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Circostanze attenuanti generiche: no se l’abuso è grave

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di due soggetti condannati per abuso edilizio. I ricorrenti lamentavano la mancata concessione delle circostanze attenuanti generiche. La Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito, ritenendo che la gravità dell’abuso e l’assenza di elementi positivi giustificassero il diniego, specificando che l’incompletezza dell’opera non ne riduce la potenziale offensività.

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Pubblicato il 29 novembre 2025 in Diritto Penale, Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Circostanze attenuanti generiche e Abuso Edilizio: Quando il Giudice Può Negarle?

La concessione delle circostanze attenuanti generiche rappresenta uno degli strumenti più discrezionali a disposizione del giudice penale per adeguare la pena alla specifica realtà del caso. Tuttavia, tale discrezionalità non è illimitata. Un’ordinanza recente della Corte di Cassazione ha ribadito i paletti entro cui deve muoversi la valutazione del giudice, specialmente in materia di reati edilizi, chiarendo che la gravità dell’abuso e l’assenza di elementi positivi a favore dell’imputato possono legittimamente portare al loro diniego.

I Fatti del Processo

Il caso trae origine dalla condanna di due persone per un reato edilizio previsto dall’art. 44, lett. b), del D.P.R. 380/2001 (Testo Unico dell’Edilizia). La pena inflitta, sia in primo grado dal Tribunale di Napoli che in appello dalla Corte d’Appello della stessa città, era di tre mesi di arresto e 6.000,00 euro di ammenda per ciascuno. Gli imputati, non accettando la decisione, hanno proposto ricorso per cassazione, affidandosi a un unico motivo: la presunta erronea applicazione della legge per la mancata concessione delle circostanze attenuanti generiche.

L’Unico Motivo di Ricorso: il Diniego delle Attenuanti

I ricorrenti sostenevano che i giudici di merito avessero sbagliato a non riconoscere loro il beneficio delle attenuanti. La loro difesa si basava sull’idea che il diniego fosse ingiustificato e che la valutazione del giudice non avesse tenuto conto di tutti gli elementi a loro favore. In particolare, si faceva leva implicitamente sul fatto che l’opera abusiva non fosse stata completata, un elemento che, a loro dire, avrebbe dovuto mitigare il giudizio sulla gravità del fatto.

Le Motivazioni della Cassazione sul diniego delle circostanze attenuanti generiche

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, definendolo “manifestamente infondato”. Gli Ermellini hanno pienamente convalidato l’operato del giudice d’appello, il quale aveva correttamente escluso l’applicabilità delle invocate circostanze attenuanti generiche. La motivazione della Corte si fonda su due pilastri principali:

1. La Gravità dell’Abuso: Il giudice di merito aveva dato giusto rilievo alla gravità intrinseca dell’abuso edilizio commesso. Questo elemento oggettivo è stato considerato preponderante nella valutazione complessiva.
2. L’Assenza di Elementi Positivi: Oltre alla gravità del fatto, la Corte ha sottolineato come non fossero emersi elementi positivi a favore degli imputati, come ad esempio un comportamento processuale collaborativo o un tentativo di rimediare al danno.

Un punto cruciale della decisione riguarda l’argomento dell’opera non completata. La Cassazione ha specificato che il non aver portato a termine la costruzione abusiva non è un fattore idoneo, di per sé, a limitare la “potenziale offensività” del reato. In altre parole, il reato si è comunque consumato e il suo disvalore non viene meno solo perché l’opera non è stata terminata.

Le Conclusioni e le Implicazioni Pratiche

La pronuncia in esame conferma un principio consolidato: le circostanze attenuanti generiche non sono un diritto automatico dell’imputato, ma una concessione che deve essere meritata e giustificata da concreti elementi positivi. Il giudice ha il potere-dovere di negarle quando la gravità del reato e la personalità dell’imputato non lo consentano. In materia di abusi edilizi, questa ordinanza ribadisce che la gravità oggettiva della violazione urbanistica è un fattore determinante. Inoltre, la declaratoria di inammissibilità ha comportato, come previsto dall’art. 616 del codice di procedura penale, la condanna dei ricorrenti non solo al pagamento delle spese processuali, ma anche al versamento di una somma di 3.000,00 euro ciascuno alla Cassa delle ammende, a testimonianza del fatto che un ricorso palesemente infondato ha conseguenze economiche significative.

Il fatto che un’opera abusiva non sia stata completata può essere considerato una circostanza attenuante?
No. Secondo questa ordinanza, l’incompletezza dell’opera abusiva non è di per sé un fattore idoneo a limitarne la potenziale offensività e, quindi, non giustifica automaticamente la concessione delle circostanze attenuanti generiche.

Su quali basi il giudice può negare le circostanze attenuanti generiche in un processo per abuso edilizio?
Il giudice può negare le attenuanti generiche basandosi sulla gravità dell’abuso commesso e sull’assenza di elementi positivi a favore dell’imputato, come ad esempio la sua condotta post-reato o il suo comportamento processuale.

Cosa comporta la dichiarazione di inammissibilità di un ricorso in Cassazione?
La dichiarazione di inammissibilità comporta, oltre alla conferma della sentenza impugnata, la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma di denaro in favore della Cassa delle ammende, che in questo caso è stata fissata in 3.000,00 euro per ciascun ricorrente.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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