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Concorso formale di reati: la Cassazione decide

La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza per errata applicazione della pena. In un caso di resistenza a due pubblici ufficiali, il giudice di primo grado aveva omesso di applicare l’aumento di pena previsto per il concorso formale di reati. La Suprema Corte ha ribadito che opporre resistenza a più agenti con una sola azione costituisce più reati e impone un aumento della sanzione, rinviando il caso per un nuovo calcolo della pena.

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Pubblicato il 18 gennaio 2026 in Diritto Penale, Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Resistenza a Pubblico Ufficiale: Quando una sola azione costituisce più reati?

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 32350 del 2024, torna su un tema fondamentale del diritto penale: il concorso formale di reati. La pronuncia chiarisce come debba essere calcolata la pena quando un’unica azione di resistenza viene rivolta contro più pubblici ufficiali contemporaneamente. Questo principio, apparentemente tecnico, ha implicazioni pratiche significative sulla determinazione della sanzione finale per l’imputato.

I Fatti del Caso

Il Tribunale di Bergamo aveva condannato un giovane, con rito abbreviato, alla pena di quattro mesi di reclusione per aver commesso i reati di resistenza a pubblico ufficiale, lesioni aggravate e danneggiamento. La condotta di resistenza, in particolare, era consistita nello sferrare calci e pugni all’indirizzo di due agenti della Polizia di Stato durante un controllo stradale. Nonostante la condotta fosse stata rivolta a due distinti soggetti, il Tribunale aveva calcolato la pena partendo dal minimo edittale per il reato di resistenza, senza applicare alcun aumento.

Il Ricorso del Procuratore e il concorso formale di reati

Il Procuratore generale presso la Corte d’appello di Brescia ha proposto ricorso per cassazione, lamentando un’erronea applicazione dell’articolo 81, primo comma, del codice penale. Secondo l’accusa, il Tribunale aveva sbagliato a non considerare la resistenza verso due agenti come un caso di concorso formale di reati. Pur trattandosi di un’unica azione (l’aggressione fisica), le persone offese erano due, e quindi i reati di resistenza commessi erano due. Di conseguenza, la pena base per il reato più grave avrebbe dovuto essere aumentata per il secondo reato commesso.

Le motivazioni della Corte di Cassazione

La Suprema Corte ha ritenuto il ricorso fondato, accogliendo pienamente la tesi del Procuratore. I giudici hanno richiamato un principio consolidato, già espresso dalle Sezioni Unite nel 2018 (sentenza Apolloni), secondo cui in tema di resistenza a un pubblico ufficiale, la condotta di chi usa violenza o minaccia per opporsi a più agenti integra il concorso formale di reati.

La Corte ha spiegato che la condotta oppositiva non lede solamente l’interesse generale al normale funzionamento della Pubblica Amministrazione, ma anche la sicurezza e la libertà individuale di ciascun agente che agisce in nome dello Stato. Ogni pubblico ufficiale è titolare di un bene giuridico autonomo che viene leso dalla resistenza. Pertanto, l’offesa a ciascuno di essi costituisce un reato a sé stante, e la contemporaneità dell’azione unifica i diversi reati sotto l’istituto del concorso formale, imponendo un aumento sanzionatorio per ogni reato successivo al primo.

Le conclusioni

In conclusione, la Corte di Cassazione ha annullato la sentenza del Tribunale di Bergamo limitatamente al trattamento sanzionatorio. Il caso è stato rinviato al Giudice dell’udienza preliminare dello stesso Tribunale, che dovrà procedere a un nuovo calcolo della pena. In questa nuova valutazione, il giudice dovrà partire dalla pena per il reato più grave e applicare l’aumento previsto dall’art. 81 c.p., tenendo conto che la condotta di resistenza è stata commessa ai danni di due pubblici ufficiali. Questa decisione riafferma l’importanza di una corretta qualificazione giuridica dei fatti per garantire una pena proporzionata alla reale offensività della condotta.

Resistere a due poliziotti contemporaneamente è un solo reato o sono due reati distinti?
Secondo la Corte di Cassazione, si tratta di due reati distinti unificati dal vincolo del concorso formale di reati. La condotta lesiva è diretta verso ciascun pubblico ufficiale, violando non solo il buon andamento della pubblica amministrazione ma anche la sicurezza e la libertà di ogni singolo agente.

Cosa succede alla pena se si commette un reato di resistenza contro più pubblici ufficiali?
La pena deve essere calcolata partendo da quella prevista per il reato ritenuto più grave (in questo caso, una delle due resistenze) e poi aumentata in base all’art. 81, primo comma, del codice penale, per tenere conto dell’offesa recata all’altro pubblico ufficiale.

Perché la Corte di Cassazione ha annullato la sentenza solo per il trattamento sanzionatorio?
La Corte ha annullato la sentenza limitatamente al calcolo della pena perché ha ritenuto che il Tribunale avesse correttamente accertato i fatti e la responsabilità dell’imputato, ma avesse commesso un errore di diritto nel non applicare l’aumento di pena previsto per il concorso formale di reati.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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