LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Concorso in spaccio: ricorso inammissibile in Cassazione

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi di quattro individui condannati per concorso in spaccio di marijuana. La Corte ha respinto le doglianze relative alla sospensione condizionale della pena, all’applicazione della causa di non punibilità per tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.), e al ruolo di uno degli imputati, confermando le decisioni dei giudici di merito.

Prenota un appuntamento

Per una consulenza legale o per valutare una possibile strategia difensiva prenota un appuntamento.

La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza.

02.37901052
8:00 – 20:00
(Lun - Sab)
Pubblicato il 16 dicembre 2025 in Diritto Penale, Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Concorso in spaccio: la Cassazione conferma la condanna e chiarisce i limiti dei benefici

Una recente sentenza della Corte di Cassazione affronta un caso di concorso in spaccio di sostanze stupefacenti, offrendo importanti chiarimenti sui limiti di applicazione di benefici come la sospensione condizionale della pena e la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. La Corte ha dichiarato inammissibili i ricorsi presentati da quattro giovani, confermando le condanne emesse nei gradi di merito.

I fatti di causa

Il caso riguarda quattro giovani, riconosciuti responsabili in concorso tra loro e con due minorenni per la detenzione a fine di spaccio di 243 grammi di marijuana. La Corte di Appello di Catanzaro aveva confermato la sentenza del Tribunale di Castrovillari, condannando gli imputati a una pena di giustizia, condizionalmente sospesa per tre di loro. I giudici di merito avevano bilanciato le attenuanti generiche con le aggravanti contestate, tra cui l’aver commesso il fatto in più di tre persone e con la partecipazione di minori.

I motivi del ricorso in Cassazione

Gli imputati hanno presentato ricorsi separati alla Corte di Cassazione, sollevando diverse questioni di diritto:
1. Sospensione condizionale della pena: Un ricorrente, che aveva già beneficiato due volte della sospensione, sosteneva di avervi ancora diritto poiché il cumulo delle pene inflitte non superava il limite di due anni.
2. Particolare tenuità del fatto: Altri due ricorrenti chiedevano l’applicazione dell’art. 131-bis c.p., evidenziando la rudimentalità della condotta, la scarsa percentuale di principio attivo, la loro giovane età e l’assenza di collegamenti con la criminalità organizzata.
3. Ruolo nel reato: L’ultimo ricorrente contestava il proprio coinvolgimento, sostenendo di essere stato un mero spettatore passivo e non un partecipe attivo al confezionamento delle dosi, lamentando un travisamento della prova.

La decisione sul concorso in spaccio e i benefici

La Corte di Cassazione ha ritenuto tutti i ricorsi manifestamente infondati e, di conseguenza, inammissibili. Vediamo in dettaglio i punti salienti della decisione.

Limiti alla sospensione condizionale della pena

La Corte ha ribadito un principio consolidato: la sospensione condizionale della pena non può essere concessa più di due volte. Questo limite, previsto dagli artt. 164 e 168 del codice penale, è assoluto e prescinde dall’entità delle pene sospese cumulate. Aver già ottenuto il beneficio in due precedenti occasioni preclude la possibilità di una terza concessione.

Esclusione della tenuità del fatto nel concorso in spaccio

Per quanto riguarda la richiesta di applicazione dell’art. 131-bis c.p., la Cassazione ha giudicato adeguata la motivazione della Corte territoriale. I giudici di merito avevano escluso la particolare tenuità del fatto valorizzando tre elementi decisivi:
* La professionalità dimostrata dagli imputati.
* La non esiguità delle dosi ricavabili (156 dosi).
* La condotta allarmante sotto il profilo del pericolo per il bene giuridico tutelato (la salute pubblica).
La Corte ha specificato che, per escludere il beneficio, è sufficiente che il giudice motivi l’assenza anche di uno solo dei presupposti richiesti dalla norma, senza dover analizzare tutti gli elementi a favore portati dalla difesa.

