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Competenza territoriale e aggiotaggio: la Cassazione decide

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 43638/2023, ha stabilito la competenza territoriale per il reato di aggiotaggio informativo in un caso riguardante false comunicazioni sociali di una nota società sportiva. Superando precedenti orientamenti, la Corte ha individuato la competenza nel Tribunale di Roma, luogo in cui è situato il data server che ha reso le informazioni accessibili al pubblico, e non a Torino (luogo di invio) o Milano (sede della Borsa). La decisione si basa sull’applicazione di criteri sussidiari data l’impossibilità di determinare il luogo della prima diffusione della notizia.

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Pubblicato il 18 febbraio 2026 in Diritto Penale, Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Competenza Territoriale e Aggiotaggio: la Cassazione fissa il punto sui reati informatici

Con la sentenza n. 43638 del 2023, la Corte di Cassazione è intervenuta su un tema di grande attualità: la competenza territoriale per il reato di aggiotaggio informativo, soprattutto quando la condotta illecita si realizza attraverso complessi sistemi di comunicazione digitale. La decisione, che riguarda il caso di una nota società calcistica quotata in borsa, sposta l’asse della giurisdizione dal luogo di invio della comunicazione o dalla sede della Borsa a quello in cui la notizia diviene concretamente accessibile al pubblico, individuato nel server di stoccaggio.

I Fatti del Caso

Il procedimento penale vedeva coinvolti gli amministratori e i dirigenti di una società sportiva per una serie di reati, tra cui false comunicazioni sociali e, soprattutto, aggiotaggio informativo. L’accusa principale era quella di aver diffuso, tramite un comunicato stampa ufficiale, dati non veritieri sul bilancio della società, con l’intento di influenzare il mercato dei titoli azionari. Durante l’udienza preliminare presso il Tribunale di Torino, le difese degli imputati hanno sollevato un’eccezione di incompetenza territoriale, chiedendo che il processo fosse trasferito a Milano, sede della Borsa e del gestore del sistema di diffusione delle informazioni, o in subordine a Roma. Data la complessità della questione e la presenza di orientamenti giurisprudenziali contrastanti, il Giudice ha deciso di rimettere la decisione alla Corte di Cassazione tramite un rinvio pregiudiziale.

La Questione sulla Competenza Territoriale Digitale

Il cuore del problema risiedeva nell’individuare il locus commissi delicti (il luogo di consumazione del reato) in un contesto interamente digitalizzato. La difesa e l’accusa proponevano soluzioni diverse:
* Tesi di Torino (Accusa): La competenza appartiene al giudice del luogo da cui il comunicato è stato materialmente ‘caricato’ e inviato nel sistema telematico (S.D.I.R. – Sistema di Diffusione delle Informazioni Regolamentate).
* Tesi di Milano (Difesa): La competenza è radicata a Milano, in quanto sede della Borsa e della società che gestisce il sistema S.D.I.R., luogo in cui la notizia viene effettivamente diffusa al mercato finanziario.
* Tesi di Roma (Difesa, in subordine): La competenza spetta al giudice di Roma, dove si trova fisicamente il data server che archivia (‘stocca’) il comunicato, rendendolo accessibile in modo permanente al pubblico.

La Corte di Cassazione ha dovuto quindi analizzare la natura del reato di aggiotaggio e la struttura del moderno sistema di diffusione delle informazioni finanziarie per dirimere la questione.

Le Motivazioni della Corte di Cassazione

La Suprema Corte ha sviluppato un ragionamento articolato per giungere alla sua decisione.

In primo luogo, ha ribadito che l’aggiotaggio informativo è un reato di pericolo concreto. Ciò significa che non si consuma nel momento in cui la notizia falsa viene semplicemente creata o inviata, ma quando essa viene ‘diffusa’ in modo tale da avere la concreta idoneità a provocare una sensibile alterazione del prezzo dei titoli. La ‘diffusione’ si realizza quando la notizia esce dalla sfera di controllo dell’emittente e diventa accessibile agli operatori del mercato.

Successivamente, la Corte ha evidenziato la differenza cruciale tra il vecchio sistema di comunicazione (NIS) e quello attuale (S.D.I.R.). In passato, la Borsa aveva un ruolo centrale nella diffusione; oggi, invece, il sistema S.D.I.R. è gestito da enti privati autorizzati e la Borsa è solo uno dei tanti destinatari dell’informazione. Questo ha reso obsoleto l’orientamento che legava la competenza territoriale a Milano solo perché sede della Borsa.

Nel caso specifico, è risultato impossibile determinare con certezza il luogo esatto della ‘prima diffusione’, ovvero dove e quando i primi destinatari (le agenzie di stampa) si sono collegati per ricevere il comunicato. Di fronte a questa incertezza, la Corte ha applicato la regola sussidiaria prevista dall’art. 9, comma 1, del codice di procedura penale. Tale norma stabilisce che, se il luogo di consumazione del reato non è noto, la competenza è del giudice dell’ultimo luogo in cui è avvenuta una parte dell’azione.

La Corte ha individuato questa ‘ultima parte dell’azione’ nel momento in cui il comunicato, alle ore 18:49:13 del 20 settembre 2019, è transitato e rimasto ‘stoccato’ nel data server gestito da una società terza, ubicato a Roma. In quel momento, l’informazione è diventata accessibile al pubblico in modo stabile e consultabile tramite il sito web dedicato. Questo atto ha consolidato la concreta idoneità lesiva della notizia, perfezionando il pericolo per il mercato.

Le Conclusioni della Sentenza

Sulla base di queste motivazioni, la Corte di Cassazione ha dichiarato l’incompetenza del Tribunale di Torino e ha ordinato la trasmissione degli atti al Pubblico Ministero presso il Tribunale di Roma, individuato come giudice competente.

Questa sentenza rappresenta un importante punto di riferimento per la determinazione della competenza territoriale nei reati finanziari commessi tramite piattaforme digitali. Stabilisce che, in assenza di prove certe sul luogo della prima diffusione, il luogo fisico del server che rende l’informazione pubblica diventa il fattore determinante. Una decisione che riflette la necessità di adattare le categorie giuridiche tradizionali alla realtà dematerializzata delle comunicazioni moderne.

Quando si consuma il reato di aggiotaggio informativo?
Il reato si consuma non quando la notizia falsa viene inviata, ma nel momento e nel luogo in cui avviene la sua ‘prima diffusione’, ossia quando diventa oggettivamente percepibile dagli operatori del mercato e manifesta la sua concreta pericolosità per il normale andamento dei titoli.

Perché la competenza territoriale non è stata fissata a Milano, sede della Borsa?
La Corte ha stabilito che, con l’attuale sistema di diffusione delle informazioni regolamentate (S.D.I.R.), la Borsa non ha più un ruolo centrale nella diffusione delle notizie, ma è una mera destinataria come le altre. Pertanto, la sua sede non è più un criterio determinante per radicare la competenza.

Perché la Corte di Cassazione ha individuato la competenza a Roma?
Poiché non è stato possibile determinare con certezza il luogo della prima diffusione della notizia ai media, la Corte ha applicato una regola sussidiaria, individuando l’ultimo luogo in cui si è svolta una parte dell’azione. Questo luogo è stato identificato a Roma, dove è ubicato il data-server che ha ‘stoccato’ il comunicato, rendendolo definitivamente e pubblicamente accessibile.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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