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Carenza di Motivazione Misure Cautelari: Cassazione Annulla Parzialmente

Un individuo era stato sottoposto a custodia cautelare in carcere per vari reati, tra cui associazione a delinquere finalizzata allo spaccio di droga. Il Tribunale del Riesame aveva confermato la misura. L’individuo ha presentato ricorso in Cassazione, contestando la *carenza di motivazione* riguardo la sussistenza dei gravi indizi di colpevolezza per alcune accuse. La Corte di Cassazione ha accolto parzialmente il ricorso, annullando l’ordinanza impugnata limitatamente a un capo d’imputazione specifico (spaccio di stupefacenti come risarcimento per un furto) a causa di una motivazione insufficiente sulla *gravità indiziaria*. Ha rigettato il ricorso per tutti gli altri capi, confermando la necessità della misura cautelare. Il caso tornerà al Tribunale del Riesame per una nuova valutazione solo su quel punto.

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Pubblicato il 3 settembre 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

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Riferimento Sentenza di Cassazione Penale Sez. 4 Num. 32920 Anno 2022 (Cass. pen. sez. 4 n. 32920/2022)

La Carenza di Motivazione nelle Misure Cautelari: Un Caso di Spaccio

La carenza di motivazione in un provvedimento giudiziario può avere conseguenze significative, specialmente in materia di misure cautelari. La Corte di Cassazione ha recentemente ribadito l’importanza di una motivazione chiara e dettagliata, annullando parzialmente un’ordinanza che confermava la custodia in carcere per un indagato. Questo caso evidenzia come la mancanza di spiegazioni logiche sui “gravi indizi di colpevolezza” possa compromettere la legittimità di una misura restrittiva della libertà personale.

Il Fatto: Accuse di Spaccio e Associazione

Un Indagato si trovava in custodia cautelare in carcere. Le accuse riguardavano vari reati gravi, tra cui l’associazione a delinquere finalizzata al traffico di droga e diverse ipotesi di spaccio. Il Giudice per le Indagini Preliminari (G.i.p.) aveva disposto questa misura. Successivamente, il Tribunale del Riesame aveva confermato la decisione, ritenendo validi gli indizi e concreto il pericolo di reiterazione dei reati.

Il Ricorso in Cassazione e la Carenza di Motivazione

Il difensore dell’Indagato ha presentato ricorso alla Corte di Cassazione. Ha sollevato diverse obiezioni. In particolare, ha contestato la carenza di motivazione dell’ordinanza del Tribunale del Riesame. Secondo la difesa, il Tribunale non aveva spiegato sufficientemente perché aveva ritenuto sussistenti i gravi indizi di colpevolezza per tutti i reati contestati. Specificamente, per un’accusa di spaccio (capo 48), la difesa ha sostenuto che le prove (intercettazioni) non erano chiare. Non dimostravano né che l’Indagato avesse autorizzato la cessione di droga, né che la sostanza fosse effettivamente stupefacente.

L’Importanza della Carenza di Motivazione sui Gravi Indizi

La Corte di Cassazione ha esaminato attentamente le contestazioni. Ha ribadito che, in materia di misure cautelari, il ricorso in Cassazione può denunciare solo violazioni di legge o illogicità manifeste della motivazione. Non può invece chiedere una nuova valutazione dei fatti o delle prove. Tuttavia, la Corte ha riconosciuto che la motivazione del Tribunale del Riesame era effettivamente carente per un capo d’imputazione. Non aveva chiarito come dalle intercettazioni si potesse dedurre la responsabilità dell’Indagato per quella specifica cessione di droga. Questa carenza di motivazione ha reso il quadro indiziario non grave per quel punto specifico.

Le Motivazioni: Perché la Carenza di Motivazione è Stata Riconosciuta

La Cassazione ha ritenuto che per il capo d’imputazione relativo alla cessione di droga come “ristoro” per un furto, la motivazione del Tribunale del Riesame fosse insufficiente. Le intercettazioni citate non spiegavano in modo logico e univoco: 1) come si identificasse l’Indagato tra le persone coinvolte; 2) come si stabilisse che le “cose” rubate fossero stupefacenti; 3) come la frase “mi diede il servizio all’ultimo” implicasse una cessione di droga; 4) come l’uso del plurale “mi hanno dato i soldi” potesse attribuire la cessione a più persone e all’Indagato stesso. Questa mancanza di chiarezza ha reso il quadro indiziario non grave, giustificando l’annullamento parziale per la carenza di motivazione. Per gli altri capi, invece, la motivazione sulla pericolosità sociale e l’attualità delle esigenze cautelari è stata ritenuta adeguata, anche in considerazione dei precedenti penali dell’Indagato e della gravità dei reati associativi.

Le Conclusioni: Annullamento Parziale per Carenza di Motivazione

La Corte di Cassazione ha annullato l’ordinanza del Tribunale del Riesame, ma solo per il capo d’imputazione specifico (il capo 48) relativo alla cessione di droga come risarcimento per un furto. Ha rinviato gli atti al Tribunale del Riesame di Lecce per una nuova valutazione su questo punto. Per tutti gli altri capi d’accusa e per la conferma della misura cautelare in carcere, il ricorso dell’Indagato è stato rigettato. Questo significa che la custodia cautelare rimane valida per la maggior parte delle accuse, ma il Tribunale dovrà riesaminare la sussistenza dei gravi indizi per quella specifica accusa di spaccio, fornendo una motivazione più solida e superando la precedente carenza di motivazione.

Cos’è una misura cautelare e quando viene applicata?
Una misura cautelare è una restrizione della libertà personale (come la custodia in carcere o gli arresti domiciliari) che un giudice può disporre prima di una condanna definitiva. Viene applicata quando ci sono gravi indizi di colpevolezza e un concreto pericolo che l’indagato possa scappare, inquinare le prove o commettere altri reati.

Quando si può contestare una misura cautelare per carenza di motivazione?
Si può contestare una misura cautelare per carenza di motivazione quando l’ordinanza del giudice non spiega in modo chiaro, logico e completo le ragioni per cui sono stati ritenuti sussistenti i gravi indizi di colpevolezza o le esigenze cautelari. La Cassazione può annullare il provvedimento se la motivazione è illogica o insufficiente.

Cosa succede se la Cassazione annulla un’ordinanza con rinvio per carenza di motivazione?
Se la Cassazione annulla un’ordinanza con rinvio per carenza di motivazione, significa che il provvedimento viene cancellato e gli atti tornano a un altro giudice (o allo stesso, ma con una diversa composizione) per una nuova valutazione. Il giudice dovrà riesaminare la questione, fornendo una motivazione adeguata e superando i vizi riscontrati dalla Cassazione.

Termini giuridici

Misura cautelare
Una restrizione della libertà personale applicata prima di una condanna definitiva, per evitare che l'indagato scappi, inquini le prove o commetta altri reati.
Gravi indizi di colpevolezza
Elementi seri e concreti che fanno pensare che una persona abbia commesso un reato, ma che non sono ancora prove definitive.
Riesame
Un procedimento in cui un giudice superiore (Tribunale del Riesame) valuta la legittimità e il merito di una misura cautelare già disposta.
Carenza di motivazione
Quando una decisione giudiziaria non spiega in modo chiaro, logico e completo le ragioni su cui si basa, rendendola insufficiente.
Annullamento con rinvio
Una decisione della Corte di Cassazione che cancella (annulla) una sentenza o un'ordinanza e la rimanda a un altro giudice (o allo stesso, ma con una diversa composizione) per una nuova valutazione e decisione.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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