La valutazione del ruolo del correo

Infine, riguardo al presunto ruolo passivo di uno degli imputati, la Cassazione ha sottolineato come la sua partecipazione fosse stata adeguatamente motivata sia in primo che in secondo grado. La sua presenza non era stata solo morale, ma anche materiale, essendo stato visto armeggiare nella barca dove poi sono stati ritrovati la droga e il bilancino. La Corte ha ricordato che il ricorso per cassazione non consente una rilettura dei fatti e che, in caso di “doppia conforme”, il vizio di travisamento della prova può essere denunciato solo a condizioni molto specifiche, non presenti nel caso di specie.

Le motivazioni

Le motivazioni della Suprema Corte si fondano su principi giurisprudenziali consolidati. Sulla sospensione della pena, la norma è chiara nel porre un limite numerico (due volte) e non quantitativo. Per la tenuità del fatto, la Corte ribadisce che il giudice di merito ha ampia discrezionalità nel valutare gli indici previsti dall’art. 133 c.p., e la sua motivazione, se logica e non contraddittoria, è insindacabile in sede di legittimità. Nel caso specifico, la quantità di dosi e le modalità organizzate della condotta sono state ritenute sufficienti a escludere la tenuità. Infine, la Corte riafferma il proprio ruolo di giudice di legittimità, che non può sostituire la propria valutazione dei fatti a quella, congruamente motivata, dei giudici di merito, specialmente in presenza di una doppia decisione conforme.

Le conclusioni

La sentenza in esame conferma la linea rigorosa della giurisprudenza in materia di stupefacenti, soprattutto quando sussistono aggravanti come il concorso in spaccio e il coinvolgimento di minori. Essa chiarisce che i benefici di legge, come la sospensione della pena e la non punibilità per tenuità del fatto, non sono automatici ma richiedono una valutazione rigorosa da parte del giudice, che può legittimamente escluderli anche sulla base di un singolo elemento ritenuto decisivo. Per gli operatori del diritto, la pronuncia è un monito sull’inammissibilità di ricorsi che mirano a una rivalutazione del merito dei fatti in sede di legittimità.

È possibile ottenere la sospensione condizionale della pena per la terza volta se il cumulo delle pene non supera i due anni?
No. La Corte di Cassazione ha ribadito che la legge non permette di concedere la sospensione condizionale della pena più di due volte, indipendentemente dall’entità totale delle pene inflitte.

Quando può essere esclusa l’applicazione della causa di non punibilità per “particolare tenuità del fatto” in un caso di spaccio?
Può essere esclusa quando il giudice di merito, valutando le circostanze, ritiene che manchi anche solo uno dei presupposti richiesti dalla legge. Nella sentenza, elementi come la “professionalità” della condotta, il numero non esiguo di dosi ricavabili (156) e l’allarme sociale creato sono stati considerati sufficienti per negare il beneficio.

In un caso di “doppia conforme”, è possibile contestare in Cassazione la valutazione del proprio ruolo nel reato?
È molto difficile. La Corte ha affermato che non può riesaminare le prove e i fatti. Il vizio di “travisamento della prova” in caso di doppia conforme può essere denunciato solo se si dimostra che il giudice d’appello ha introdotto per la prima volta un dato probatorio travisato, cosa che non è avvenuta in questo caso.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

Desideri approfondire l'argomento ed avere una consulenza legale?

Prenota un appuntamento. La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza / conference call e si svolge in tre fasi.

Prima dell'appuntamento: analisi del caso prospettato. Si tratta della fase più delicata, perché dalla esatta comprensione del caso sottoposto dipendono il corretto inquadramento giuridico dello stesso, la ricerca del materiale e la soluzione finale.

Durante l’appuntamento: disponibilità all’ascolto e capacità a tenere distinti i dati essenziali del caso dalle componenti psicologiche ed emozionali.

Al termine dell’appuntamento: ti verranno forniti gli elementi di valutazione necessari e i suggerimenti opportuni al fine di porre in essere azioni consapevoli a seguito di un apprezzamento riflessivo di rischi e vantaggi. Il contenuto della prestazione di consulenza stragiudiziale comprende, difatti, il preciso dovere di informare compiutamente il cliente di ogni rischio di causa. A detto obbligo di informazione, si accompagnano specifici doveri di dissuasione e di sollecitazione.

Il costo della consulenza legale è di € 150,00.

02.37901052
8:00 – 20:00
(Lun - Sab)

Articoli correlati