazione di un’istanza di condono edilizio ai sensi della Legge 326/2003, il Comune aveva inizialmente annullato il titolo in autotutela per eccedenza volumetrica. Il proprietario aveva quindi proceduto a parziali demolizioni per rientrare nel limite dei 750 mc previsto dalla normativa, ottenendo nuovi provvedimenti favorevoli dal giudice amministrativo e, infine, un nuovo permesso in sanatoria.

La decisione della Corte

La Suprema Corte ha confermato l’inammissibilità del ricorso del privato, convalidando l’ordine di demolizione. Il punto centrale è che la sanatoria è possibile solo per opere che rispettano i requisiti entro i termini fissati dalla legge. Interventi successivi di riduzione della cubatura non possono sanare ex post ciò che era originariamente insanabile. Inoltre, il giudice penale ha il potere di verificare la legittimità del titolo abilitativo, specialmente se basato su rappresentazioni dello stato dei luoghi non corrispondenti alla realtà.

Il calcolo della volumetria vuoto per pieno

Un aspetto tecnico fondamentale riguarda la misurazione dell’abuso. La Corte ha ribadito che, ai fini del condono edilizio, il volume totale deve essere calcolato con il metodo “vuoto per pieno”. Questo significa includere ogni elemento dell’opera idoneo a incidere sull’assetto del territorio, compresi i piani seminterrati e i piani rialzati a pilotis, anche se questi ultimi vengono descritti come spazi aperti o resi inaccessibili tramite la chiusura degli ingressi.

Le motivazioni

Le motivazioni della sentenza si fondano sul principio di preclusione. Il giudice del rinvio ha correttamente rilevato che, al momento della scadenza dei termini per il condono edilizio, l’immobile superava ampiamente i 750 mc. La riduzione volumetrica operata anni dopo non ha valore retroattivo. Inoltre, il giudicato amministrativo invocato dal ricorrente è stato ritenuto non vincolante poiché formatosi su una descrizione della consistenza dell’immobile diversa da quella reale accertata dai periti tecnici. La Corte ha chiarito che il calcolo deve comprendere tutte le parti costruite fuori ed entro terra, escludendo solo balconi e terrazze scoperte, salvo diverse disposizioni del regolamento edilizio locale.

Le conclusioni

In conclusione, la sentenza riafferma la prevalenza dell’ordine di demolizione quando il titolo in sanatoria risulta illegittimo o basato su presupposti errati. Il condono edilizio non può essere utilizzato come strumento per regolarizzare immobili che, alla data spartiacque prevista dal legislatore, non possedevano i requisiti dimensionali richiesti. Per i proprietari, questo significa che la semplice chiusura di vani o la demolizione parziale tardiva non garantisce la salvezza del manufatto abusivo, restando fermo l’obbligo di ripristino dello stato dei luoghi.

Cosa succede se riduco la cubatura dell’immobile dopo la scadenza del condono?
La riduzione volumetrica effettuata dopo i termini di legge non rende condonabile un’opera che originariamente superava i limiti dimensionali previsti dalla normativa.

Come si calcola correttamente il volume di un edificio abusivo?
Si utilizza il criterio vuoto per pieno, includendo tutte le strutture edificate fuori ed entro terra, compresi seminterrati e piani pilotis, indipendentemente dalla loro accessibilità.

Il permesso in sanatoria blocca sempre la demolizione penale?
No, il giudice penale può disapplicare il permesso in sanatoria se lo ritiene illegittimo o se basato su una rappresentazione dei fatti non veritiera.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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