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Competenza territoriale per pedopornografia: il luogo

La Corte di Cassazione ha risolto un conflitto di competenza territoriale per il reato di produzione di materiale pedopornografico. Ha stabilito che la competenza territoriale spetta al giudice del luogo in cui l’imputato, dopo aver indotto il minore, riceve il materiale e ne acquisisce la piena disponibilità. Non è rilevante il luogo dove il materiale viene fisicamente creato dalla vittima. Di conseguenza, è competente il tribunale della residenza dell’imputato.

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Pubblicato il 3 gennaio 2026 in Diritto Penale, Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Competenza territoriale per pedopornografia: la Cassazione fa chiarezza

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 38196/2025, affronta una questione cruciale nel diritto processuale penale moderno: la determinazione della competenza territoriale per pedopornografia nei casi di produzione di materiale su richiesta tramite social network. La pronuncia chiarisce quale sia il luogo di consumazione del reato, un elemento fondamentale per stabilire quale tribunale debba giudicare il caso.

Il caso: un conflitto di competenza territoriale per pedopornografia

Il procedimento nasceva dall’accusa mossa a un individuo per aver richiesto a due minori di dodici anni di inviargli, tramite social network, immagini a contenuto sessuale. Tale condotta integrava i reati di produzione e tentata produzione di materiale pedopornografico.

Inizialmente, il Giudice dell’udienza preliminare (GUP) di Roma, dove era stata presentata la denuncia, aveva dichiarato la propria incompetenza, ritenendo che il reato si fosse consumato nel luogo di residenza dell’imputato, rientrante nella giurisdizione del Tribunale di Venezia. Il GUP di Venezia, a sua volta, sollevava un conflitto negativo di competenza, sostenendo che il reato dovesse considerarsi consumato nel luogo in cui la vittima minorenne aveva materialmente prodotto le immagini, ovvero nel territorio di competenza del Tribunale di Roma.

Questo disaccordo ha reso necessario l’intervento della Corte di Cassazione per dirimere la questione.

La questione giuridica: dove si consuma il reato?

Il nodo centrale del conflitto riguardava l’individuazione del locus commissi delicti, cioè il luogo di consumazione del reato. La difesa dell’imputato e il GUP di Venezia sostenevano che il reato si perfezionasse nel momento e nel luogo in cui la persona offesa realizzava materialmente le immagini. Al contrario, il Procuratore Generale presso la Corte di Cassazione e il GUP di Roma ritenevano che il reato si consumasse dove l’imputato risiedeva e, quindi, dove la sua condotta di istigazione e richiesta aveva avuto origine e dove il materiale era destinato ad arrivare.

La decisione della Cassazione sulla competenza territoriale

La Corte di Cassazione ha risolto il conflitto attribuendo la competenza al Giudice dell’udienza preliminare presso il Tribunale di Venezia, ovvero il tribunale del luogo di residenza dell’imputato. La Corte ha stabilito un principio di diritto chiaro: il reato di produzione di materiale pedopornografico, quando consiste nell’indurre un minore a produrre e inviare tale materiale, non si consuma nel luogo di creazione delle immagini, bensì nel luogo e nel momento in cui l’imputato le riceve e ne ottiene la piena disponibilità.

Le motivazioni

La Corte ha fondato la sua decisione su un’attenta analisi della fattispecie di cui all’art. 600-ter del codice penale. Secondo i giudici, la condotta penalmente rilevante non è l'”autoproduzione” da parte del minore, ma l'”utilizzazione” del minore da parte dell’adulto. L’imputato, attraverso lusinghe, pressioni o minacce, strumentalizza la vittima per soddisfare i propri desideri.

La condotta criminosa dell’adulto si esaurisce e si perfeziona non quando il minore scatta la foto, né quando preme ‘invio’, ma nel momento in cui l’utilizzatore consegue il risultato auspicato: ottenere il materiale e averlo a propria completa disposizione. Questo evento, secondo la Corte, si verifica presso l’abitazione o la residenza dell’imputato, luogo in cui il materiale perviene e transita nella sua sfera di controllo.

Di conseguenza, il luogo di ricezione del materiale diventa il locus commissi delicti e fonda la competenza territoriale del tribunale corrispondente.

Conclusioni: le implicazioni pratiche

Questa sentenza ha importanti implicazioni pratiche. Stabilisce un criterio certo e univoco per determinare la competenza nei reati online di questo tipo, spesso caratterizzati da una distanza fisica tra autore e vittima. Ancorare la consumazione del reato al luogo di ricezione da parte dell’imputato semplifica l’individuazione del giudice competente, legandola a un dato oggettivo come la residenza dell’accusato. Tale approccio rafforza la tutela delle vittime, concentrando l’azione giudiziaria nel luogo dove si è manifestata la condotta criminale dell’utilizzatore, vero fulcro del disvalore penale della norma.

In un caso di produzione di materiale pedopornografico su richiesta, qual è il luogo che determina la competenza territoriale?
Il luogo che determina la competenza territoriale è quello in cui l’imputato riceve il materiale dalla vittima minorenne e ne acquisisce la piena disponibilità. Solitamente, questo coincide con l’abitazione o la residenza dell’imputato.

Perché la Cassazione non considera rilevante il luogo in cui il minore scatta le fotografie?
La Cassazione non lo considera rilevante perché la condotta penalmente sanzionata non è l'”autoproduzione” da parte del minore, ma l'”utilizzazione” del minore da parte dell’adulto. Il reato si perfeziona quando l’adulto raggiunge il suo scopo, ovvero ottenere il materiale, e non quando la vittima compie l’azione materiale di crearlo.

Cosa intende la Corte con “utilizzazione” del minore in questo contesto?
Per “utilizzazione” del minore, la Corte intende la condotta con cui l’adulto strumentalizza il minore, riducendolo a un oggetto per soddisfare i propri desideri. Questa condotta si concretizza nell’indurre il minore, con lusinghe, richieste, pressioni o minacce, a produrre e mettere a disposizione dell’adulto stesso il materiale pedopornografico.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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