Calcolo Pena Reato Continuato: La Cassazione detta le Regole
La corretta determinazione della pena è un caposaldo del diritto penale, soprattutto in casi complessi come quelli che coinvolgono più reati. Con la sentenza n. 24771 del 2024, la Corte di Cassazione è intervenuta per ribadire i criteri rigorosi da seguire per il calcolo pena reato continuato, annullando una decisione che non aveva seguito un percorso logico-giuridico analitico. Questa pronuncia offre importanti chiarimenti sulla necessità di motivare distintamente ogni aumento di pena per i cosiddetti reati satellite.
I Fatti: Omissione Mantenimento e Richiesta di Continuazione
Il caso trae origine dalla richiesta di un uomo, condannato con sei diverse sentenze irrevocabili per il reato di omesso versamento dell’assegno di mantenimento a coniuge e figli. L’imputato si rivolgeva al Giudice dell’Esecuzione per ottenere il riconoscimento della continuazione tra i vari episodi delittuosi, sostenendo che fossero tutti parte di un medesimo disegno criminoso. Il Giudice accoglieva l’istanza e, unificando le pene, determinava una sanzione complessiva di sei mesi di reclusione e mille euro di multa.
Il Ricorso del PM e il corretto calcolo pena reato continuato
Il Pubblico Ministero presso il Tribunale di Trani non ha condiviso le modalità di calcolo adottate dal Giudice e ha proposto ricorso per Cassazione, lamentando una violazione di legge. Secondo l’accusa, la determinazione della pena non era stata effettuata in modo analitico, contravvenendo ai principi stabiliti dalle Sezioni Unite della Corte di Cassazione. In particolare, il ricorso evidenziava non solo una carenza di motivazione, ma anche un palese errore di calcolo nel dispositivo dell’ordinanza impugnata.
La Decisione della Cassazione: il calcolo pena reato continuato esige chiarezza
La Suprema Corte ha ritenuto fondato il ricorso del PM, annullando con rinvio l’ordinanza limitatamente al trattamento sanzionatorio. Il cuore della decisione risiede nel richiamo a un fondamentale intervento delle Sezioni Unite (sentenza “Pizzone” del 2021), che ha fissato una procedura chiara per il calcolo pena reato continuato.
Secondo questo principio, il giudice deve seguire un iter ben preciso:
1. Individuare il reato più grave tra quelli in continuazione.
2. Stabilire la pena base per tale reato.
3. Calcolare e motivare l’aumento di pena in modo distinto per ciascuno dei reati satellite. Non è sufficiente, quindi, un aumento complessivo e indifferenziato.
La decisione impugnata, secondo la Cassazione, non ha seguito questa modalità, mancando di trasparenza e contenendo un errore materiale di calcolo.
Le Motivazioni
Le motivazioni della Cassazione si fondano sull’esigenza di garantire la trasparenza, la controllabilità e la razionalità del percorso decisionale del giudice. Applicare un aumento di pena unitario per tutti i reati satellite impedisce di comprendere come il giudice abbia ponderato la gravità di ciascun singolo reato aggiuntivo. Al contrario, specificare l’aumento per ogni reato satellite permette alle parti di verificare la congruità della pena e l’assenza di errori. Questa metodologia rafforza il principio di legalità della pena, assicurando che la sanzione sia proporzionata non solo al disegno criminoso complessivo, ma anche alla gravità intrinseca di ogni singola condotta illecita. La Corte, pertanto, non censura la decisione di riconoscere la continuazione, ma il metodo con cui la pena finale è stata costruita, ritenendolo non conforme ai principi di diritto consolidati.
Le Conclusioni
La sentenza in esame ha importanti implicazioni pratiche. In primo luogo, essa serve da monito per i giudici dell’esecuzione, che devono attenersi scrupolosamente al metodo analitico indicato dalle Sezioni Unite nel determinare la pena per il reato continuato. In secondo luogo, offre uno strumento di tutela per le parti processuali, in particolare per i pubblici ministeri e i difensori, che possono e devono contestare le decisioni che applicano aumenti di pena generici e non dettagliati. Infine, si riafferma il principio fondamentale secondo cui ogni decisione che incide sulla libertà personale deve essere supportata da una motivazione chiara, logica e verificabile in ogni suo passaggio, specialmente nel delicato ambito del calcolo pena reato continuato.
