Condizione di Procedibilità: Quando la Mancanza di Querela Annulla una Condanna per Furto
Una recente sentenza della Corte di Cassazione ha riaffermato un principio fondamentale del diritto processuale penale: la condizione di procedibilità è un requisito indispensabile per l’esercizio dell’azione penale. Con la sentenza n. 43038/2023, i giudici hanno annullato una condanna per tentato furto aggravato a causa dell’impatto della Riforma Cartabia, che ha modificato il regime di procedibilità per tale reato, rendendolo perseguibile solo a querela di parte.
I Fatti del Caso
L’imputata era stata condannata in primo grado e in appello per il reato di tentato furto, aggravato ai sensi dell’art. 625, comma 1, n. 2 del codice penale. La Corte di Appello di Milano aveva confermato la decisione del Tribunale, condannando la donna a quattro mesi di reclusione e a una multa di 100 euro, riconoscendo le attenuanti generiche come equivalenti alla recidiva e alle aggravanti contestate.
L’imputata ha quindi presentato ricorso in Cassazione, sollevando come motivo principale la violazione di legge in relazione alla mancanza della querela, ovvero la formale richiesta della persona offesa di procedere penalmente contro l’autore del reato.
L’Impatto della Riforma Cartabia sulla Condizione di Procedibilità
Il punto cruciale della vicenda risiede nelle modifiche legislative introdotte dal D.Lgs. 10 ottobre 2022, n. 150 (la cosiddetta Riforma Cartabia), entrato in vigore il 30 dicembre 2022. Questa riforma ha esteso il regime di procedibilità a querela a numerosi reati che prima erano procedibili d’ufficio, tra cui il furto aggravato previsto dall’art. 625 c.p., comma 1, n. 2.
In passato, per questo tipo di reato, lo Stato poteva avviare il procedimento penale autonomamente, senza che la vittima dovesse presentare una querela. Con la nuova normativa, invece, la volontà della persona offesa di perseguire il colpevole è diventata una condizione di procedibilità essenziale.
Le motivazioni della Cassazione
La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato. I giudici hanno osservato che, al momento della loro decisione, la nuova legge era in vigore e, trattandosi di una norma più favorevole all’imputato, doveva essere applicata retroattivamente, come previsto dall’art. 2 del codice penale.
Dagli atti processuali è emerso che non era mai stata presentata una querela da parte della persona offesa. Di conseguenza, mancava un presupposto fondamentale per poter proseguire l’azione penale. La mancanza di questa condizione di procedibilità ha reso l’azione penale improcedibile.
Per queste ragioni, la Suprema Corte ha annullato la sentenza di condanna senza rinvio. Questa formula significa che la decisione è definitiva: il processo si chiude qui, e non ci sarà un nuovo giudizio d’appello, proprio perché l’ostacolo procedurale è insuperabile.
Le conclusioni
Questa sentenza è un chiaro esempio di come le riforme legislative possano avere un impatto diretto e decisivo sui processi in corso. La decisione sottolinea l’importanza cruciale delle condizioni di procedibilità, che non sono mere formalità, ma veri e propri pilastri su cui si fonda la legittimità dell’azione penale. L’estensione del regime di procedibilità a querela per reati come il furto aggravato mira a deflazionare il carico giudiziario e a dare maggior peso alla volontà della persona offesa, che diventa arbitra della perseguibilità del fatto illecito subito. Per gli operatori del diritto, ciò implica una costante attenzione all’evoluzione normativa, poiché una modifica procedurale può determinare l’esito di un intero procedimento.
Qual è il motivo principale per cui la condanna è stata annullata?
La condanna è stata annullata per difetto della condizione di procedibilità, specificamente la mancanza di una querela da parte della persona offesa, resa necessaria da una nuova legge (Riforma Cartabia).
Perché una legge entrata in vigore nel 2022 si applica a un fatto precedente?
Nel diritto penale vige il principio del favor rei, secondo cui se una nuova legge è più favorevole all’imputato, essa si applica anche ai fatti commessi prima della sua entrata in vigore. L’obbligo di querela è considerato una norma più favorevole.
Cosa significa la formula ‘annulla senza rinvio’?
Significa che la Corte di Cassazione ha chiuso definitivamente il caso, cancellando la sentenza di condanna. Non ci sarà un nuovo processo (rinvio) perché l’azione penale non poteva e non può essere proseguita a causa della mancanza di un requisito essenziale come la querela.
Testo del provvedimento
Sentenza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 43038 Anno 2023
Penale Sent. Sez. 7 Num. 43038 Anno 2023
Presidente: COGNOME NOME COGNOME NOME
Relatore: COGNOME
Data Udienza: 04/10/2023
SENTENZA
sul ricorso proposto da: COGNOME NOME NOME a FELTRE il DATA_NASCITA
avverso la sentenza del 26/01/2023 della CORTE APPELLO di MILANO
dato avviso alle parti;
udita la relazione svolta dal Consigliere COGNOME;
RITENUTO IN FATTO E CONSIDERATO IN DIRITTO
1.L’imputata COGNOME NOME ricorre avverso la sentenza del 26.01.2023 con cui la Corte di appello di Milano ha confermato la pronuncia resa dal Tribunale dell medesima città in data 10.06.2021, che aveva dichiarato colpevole l’imputata de reato previsto dagli artt.112, 56, 624, 625, comma 1, n. 2, 99 cod. pen. e l’a condannata, riconosciute le attenuanti generiche equivalenti alle contesta recidiva ed aggravanti, alla pena di mesi quattro di reclusione ed euro 100,00 multa.
Il primo motivo di ricorso che denuncia violazione di legge penale, processuale penale e vizio di motivazione in relazione agli artt. 2, 624 e 625 cod. pen. non 530 e 533 cod. proc. pen. in riferimento al fatto che non sia stata riconosciut mancanza della condizione di procedibilità, è fondato, emergendo dagli atti mancanza di querela, dunque della condizione di procedibilità.
Ed invero, l’art. 2 del d.lgs. 10 ottobre 2022, n. 150 – emaNOME in attuaz della legge delega 27 settembre 2021, n. 134, ed entrato in vigore il 30.12.2022, in virtù dell’art. 6 del d. 1. 31 ottobre 2022, n. 162 (c.d. decreto rave), con in legge dalla I. 30 dicembre 2022, n. 199, che inserendo nel d.lgs. n. 150/2022 nuovo art. 99-bis, ha differito dal 1° novembre 2022 al 30 dicembre 2022 l’entrat in vigore dell’intera riforma – ha reso procedibile a querela anche il reato di aggravato ai sensi dell’art. 625 comma 1 n. 2 codice penale, sicchè è rilevabil difetto della condizione di procedibilità nel caso di specie emergendo dagli atti carenza.
Dalle ragioni sin qui esposte deriva che la sentenza impugnata deve essere annullata per difetto della querela, condizione di procedibilità dell’az penale; assorbiti gli altri motivi.
P.Q.M.
Annulla senza rinvio la sentenza impugnata perché l’azione penale non può essere proseguita per difetto della condizione dì procedibilità.
Così deciso il 4.10.2023