Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 2 Num. 49770 Anno 2023
Penale Ord. Sez. 2 Num. 49770 Anno 2023
Presidente: COGNOME NOME
Relatore: COGNOME NOME
Data Udienza: 07/11/2023
ORDINANZA
sui ricorsi proposti da: COGNOME NOME nato a TARANTO il DATA_NASCITA COGNOME NOME nato a TARANTO il DATA_NASCITA
avverso la sentenza del 08/05/2023 della CORTE di APPELLO SEZ.DIST. di TARANTO
udita la relazione svolta dal Consigliere NOME COGNOME;
ricorso trattato con procedura de plano
IN FATTO E IN DIRITTO
Avverso la sentenza indicata in epigrafe, che, intervenuta a seguito di concordato in appello sulla pena, ai sensi degli artt. 599 bis e 602, comma 1 bis, cod. proc. pen., riformato solo quoad poenam la sentenza di condanna emessa dal primo giudice, propongono ricorso per cassazione gli imputati, a mezzo del comune difensore, deducendo a motivi della impugnazione: violazione di legge e vizi di motivazione (per mancanza), avuto riguardo al difetto di enunciazione di eventuali cause di prosciogliment immediatamente riconoscibili (art. 129, comma 1, cod. proc. pen.); NOME COGNOME svolge anche motivi in tema di valutazione della prova e dosimetria della pena.
I ricorsi devono essere dichiarati inammissibili, ai sensi e con le modalità previste comma 5 bis dell’art. 610 cod. proc. pen., per essere stati proposti fuori dei casi prev dalla legge.
2.1. La sentenza impugnata è stata emessa dalla Corte territoriale ai sensi degli artt. 60 comma 1 bis, 599-bis, comma 1, cod. proc. pen., introdotti dalla legge n. 103 del 23 giugno 2017. Dispone la normativa processuale che la Corte di appello provvede in camera di consiglio anche quando le parti, nelle forme previste dall’articolo 589 dello stesso codic ne fanno richiesta, dichiarando di concordare sull’accoglimento, in tutto o in parte, d motivi di appello, con rinuncia agli altri eventuali motivi. Se i motivi dei quali viene c raccoglimento comportano una nuova determinazione della pena, il Pubblico ministero, l’imputato e la persona civilmente obbligata per la pena pecuniaria indicano al giudice anche la pena sulla quale sono d’accordo.
In seguito alla reintroduzione del rito volto alla definizione concordataria del giudiz appello, dunque, il giudice di appello, nell’accogliere la richiesta di pena concordata, u volta che l’imputato abbia rinunciato ai motivi d’impugnazione, limita la sua cognizione a motivi non rinunciati e a quelli sui quali non è stato raggiunto l’accordo tra le p determinando, invero, la rinuncia ai motivi ed il concordato sulla pena (nei limiti d legalità della stessa) una preclusione processuale che impedisce al giudice di prendere cognizione di quanto deve ritenersi non essergli devoluto (non solo in punto di affermazione di responsabilità).
Consegue che è inammissibile il ricorso per cassazione relativo a questioni, anche rilevabili d’ufficio, alle quali l’interessato abbia rinunciato in funzione dell’accordo sulla pe appello, in quanto il potere dispositivo riconosciuto alla parte, oggi dall’art. 599-bis proc. pen., non solo limita la cognizione del giudice di secondo grado, ma ha effett preclusivi sull’intero svolgimento processuale, ivi compreso il giudizio di legitti analogamente a quanto avviene per la rinuncia all’impugnazione (Sez. 3, n. 19983, del 9/6/2020, Rv. 279504; Sez. 1, n. 944, del 23/10/2019, Rv. 278170; Sez. 2, n. 22002, del 10/4/2019, Rv. 276102; Sez. 5, ord. n. 29243, del 4/6/2018, Rv. 273194-01; Sez. 5, sent.
n. 15505, del 19/3/2018, Rv. 272853-01;.Sez. 3, ord. n. 30190, cel 8/3/2018, Rv. 27375501; Sez. 4, n. 53565 del 27/09/2017, Rv. 271258).
2.2. Nel caso in esame sono rimasti esclusi dalla rinuncia solo i motivi di gravame afferen al trattamento sanzionatorio, che ha però seguito l’indicazione concordataria. La sanzione concordata tra le parti non presenta aspetti di illegalità, né come tali sono dedotti difesa del COGNOME
Alla dichiarazione di inammissibilità dei ricorsi consegue di diritto la condanna ricorrenti al pagamento delle spese processuali e, in mancanza di elementi atti ad escludere la colpa nella determinazione della causa di inammissibilità (Corte cost., sent. n. 186 d 2000), al versamento -in favore della Cassa delle ammende- di una sanzione pecuniaria, che pare congruo determinare, per ciascuno dei ricorrenti, in euro tremila, ai sensi dell’a 616 cod. proc. pen..
P.Q.M.
Dichiara inammissibili i ricorsi e condanna i ricorrenti al pagamento delle spese processual e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende. Così deciso in Roma, nella camera di consiglio del 7 novembre 2023.