Come deve essere calcolata la pena in caso di reato continuato?
Il giudice deve prima individuare il reato più grave e fissare la relativa pena base. Successivamente, deve calcolare e motivare l’aumento di pena in modo distinto e analitico per ciascuno degli altri reati (cosiddetti reati satellite).
Quale errore ha commesso il Giudice dell’Esecuzione nel caso di specie?
Il Giudice non ha determinato la pena in modo analitico, omettendo di specificare gli aumenti per ciascun reato satellite. Inoltre, la sua decisione conteneva un manifesto errore di calcolo nel determinare la pena complessiva.
Cosa succede se il calcolo della pena per il reato continuato è errato?
Se il calcolo viola i principi di legge, come l’obbligo di motivazione analitica per ogni aumento, la decisione può essere annullata dalla Corte di Cassazione, con rinvio a un nuovo giudice per una corretta rideterminazione della pena.
Testo del provvedimento
Sentenza di Cassazione Penale Sez. 1 Num. 24771 Anno 2024
Penale Sent. Sez. 1 Num. 24771 Anno 2024
Presidente: COGNOME NOME
Relatore: COGNOME
Data Udienza: 08/03/2024
SENTENZA
sul ricorso proposto da: PROCURATORE DELLA REPUBBLICA PRESSO IL TRIBUNALE TRIBUNALE DI TRANI nel procedimento a carico di:
COGNOME NOME NOME a BARLETTA il DATA_NASCITA
avverso l’ordinanza del 01/09/2023 del GIP TRIBUNALE di TRANI
udita la relazione svolta dal Consigliere COGNOME; comc Cs.),?.0 te.X
lette/s9atite le conclusioni del PG 14 – GLYPH t . R.1t GLYPH (LA’ cc-0 u&QJ – t^o cui GLYPH (>cia. n
IN FATTO E IN DIRITTO
Con ordinanza resa in data 1 settembre 2023 il GIP del Tribunale di Trani – quale giudice della esecuzione – ha accolto la domanda di riconoscimento della continuazione tra i fatti oggetto di giudizio in più decisioni irrevocabili introdotta da COGNOME NOME . Premesso che le decisioni (in numero di sei) hanno tutte ad oggetto il reato di omesso versamento dell’assegno di mantenimento per il coniuge e i figli, il GIP determina la pena complessiva in mesi sei di reclusione ed euro mille di multa.
Avverso detta ordinanza ha proposto ricorso per cassazione il P.M. territoriale. La deduzione introdotta è di violazione di legge. Si rappresenta che la determinazione della pena – con particolare riferimento alla individuazione e quantificazione degli aumenti sulla pena (Xt base – non è stata realizzata in modo analitico, violando i principi di diritto espressi dalle Sezioni Unite di questa Corte di Cassazione. Inoltre vi è
manifesto errore di calcolo nel dispositivo della decisione.
Il ricorso è fondato, per le ragioni che seguono.
3.1 GLYPH La modalità di determinazione della pena per il reato continuato è stata di recente oggetto di un intervento regolativo delle Sezioni Unite di questa Corte (Sez. U 2021, ric. Pizzone), con cui si è precisato che il giudice, nel determinare la pena complessiva, oltre ad individuare il reato più grave e stabilire la pena base, deve anche calcolare e motivare l’aumento di pena in modo distinto per ciascuno dei reati satellite.
3.2 La decisione impugnata non realizza in modo chiaro siffatta modalità ed inoltre contiene un evidente errore di calcolo, come segnalato dal RM. ricorrente.
Va pertanto disposto l’annullamento della decisione impugnata, con rinvio per nuovo esame.
P.Q.M.
Annulla l’ordinanza impugnata relativamente al trattamento sanzioNOMErio, con rinvio per nuovo giudizio sul punto al Tribunale di Trani.
Così deciso in data 8 marzo 2024
Il Consigliere estensore
Il Presidente